🏳️‍🌈 Per un ambulatorio trans* a Reggio Emilia

🏳️‍🌈 Abbiamo approvato in Consiglio Comunale a Reggio Emilia la mozione sull’emergenza farmaci per le persone trans* e per la creazione di un punto d’accesso sanitario specializzato per la salute delle persone in transizione di sesso a Reggio Emilia.

L’Emilia Romagna è la regione più popolata da persone Trans e ad oggi esiste un solo punto d’accesso per visite endocrinologiche, psicologiche e chirurgiche, a Bologna, che deve sopperire a tutte le richieste della nostra Regione.

Con le restrizioni di spostamento da un Comune all’altro e le attività ambulatoriali sospese, dovuto al Coronavirus, molte persone hanno riscontrato enormi difficoltà nel reperire i piani terapeutici per i farmaci, che ricordo essere farmaci salva vita, oltre che a eseguire le visite programmate che consentono l’accesso agli stessi.

Considerate che una persona a inizio transizione mediamente deve spostarsi a Bologna una volta alla settimana e non sempre parliamo di giovani, automuniti o con un supporto familiare alle spalle. Pensiamo a chi abita nella nostra montagna o nella bassa reggiana che difficoltà può avere, se non automunito, a raggiungere il centro medico di Bologna.

✊ Reggio Emilia ancora una volta è in prima fila nella lotta alle diseguaglianze e si prende l’impegno di lavorare per la salute di centinaia di cittadini e cittadine del nostra Provincia.
(Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto)

Più agenti alla Questura di Reggio Emilia

La Questura di Reggio Emilia è stata riconosciuta a questura di seconda fascia, questo dovrebbe portare un gran numero di agenti (si ipotizza cinquanta agenti) sul territorio e proprio di questo si parlerà nel consiglio comunale lunedì 4 Maggio.  

Nel 2008 il Governo Berlusconi decise il blocco del turn over. Nell’arco di un decennio gli effettivi della Polizia di Stato sono diminuiti di oltre il 15%. A Reggio si è passati da 270 a 230 agenti. Poi il Governo Gentiloni sbloccò le assunzioni e il Governo Conte I e II sta proseguendo sulla stessa strada.

Il piano di riassetto delle Questure quantificava per la Questura di Reggio una carenza d’organico di 115 unità, da colmare con le assunzioni previste dal Documento di economia e finanza.

All’epoca però il Ministro dell’Interno Matteo Salvini fece nel luglio 2018 non fece arrivare neanche un agente del nutrito contingente interforze di 591 uomini che entrò in servizio in tutta l’Emilia-Romagna, con Reggio unica provincia rimasta a bocca asciutta.

Ad oggi la Questura può contare su 295 uomini e donne suddivisi tra personale in divisa e personale civile (30 persone). Riteniamo necessario e positivo che la Questura di Reggio Emilia sia elevata dall’attuale terza fascia a quella superiore di seconda fascia, passando così a una maggiore dotazione di agenti

Gli agenti della Questura di Reggio Emilia

Siamo vigili e attenti perché dalla firma della legge sul riordino delle questure del dicembre 2019 ad oggi sono molte le richieste di parlamentari e città da tutta Italia che nel riordino hanno visto perdere uomini (ad esempio la questura di Modena è stata declassata).

Il coronavirus ha stoppato anche i concorsi pubblici quindi l’arrivo degli agenti sembra slittare, noi invece vogliamo la sicurezza che gli agenti arrivino e dei tempi e numeri certi.

Ringrazio il sindacato SILP CGIL e il suo segretario Emanuele Biondi oltre a tutti gli agenti che mi hanno segnalato la questione, in consiglio comunale faremo il punto e manderemo il documento approvato al Ministero dell’Interno, ribadiamo il nostro impegno come Partito Democratico a tutti i livelli per far arrivare gli agenti che spettano alla questura di Reggio Emilia il prima possibile.

Il tema della visita al congiunto: è un coming out involontario ma gestibile

Il Governo ha precisato, in una seconda nota stampa, che la visita ai congiunti, ovvero parenti e persone a cui si è legate da uno stabile legame affettivo, non comprende gli amici.

Tutto chiaro salvo il problema che centinaia di migliaia di persone in Italia si troveranno potenzialmente nelle condizioni di fare coming out (dichiarare il proprio orientamento sessuale), dichiarando nel corso di un controllo da parte delle forze dell’ordine di essere omosessuali.

Si tratterebbe di una sorta di coming out “forzato” relativo al proprio affetto stabile, fidanzata o fidanzato.

Io e la consigliera Fabiana Montanari proviamo a fare chiarezza dopo aver sentito i legali di Arcigay e esserci informati dalla forze dell’ordine.

Se il problema può considerarsi superato per alcune persone o magari di poco conto per chi abita in grandi metropoli, per chi abita in piccoli paesi la cosa è molto diversa: essere omosessuale in certe realtà viene visto ancora come uno stigma.

Inoltre il problema si pone per le persone ancora minorenni che vivono con i genitori e non sempre hanno dichiarato in famiglia il proprio orientamento.

Omofobia e transfobia nel nostro paese sono ancora piuttosto diffuse e questo comporta la necessità di una maggiore tutela verso le persone LGBTI* quando esse siano restie a dichiarare il proprio orientamento sessuale e identità di genere.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni e preoccupazioni da parte di giovani ragazze e ragazzi di Reggio Emilia e della Provincia che abitano in piccoli paesi rispetto a questo problema. Vogliamo però tranquillizzarvi.

L’autocertificazione è un documento di natura essenzialmente dichiarativa che mira a informare le forze dell’ordine in punto ai motivi per cui ci si muove, che debbono rientrare in un elenco specifico già pre impostato per facilitare i cittadini nella compilazione.  Tutti i dati in esso contenuti sono coperti dalla privacy e non possono in alcun modo essere diffusi: servono unicamente per permettere di controllare se quanto affermato risponda o meno al vero.  Questa precisazione è molto importante perché riportare informazioni false o non sottoscrivere l’autocertificazione può esporre sia a sanzioni che a denuncia penale.  

Tuttavia non esiste alcun obbligo di rivelare le generalità dell’affetto stabile. Dato estremamente positivo perché se ne tutela la privacy.

Detto questo, in caso di controllo, è sempre bene essere il più sinceri possibili: evitare un coming out infatti potrebbe impedire l’indagine in punto a quanto autocertificato esponendoci a una sanzione.

E’ bene quindi spiegare che si sta andando ad incontrare il proprio affetto stabile, findanzato/a e richiedere, qualora fosse necessario, di non dare le generalità della persona che si sta andando ad incontrare e specificare il motivo.  

E’ anche possibile, in caso di presenza di più persone (in ipotesi di posto di controllo effettuato in un parco o in una zona di ampio passaggio) richiedere alle forze dell’ordine di spostarsi in un luogo non affollato per spiegare la situazione.

Un dialogo aperto e sincero con l’operatore che vi trovate di fronte è probabilmente un ottimo modo per evitare la sanzione, dando il maggior numero di informazioni possibili al fine di non mettere in eccessiva difficoltà né la vostra persona né il partner che vi attende.

A questo proposito riportiamo le parole di Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda Reggio Emilia: Invitiamo le forze dell’ordine a continuare a rispettare la delicatezza delle situazioni personali, comprendendo la difficoltà di chi si troverà costretto a confidare quello che è un dato sensibile in fase di controllo, magari per la prima volta nella vita. Rimaniamo inoltre a disposizione di chi nella comunità LGBTI+ ha bisogno di delucidazioni prima di andare a visitare “il congiunto”, sia questi la fidanzata, il ragazzo, o la suocera del coniuge unito civilmente; abbiamo già chiesto pareri alla nostra consulente legale, che rimane a disposizione gratuitamente per consulenze mirate su casi specifici e questo servizio resterà attivo in tutto questo periodo tramite i nostri canali social. Insieme sapremo trasformare queste limitazioni in un presupposto per il maggiore riconoscimento delle coppie e delle famiglie LGBTI.

Per richiesta informazioni e supporto potete contattare Arcigay Gioconda al numero: + 39 347 307 2286info@arcigayreggioemilia.it

Coronavirus: riattivare i GAS

Nel consiglio comunale di Lunedì 4 Maggio è stata approvata da tutte le forze politiche  la richiesta dei GAS – gruppi di acquisto solidale- per svolgere l’attività all’interno del Comune di Reggio Emilia.

I GAS sono gruppi di cittadini che acquistano prodotti agricoli direttamente dai produttori locali in grandi quantità per poi dividerli tra i propri associati.

I nove gruppi di acquisto solidale attivi nel reggiano, Iqbal Masih, GAM6 Gruppo D’Acquisto Solidale Mag6, Le Giare, Fermento Naturale, Bottega Diversa, Il Giarello, Il Nocciolo, UP e MeoMondo, hanno inviato nella settimana scorsa una comunicazione alla Prefettura, Regione, Provincia e Comune di Reggio Emilia.

Nei vari decreti del Governo e ordinanze della regione questi gruppi di cittadini non sono stati contemplati anche se sono riconosciuti da una legge nazionale dal 2007 trovandosi impossibilità nel svolgere l’operazione di acquisto dagli agricoltori e della distribuzione in sicurezza agli associati. Con la votazione in Sala del Tricolore i consiglieri chiedono al Prefetto di consentire l’attività dei GAS sul territorio reggiano con modalità rispettose delle indicazioni sanitarie per evitare il contagio da Covid-19.

Sono realtà importanti e positive per il tessuto reggiano. I GAS propongono una concezione più umana ed etica dell’economia, cioé più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, tendendo a promuovere uno stile e un atteggiamento critico che unisce le persone invece di dividerle, un approccio più etico e umano di fare la spesa.

Report di lavoro 2019

Le presenze, il compenso, i documenti presentati in Consiglio Comunale a Reggio Emilia nel 2019. Un impegno sincero e importante quello della trasparenza che svolgo con costanza ogni anno rispetto ai cittadini di Reggio Emilia.

Per prima cosa mi scuso per il ritardo ma a causa della pandemia di coronavirus non sono riuscito a pubblicare il report a Febbraio come ogni anno ma riesco a rendere onore all’impegno preso con voi sei anni fa solo ora. Ogni anno da quando sono consigliere comunale infatti ho sempre pubblicato il report di lavoro così che tutti possano leggere e giudicare il lavoro politico svolto.

Scrivetemi i vostri suggerimenti e proposte a dario.delucia@comune.re.it o alla pagina facebook

Nell’anno 2019 ho presentato 18 documenti in Comune a Reggio Emilia, ho lavorato a più di 10 iniziative sul territorio e ho incontrato una decina di cittadini alla settimana. Ho cercato di bilanciare il mio impegno verso le piccole (ma importanti) segnalazioni dei quartieri, senza rinunciare ad occuparmi dei temi che riguardano Reggio Emilia nel contesto che va verso la Regione, l’Italia e l’Europa. I temi di cui mi sono occupato maggiormente sono il lavoro, cura del territorio e i diritti (civili, umani e sociali). 

Ma soprattutto nel 2019 ci sono state le elezioni comunali dove mi avete fanno l’onore di riconfermarmi per il mandato di 2019-2024, dandomi anche la grande responsabilità di diventare l’uomo più votato della città. 879 reggiani hanno scritto il mio cognome sulla scheda, grazie ancora per questa fiducia cari compagni e amici.

PRESENZE 👱‍♂

Nel 2019 ho partecipato a 25 sedute di consiglio comunale su 25, sono stato presente al 100% degli appuntamenti.

  • Sono stato presente alla commissione di lavoro 1^ TERRITORIO
    per 16 sedute su 18
  • Alle commissione di lavoro 4^ BILANCIO
    per 13 sedute su 14
  • Alla commissione di lavoro 3^ WELFARE
    per 3 sedute su 4
  • Alla commissione di lavoro 6^ GARANZIA
    per 0 sedute su 1
  • Alla commissione 8^ RAPPORTI INTERNAZIONALI e DIRITTI UMANI
    per 3 sedute su 4

COMPENSI 💰

Vi rendo noto anche il mio compenso da consigliere comunale per l’anno 2019 che è il risultato delle presenze alle sedute in consiglio (76,5€) e  delle commissioni di lavoro (60,3€) : sono 3.118,50€ lordi che pagate le tasse (758,74‬€) e il contributo volontario al PD (691,17€ il 15%della indennità maturata) diventano, netti, 1.668,59€. Sono quindi 139,04€ al mese.

Di questi soldi un’ingente somma viene donata alle associazioni e ai  progetti del territorio:  ho sostenuto l’Emporio Solidale Dora e altre associazioni che si occupano della lotta alla povertà a Reggio Emilia, la casa contro la violenza sulle Donne Non Da Sola, il canile di Reggio Emilia, diverse scuole elementari del territorio e Times 4 Life per i progetti di aiuto ai profughi siriani.

QUI TROVATE IL CEDOLINO DI RETRIBUZIONE 2019 DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA.

Qui la donazione al Partito Democratico per l’anno 2019 pari a 691,17€

LAVORO IN COMUNE 🏫

  1. Interpellanza su sicurezza degli argini del torrente Crostolo nel tratto cittadino (quartiere Gattaglio).
  2. Interrogazione pulizia aree verdi Via Lelio e Fausto Soncini.
  3. Mozione per condannare i corsi di rieducazione di Courage sul territorio reggiano.
  4. Mozione su tampon tax, costo degli assorbenti per le donne.
  5. Modifica al regolamento di concessione delle sale comunali con clausola di rispetto della Costituzione e dell’antifascismo.
  6. Mozione per una legge nazionale contro il revenge porn.
  7. Contributi spettanti ai buddisti del Soka Gakkai di Reggio Emilia.
  8. Mozione urgente per il fondo di solidarietà per i lavoratori del Mercatone Uno.
  9. Interpellanza sui costi del servizio e espansione del servizio Mobike.
  10. Interpellanza sul servizio taxi rosa.
  11. Interpellanza per nuove aree sgambamento cani in città.
  12. Più mercatini del riuso a Reggio Emilia.
  13. Iscrizione anagrafe cittadina dei titolari di richiesta di asilo.
  14. Ogd urgente in sostegno e per dare aiuti al popolo curdo.
  15. Odg urgente in sostegno e per dare aiuti al popolo cileno.
  16. 45.000€ in più per i progetti di prevenzione nelle scuole.
  17. Sostegno alla campagna di Croce Verde per l’acquisto di nuove ambulanze.
  18. Contributi per il 25 Aprile 2020, 75esima della Liberazione.

INIZIATIVE 🗣

Svolgo il mio mandato di tesoriere di Istoreco, revisore dei conti di Arcigay Italia e consigliere del Circolo Arci Gardenia ma oltre a provo quanto più è possibile a creare eventi per confrontarmi con chi mi ha votato e i cittadini della mia città. Ecco alcuni degli eventi realizzati nel 2019:

Mufid è il bambino profugo siriano che io e Federica, la mia compagna, abbiamo adottato a distanza nel 2018 con la ONG Time4Life, grazie ai compensi che prendo da consigliere comunale sosteniamo Mufid e la sua famiglia.

Il racconto del viaggio umanitario che ho fatto nel 2018 per aiutare i bambini profughi siriani che ho fatto a Kilis sul confine turco-siriano, grazie alla solidarietà dei reggiani abbiamo portato quintali di vestiti, cibo e giocattoli

Sì alla convenzione: Istoreco gestirà la Sinagoga di Reggio Emilia

Approvata in consiglio comunale con voto unanime di tutti i gruppi politici la mozione per valorizzare la sinagoga di Reggio Emilia dando la gestione capofila all’istituto storico Istoreco. 🕎✡🕍

La Gazzetta di Reggio riporta la discussione avvenuta in Consiglio Comunale sulla gestione della Sinagoga di Reggio Emilia.

Nel corso degli ultimi 25 anni Istoreco ha promosso numerose ricerche sulla storia della Comunità ebraica reggiana e sui suoi luoghi di culto. Queste ricerche hanno messo Istoreco in contatto con altri centri in provincia che furono sede di comunità locali (Correggio, Guastalla, Scandiano, Brescello, Novellara) e con istituzioni di ricerca a livello nazionale ed internazionale (Museo ebraico Bologna, CDEC Milano, Jüdisches Museum Berlin, Galicia Jewish Museum Cracovia, Museum of the Jewish People Tel Aviv).

In occasione della Giornata europea della Cultura Ebraica e durante le visite guidate che Istoreco da anni organizza su richiesta di scuole, associazioni e gruppi turistici, si è potuto verificare il grande interesse per il tema dell’ebraismo in Italia e dei suoi luoghi autentici. Anche nell’ambito del 27 gennaio, Giorno della Memoria, sono sempre molto partecipate le iniziative che affrontano le tematiche della deportazione e dello sterminio.

La Comunità ebraica italiana è la più antica in Europa, presente sulla penisola da più di duemila anni. Per cinquecento anni, anche a Reggio Emilia, ha vissuto e lavorato una comunità importante che arrivò a contare 900 persone, cioé il 6% della popolazione reggiana. Ciononostante, la conoscenza della cultura ebraica fu sempre poco diffusa e spesso questa mancanza sfociò in emarginazione quando non addirittura in persecuzione.

Gestire la Sinagoga di Reggio Emilia per Istoreco vorrebbe dire informare sulla storia reggiana, rendere visibile la cultura ebraica, commemorare le vittime della deportazione e promuovere i diritti umani oggi.

Una iniziativa alla Sinagoga di Reggio Emilia.

All’interno di una convenzione pluriennale per la gestione culturale, Istoreco si impegnerebbe a produrre mostre, presentazioni di libri e conferenze, attività didattiche e visite guidate, oltre alla realizzazione progressiva di pannelli storici permanenti.

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Comunità ebraica di Modena e Reggio si arriverebbe così all’apertura al pubblico di un luogo importante della storia reggiana. Durante le attività da proporre Istoreco coinvolgerebbe anche il Cimitero ebraico della Canalina e l’archivio della Comunità, interamente conservato presso l’Archivio di Stato.

Il progetto di Istoreco vedrà l’impegno di personale dell’istituto per gestire le aperture della sinagoga di Reggio Emilia, rendendo visibile un ambito di studio e ricerca in un luogo prezioso e offrendo la possibilità di potenziare l’offerta storico-culturale della città. Infine, nell’ambito di future progettualità europee, di rapporti internazionali del Comune di Reggio Emilia e nel dialogo con le città gemellate, Istoreco sarà attivo per la conoscenza diffusa e la valorizzazione di questo prezioso Luogo di Memoria.

Fatto salvo delle manutenzioni ordinarie, straordinarie e delle utenze he rimangono in capo al Comune come da convenzione già in essere, Istoreco si proposta di gestire lo stabile senza canoni annuali onerosi fissi per il Comune per l’attività ordinaria. Proposta votata all’unanimità da tutti i gruppi politici anche perché la stessa Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia ha dato un plauso all’attività di Istoreco. La contribuzione economica avverrà solo base di progetti richiesti dell’amministrazione o definiti insieme all’Istituto di volta in volta. 

Cooperativa Acapo: bisogna rispettare il bando

Martedì 14 Aprile porto in consiglio comunale della questione degli undici lavoratori che lavorano per Acapo, cooperativa romanda affidataria per conto del Comune di Reggio Emilia dei servizi di segnalazione. Questi lavoratori hanno il delicato compito di trattare e gestire le segnalazioni, richieste e reclami da parte dei cittadini reggiani.

Il 17 Febbraio si era svolto lo sciopero dei lavoratori organizzato dai sindacati per chiedere la parità salariale rispetto ai loro colleghi assunti direttamente dal Comune di Reggio Emilia.

Infatti dopo il passaggio di gestione dalla cooperativa reggiana Mouse ad Acapo si sono trovati a svolgere la stessa mansione ma con un contratto peggiorativo. Il precedente gestore del servizio applicava a questi stessi lavoratori il CCNL delle Cooperative Sociali mentre la cooperativa Acapo ha deciso di applicare il contratto CCNL Multiservizi causando ai lavoratori, a parità di mansione e monte orario, una diminuzione di salario dai 153,45€ fino ai 258,18€ al mese.

Ringrazio i lavoratori e le forze sindacali per avermi segnalato la questione. Leggendo il capitolato di appalto si legge chiaramente che il salario deve essere parificato a quello degli altri lavoratori impiegati nell’ente in analoghi mansioni. Soprattutto non si capisce come questa cooperativa abbia scelto di partecipare a un bando aperto solo alle coop. sociali ma non applichi l’analogo contratto decidendo di arrecare ai lavoratori un danno economico.

Dobbiamo incontrare il soggetto gestore con le parti sociali per assicurare agli undici lavoratori e alle loro famiglie le condizioni migliori e in linea con il bando.

La Gazetta di Reggio parla dei lavoratori di Acapo.

Per correttezza riporto anche il pensiero di Luca Chierici, segretario Filcams Reggio Emilia con il quale ho seguito il tema: “Occorre che venga rispettato ciò che il bando prevede in modo da garantire parità di condizioni normative e retributive ai dipendenti che operano negli appalti comunali rispetto ai dipendenti dell’istituzione stessa. I soggetti pubblici devono per primi farsi parte attiva nello smontare le disparità di trattamento che sono la strada per gli appalti al ribasso a spese delle lavoratrici e dei lavoratori”