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Una via a Reggio Emilia per Germano Nicolini. Grazie Comandante Diavolo!

Germano Nicolini è persona importante per la storia di Reggio Emilia, della Provincia reggiana e della nazione italiana per i suoi atti di eroismo per la Liberazione dal nazifascismo e di riconciliazione nazionale nel dopoguerra.

Germano Nicolini, partigiano.

Chi era Germano Nicolini?

Nella sera di Sabato 24 Ottobre 2020 è purtroppo scomparso all’età di 100 anni Germano Nicolini.

Germano Nicolini nasce a Fabbrico, nella Bassa reggiana, il 26 novembre 1919, da una famiglia di contadini proprietari . Durante la seconda guerra mondiale divenne ufficiale del 3° reggimento carri. Imprigionato l’8 settembre 1943 a Tivoli riesce a fuggire. Torna in Emilia, dove si unisce alla 77esima brigata Sap “Fratelli Manfredi” diventando comandante di 900 uomini, avrà tre differenti nomi di battaglia, prima “Demos”, poi “Giorgio” ed infine “Diavolo”.

Durante la guerra partecipò a tredici scontri a fuoco e a due battaglie in campo aperto, quelle di Fabbrico e di Fosdondo (dove invece perì, fra gli altri, Luciano Tondelli), contro i nazifascisti, riportando due ferite. Dopo la liberazione venne nominato comandante della piazza di Correggio, quindi ufficiale addetto ai rapporti tra il governatorato e le amministrazioni comunali della bassa reggiana dal governatore americano Adam Jannette.

Si distinse anche per l’equilibrio e la difesa di prigionieri fascisti appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana, evitando in più occasioni – come testimoniarono al processo di Perugia del 1947 alcuni di essi – tentativi di giustizia sommaria. Fu anche responsabile partigiano del carcere di Correggio e in tale ruolo, il 27 aprile 1945, respinse il primo di due assalti alla prigione da parte dei partigiani, i quali, senza un mandato del Comitato di liberazione nazionale, volevano prelevare sette repubblichini

Si distinse nell’immediato dopoguerra come Segretario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Correggio, pioniere della riconciliazione nazionale aprendo una mensa del reduce cui potevano accedere partigiani ed ex-fascisti che non si erano macchiati di crimini. 

Germano Nicolini, intervista alla Gazzetta di Reggio.

Alle elezioni amministrative del marzo 1946 fu eletto nel Consiglio comunale di Correggio con la lista del Partito Comunista Italiano: a fine dicembre dello stesso anno, dopo le dimissioni del Sindaco Arrigo Guerrieri, divenne primo cittadino, ricevendo anche i voti di tre consiglieri dell’opposizione democristiana, in una zona e in un periodo ancora turbati dalle vendette e dai delitti di stampo politico. Fondendo gli ideali comunisti con quelli cattolici, si impegnò principalmente per la popolazione più bisognosa e per gli ex combattenti della guerra.

Il 18 giugno 1946 viene assassinato don Umberto Pessina; dopo otto mesi l’accusa infamante: lo si vuole, a tutti i costi, colpevole del delitto, prima come esecutore materiale e poi come mandante. Viene arrestato il 13 marzo 1947; il 26 febbraio 1949 la Corte d’Assise di Perugia lo condanna a 22 anni di carcere ed alla perdita di ogni diritto civile e militare: ne sconta 10, per sopravvenuto indulto a favore di ex appartenenti alle formazioni partigiane. Per quasi mezzo secolo grida la sua innocenza e chiede, inascoltato, che lo si aiuti per la revisione del processo. Eloquente, al riguardo, il titolo del suo voluminoso libro-memoriale, “Nessuno vuole la verità”. Poi la confessione dei veri colpevoli (settembre 1991) e la loro condanna (1993). Finalmente la revisione del processo: la Corte di Appello di Perugia, in data 8 giugno 1994, lo assolve con formula piena, vittima di macchinazione politico-inquisitoriale.

Nel novembre 2000 l’allora ministro per le politiche comunitarie Gianni Francesco Mattioli chiese pubblicamente perdono a Nicolini per l’operato del padre, Pietro, pubblico ministero al processo di Perugia del 1947. In un’intervista affermò: «Si voleva far condannare Nicolini che essendo cattolico e comunista, non piaceva alla gerarchia cattolica né ai vertici comunisti. Credo che [mio padre] se fosse stato vivo quando si appresero le manomissioni del materiale inquisitorio, avrebbe sofferto grandemente. Aveva molto rispetto per Germano Nicolini, al contrario della corte». Mattioli ricordò che all’epoca monsignor Socche si era presentato due volte a casa loro per chiedere al padre la condanna di Nicolini. Anche l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga il giorno dopo la confessione di Gaiti telefonò personalmente a Nicolini chiedendo scusa a nome dello Stato Italiano.

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A Reggio Emilia dedicheremo una via a Germano Nicolini, leggi la mozione.

Nel marzo 1997 è stata conferita a Germano Nicolini la medaglia d’argento al valore militare per attività partigiana, ricevuta effettivamente in una cerimonia il 4 novembre; pochi giorni prima Nicolini aveva nuovamente ottenuto i gradi di capitano revocati dopo la condanna.

La motivazione: “Ufficiale dell’Esercito, dopo l’8 settembre, fuggiva dalla cattura ed entrava in formazione partigiana e difesa della Patria invasa. Durante il lungo periodo di appartenenza alle formazioni e nelle numerose azioni di combattimento dimostrava brillanti doti di organizzatore e di comandante, sprezzante di ogni pericolo. La sua opera è stata giudicata cospicua, perché svolta in difficili condizioni, in zona di pianura costantemente controllata dal nemico. Considerato uno dei migliori combattenti della Resistenza reggiana”

Il 25 aprile 2017, a 97 anni, partecipò a Carpi alla cerimonia pubblica ufficiale del 72º anniversario della Liberazione, con un intervento dal palco del teatro comunale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Cosa si chiede al Comune di Reggio Emilia?

  • A inserire il nome di “Germano Nicolini, partigiano” nei toponimi, passati gli adeguati tempi di legge (10 anni), degni di attribuzione per una via, parco o piazza della città di Reggio Emilia.
  • A prevedere un momento ufficiale nelle celebrazioni del 25 Aprile 2021 di ricordo per Germano Nicolini.
  • Prevedere con Anpi e Istoreco momenti rivolti alle scuole per spiegare ai giovani la figura di Germano Nicolini, uomo importante della nostra comunità.

Sabato 13 Marzo raccogliamo firme antifasciste a Rosta Nuova

📝 Sabato 13 Marzo i liberi cittadini di Rosta Nuova invitano a firmare la proposta di legge popolare promossa da Anagrafe Nazionale Antifascista.

Qui potete leggere la proposta di legge “Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”

Ho depositato in Comune a Reggio Emilia due mozioni per supportare questa proposta di legge, portale nel tuo comune!

La legge se approvata in Parlamento porrebbe fine a un fenomeno che da tutti gli antifascisti è sempre stato ritenuto un insulto alla nostra Costituzione e fino a oggi non è mai stato punito.

L’appuntamento è Sabato 13 Marzo dalle 10.00 alle 13.00 con riferimento piazza Neruda, a metà di via Wybicki nel quartiere Rosta Nuova.
Ricordiamo a tutti le disposizioni sanitarie anticovid, usiamo la mascherina e teniamo 1 metro di distanza.

Sarò sul territorio con i cittadini di Rosta Nuova per autenticare le firme, se passate vi saluto tutti volentieri!

Chi non riuscisse a passare può firmare la proposta di legge tutti i giorni alla mattina presso l’URP del Comune di Reggio Emilia in Via Luigi Carlo Farini 2/1. C’è tempo fino al 31 Marzo 2021.
Si può prendere appuntamento a questo link

Vieni a trovarci sabato 13 a Rosta Nuova per firmare la legge antifascista

Esistono uomini, ominicchi e quaquaraqua’ e io sono un uomo. Saluto il PD

Dopo 13 anni di militanza lascio da attivista e da consigliere comunale di Reggio Emilia il Partito Democratico ed entro per ora nel gruppo misto in Sala del Tricolore.

Una decisione che ho preso con il cuore pesante e che ho comunicato oggi all’aula in apertura dei lavori (in video collegamento) del Consiglio comunale.

Ho spiegato in apertura come motivazione generale il dissenso al Governo Draghi di larghe intese e ho spiegato di non volermi trovare “in imbarazzo” in un partito che lo sostiene.

Voglio essere libero per quelle che saranno le scelte future legate alle tematiche del lavoro e ai lavoratori. Il 31 Marzo finisce il blocco dei licenziamenti e siamo pronti a una stagione che di sicuro ci vedrà di nuovo in piazza come lavoratori per difendere i nostri diritti e contrastare la precarietà.

Non voglio più trovarmi in situazioni ambigue come quella del 2015 durante lo scontro voluto da Matteo Renzi per l’abolizione dell’Articolo 18 – il licenziamento senza giusta causa – dove con la CGIL, il mio sindacato al quale sono iscritto da quando lavoro, eravamo in piazza e poi a raccogliere le firme per i referendum. 

Ma alla base dell’addio c’è la “cesura insanabile” che si e’ consumata col Pd provinciale sulla crisi del Governo Conte a fine gennaio, che si poteva appianare ma e’ mancata la volontà. Pietra dello scandalo un post su Facebook dove ho messo foto che ritraevano Matteo Renzi e il capogruppo dem alla Camera ed ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, con il commento: “Il numero due di Renzi era Graziano Delrio. Ricordiamo il passato per migliorare il futuro”.

Un gesto da cui la segreteria provinciale del Partito Democratico ha preso ufficialmente “le distanze” in modo aspro da sfiducia. La strappo di Gigliola Venturini, Massimo Gazza, Antonella Incerti, Matteo Panari e Maino Marchi, mi porta a dire addio al PD.

Esistono uomini, ominicchi e quaquaraqua’ e io sono un uomo. E allora per coerenza e per una questione di dignita’ che non e’ orgoglio, preferisco andare e tenermi la dignità.

Ho parlato con le persone che mi hanno votato. A parte 7 persone le altre (mi hanno votato 900 persone) mi hanno detto di andare e penso che sia giusto anche nei loro confronti.

Nel Gruppo misto farò attività politica per quello che riguarda il mandato ma penso che sia arrivato il momento di riflettere anche su quella che può essere una conformazione che arrivi al 2024 con un approccio progressista, laico e anche di rappresentanza delle forze di sinistra, perché il PD per come l’ho conosciuto si è modificato e, per quanto ci siano persone meravigliose, non credo che possa essere una soluzione.

Ho sempre tenuto una grande attenzione al dialogo e con i cittadini della mia comunità, in questa seconda legislatura sono arrivato alla saturazione perchè la politica locale è diventata sempre più autoreferenziale e pasticciona, non ho più intenzione di giocarmi la faccia di fronte ai cittadini della mia comunità a queste condizioni. Non ultimo, per fare un esempio, la questione dell’antenna 4G nel quartiere Canalina, è stato fatto un errore metodologico e di partecipazione, io per coerenza ho dato ragione ai residenti.

Ci sarà da parte mia collaborazione sulle tematiche di lavoro, sui documenti di bilancio e spero che si possa trovare una mediazione, partendo come sempre dai contenuti che sono la cosa piu’ importante.

Supportiamo la legge popolare di Anagrafe Antifascista

Abbiamo tempo fino al 31 Marzo per raccogliere 50.000 firme per supportare la legge popolare di Anagrafe Nazionale Antifascista, il progetto vuole normare la propaganda e la vendita dei gadget neofascisti. Puoi sostenerlo anche tu firmando nel tuo Comune.

E’ necessario, di fronte all’esposizione e alla vendita di oggetti con simboli che si richiamano all’ideologia nazifascista, che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere, attraverso la propaganda, i simboli di quel passato tragico.
Questo per completare il passaggio mancato in Parlamento, rimane ferma infatti approvata solo in una camera, la legge che sanzionava coloro che propagandavano le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco.

Il “Rapporto Italia 2020” dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta: erano solo il 2,7% oggi sono il 15,6%, mentre sono in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ridimensionano la portata della Shoah, dall’11,1% al 16,1%.

Secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.

Nel 2016 avevo già affrontato il tema della vendita di gadget antifascisti e l’utilizzo delle sale civiche nel Comune di Reggio Emilia.

Gli organi di informazione da anni sono pieni di notizie in cui si manifestano episodi riconducibili all’ideologia nazifascista, che è giusto considerare allarmanti. E’ persistente una crescente diffusione di razzismi e di appelli a trovare soluzioni autoritarie a problemi sociali complessi.

Da anni assistiamo al proliferare dell’esposizione (presso stadi, palasport, bar, edicole, per strada) di simboli che richiamano a fascismo e nazismo, frutto di anni di sottovalutazione del fenomeno del ritorno di ideologie che mai come oggi sono pericolose.

Questa proposta di legge di iniziativa popolare inoltre aggiunge alcune ulteriori aggravanti per l’esposizione di simboli fascisti e nazisti nel corso di eventi pubblici o attraverso strumenti telematici e informatici.

La proposta, rispetto alla “Legge Mancino”, mira a colpire determinate fattispecie di reato configurando pene certe, in quanto ci sono forme consolidate di propaganda fascista, che la proposta di legge le evidenzia, che oggi sono impunite (i reperti storici non sono contemplati nella fattispecie di reato, se sono per finalità di studio, di conservazione museale o di ricerca).

Cosa puoi fare per supportare la legge popolare di Anagrafe Antifascista?

Oltre a sentire il tuo sindaco o un consigliere comunale per presentare la mozione nel tuo comune. Puoi organizzare una raccolta firme, i moduli sono forniti dalla segreteria generale o URP del tuo Comune, o semplicemente andare a firmare la proposta di legge

A Reggio Emilia  potete firmare tutte le mattine presso l’URP del Comune di Reggio Emilia in Via Luigi Carlo Farini 2/1.

Per chi lo desiderasse i cittadini di Roncocesi, grazie Roberto Ballabeni, hanno organizzato una mattinata di raccolta firme

Sabato 20 Febbraio dalle 10.00 alle 13.00 nel piazzale del bar Cagliari Arte & Caffè in Via Karl Marx 69 a Roncocesi. Gireremo per la frazione casa per casa per raccogliere le firme.

Sabato 20 Febbraio dalle ore 10.00 vi aspetto a Roncocesi per firmare la proposta di legge.

I detrattori di questa proposta, in buona o cattiva fede, muoveranno argomentazioni di questo tipo a cui voglio rispondere subito:

i problemi sono altri 

il benaltrimo serve proprio a non voler affrontare le questioni scomode per alcuni.

dei commercianti falliranno

confido che un commerciante capace avrà ragione anche vendendo altre ambiti merceologici che non richiamino il fascismo e nazismo.

vengono venduti gadget di ispirazione comunista

Ogni Stato ha la sua storia, in Polonia vige il reato di apologia comunista ad esempio, in Italia abbiamo avuto oltre 20 anni di dittatura fascista che ha portato milioni di morti.
Consiglio di leggere come è regolata l’apologia di nazismo in Germania.

si limita la libertà di espressione

Ogni democrazia ha delle salvaguardie e dei limiti, per questo esistono le leggi. Comprare mazze con scritte fasciste e fare il saluto romano ledono queste salvaguardie e offendono la nostra storia. Consiglio di ascoltare il Presidente Pertini in questa sua analisi su fascismo e libertà di espressione che ho sempre trovato illuminante.

Fai aderire il tuo Comune alla Carta antifascista di Stazzema

Perché si chiama Carta di Stazzema? Il 12 agosto 1944, in piena seconda guerra mondiale, Sant’Anna di Stazzema, piccolo centro in provincia di Lucca, fu teatro di una strage atroce dichiarata “crimine contro l’umanità”. A seguito di un rastrellamento nazifascista, furono trucidati 560 civili, dei quali 130 bambini dove la più piccola aveva appena 20 giorni di vita, e per tale motivo ricordata come la strage degli innocenti.

Perché una Anagrafe antifascista? Perché sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato.
Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, violenza verbale.

In rete e sui social media, sulle testate giornalistiche, nelle dichiarazioni politiche come nei bar e nelle strade. Principi che credevamo forti e stabili e che ci sembrano in pericolo.

Sottoscrivere la Carta ed aderire all’Anagrafe significa prendersi un impegno per la democrazia e a sostegno dei valori della nostra costituzione.

Attualmente si sono iscritti all’Anagrafe Nazionale Antifascista 54.346 cittadini, nonché numerose associazioni e comuni italiani, tra cui il comune di Torino, Roma e Firenze.

L’Anagrafe Nazionale Antifascista è una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono nei principi enunciati sula “Carta Di Stazzema” che afferma che esistono diritti inalienabili che ogni essere umano possiede, senza distinzione per ragioni di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale;

Dalla Carta di Stazzema:

  • AFFERMIAMO che esistano diritti inalienabili che ogni essere umano possiede, senza distinzione per ragioni di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale.
  • AFFERMIAMO il valore della persona e delle sue libertà, di pensiero, coscienza e religione; il diritto di tutti: a poter esprimere liberamente le proprie opinioni, senza discriminazioni, minacce o persecuzioni, ad autodeterminarsi come individuo, ad avere un lavoro e condurre un’esistenza dignitosa; il diritto ad una sfera privata inviolabile nell’ambito della proprietà, della persona, della vita, della famiglia;
  • AFFERMIAMO il valore dell’istruzione e la possibilità di ognuno di accedere ad un’informazione libera, imparziale e accessibile a tutti, come strumento di pieno sviluppo della persona e di crescita collettiva;
  • AFFERMIAMO il valore della giustizia e di un giusto processo; la tutela delle minoranze; l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge; il rifiuto di ogni schiavitù, tortura, punizione crudele o inumana;
  • AFFERMIAMO l’importanza delle pratiche democratiche, nella convinzione che la sovranità appartenga al popolo e che ognuno abbia diritto di partecipare al governo del proprio paese;
  • AFFERMIAMO il rispetto dell’altro, delle sue opinioni e convinzioni; il valore del dialogo, del confronto, come modalità di risoluzione dei conflitti fra individui come delle controversie internazionali;
  • AFFERMIAMO che il Futuro non è il Fascismo. La civiltà, il progresso, il futuro, appartengono alla dimensione democratica.

Nuovi parchimetri in centro storico

Il documento discusso in Consiglio Comunale che ho scritto con il cittadino Graziano. Per facilitare la segnalazione dei parchimetri dall’esagono del centro storico e l’utilizzo di easypark. Per agevolare i reggiani che usano l’auto e i commercianti.

Nella risposta l’assessora Carlotta Bonvicini ha definito che saranno installati nuovi parchimetri (ad oggi sono 12 per tutto il centro storico) e saranno meglio segnalati, questo in previsione del nuovo piano della sosta.

Guarda il video della discussione in Consiglio Comunale a Reggio Emilia

Sulle bollette pazze di Iren

Una buona comunicazione non avrebbe creato caos e disservizi, Federconsumatori ha ragione. Il Comune di Reggio Emilia è azionista di Iren, ho depositato un documento dove chiedo al Sindaco Vecchi di intervenire presso il management.

L’associazione di tutela dei consumatori Federconsumatori Reggio Emilia ha fatto notare con nota pubblica mezzo stampa che l’azienda IREN nella seconda facciata della prima pagina della bollettazione, in alto a destra, è indicato un periodo di fatturazione bimestrale: novembre – dicembre 2020.

La fattura però, nonostante questo, non parla affatto del bimestre novembre – dicembre 2020. La fattura in realtà è un ricalcolo anche se la parola ricalcolo non compare.

Leggendo infatti appena sotto si scopre che, all’interno del primo riquadro sempre in alto a destra è indicata la dicitura “Consumo da inizio fornitura” e a seguire le date di riferimento che definiscono l’arco temporale all’interno del quale è stato effettuato il ricalcolo dei consumi.

I consumatori di IREN dovranno quindi verificare se i dati del conguaglio sono corretti. Per farlo devono accertarsi che non si tratti di una lettura stimata ma di una lettura rilevata.

Nella stragrande maggioranza dei casi sono letture stimate. E’ quindi fondamentale sapere se i consumi sono gli stessi registrati dai contatori.

Come predisposto dalla legge si è passati dalla fattura a rata costante a quella a rata a consumo, questa importate informazione non è stata adeguatamente comunicata dall’azienda. I cittadini reggiani clienti di Iren si sono trovati così le bollette dei mesi invernali molto elevate.

Diversi cittadini reggiani hanno avuto disservizi da Iren per questa situazione.  Nonostante strumenti e mezzi non manchino all’azienda, la chiarezza nei confronti degli utenti non c’è stata. Inoltre i lavoratori dei call center e dei punti servizi di Iren hanno subito forte stress per questa carenza del management.

Il Comune di Reggio Emilia detiene il 6,423% delle azioni di Iren. Il sindaco Luca Vecchi è uno dei tre rappresentanti principali del controllo pubblico dell’azienda, rappresentante inoltre del patto di Iren per l’Emilia.

Con questa interpellanza si chiede al Sindaco Luca Vecchi di intervenire sull’azienda Iren per risolvere la situazione di disservizio agli utenti.

reggio emilia legge omofobia 17 ottobre

🏳‍🌈 17 Ottobre manifestazione a Reggio Emilia per supportare la legge contro l’omofobia

Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale della mozione a sostegno della Legge Zan contro l’omotransfobia e l’inaugurazione della panchina arcobaleno, a Reggio Emilia andiamo in piazza Sabato 17 Ottobre alle 15.00 in Piazza Martiri del 7 Luglio.

In questi giorni il Parlamento è impegnato nella discussione della proposta di legge contro l’omotransfobia e la misoginia.

Da troppi anni attendiamo una legge seria ed efficace per contrastare la violenza e le discriminazioni verso le persone LGBT+ e le donne, tutelando le vittime con risorse adeguate e politiche concrete. Non si può più girare la testa dall’altra parte. È ora di fermare l’odio.

È arrivato il momento che l’Italia segua l’esempio degli altri Paesi europei. Il 17 ottobre scendiamo in piazza a Reggio Emilia.

Violenze e discriminazioni verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà quotidiana. L’ultima ricerca dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali sulle persone LGBTI+ in Italia evidenzia che il 62% evita di prendere per mano la persona amata e il 30% non frequenta alcuni luoghi per paura di subire aggressioni. Il 23% dichiara di aver subito discriminazioni sul lavoro, il 32% di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno e l’8% un episodio di aggressione fisica negli ultimi 5 anni. Solo 1 persona su 6 ha denunciato questi episodi.

Dopo tanti fallimenti e di proposte di legge affossate, è ora che l’Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere.

Non c’è più tempo. Parlamento e Governo devono approvare subito una legge seria ed efficace. A Reggio Emilia saremo presenti il 17 ottobre alle ore 15.00 in Piazza Martiri del 7 Luglio.

😷 Durante l’evento, è necessario rispettare le prescrizioni sul coronavirus. In particolare è necessario mantenere il distanziamento e, ove prescritto, le mascherine.