A Reggio Emilia 886 firme a sostegno delle legge di Anagrafe Antifascista

Reggio Emilia non delude. Nonostante la zona rossa sono state 886 le persone che a Reggio Emilia hanno firmato la proposta di legge antifascista contro i gadget e la propaganda nazifascista. A tutti loro il mio più sincero ringraziamento.

Grazie a tutti gli 886 reggiani che hanno firmato la proposta di legge di Anagrafe Antifascista.

Nonostante le avverse condizioni dovute alle norme covid nel mese di Marzo è riuscita a raccogliere quasi mille firme. I cittadini reggiani si erano autorganizzati a Rosta Nuova, Roncocesi e Villa Sesso e con loro ho vidimato 530 firme sui moduli. A questa si è sommata la raccolta del PD, di alcune sedi Anpi e di tutti i cittadini che sono andati a firmare direttamente in anagrafe arrivando al risultato di 886 firmatari.

Se approvata in Parlamento, la legge popolare proposta da Anagrafe Nazionale Antifascista porrebbe finalmente fine alla vendita e propaganda di stampo nazifascista.

Infatti, rispetto alla “Legge Mancino”, mira a colpire determinate fattispecie di reato configurando pene certe, in quanto ci sono forme consolidate di propaganda fascista, che la proposta di legge le evidenzia, che oggi sono impunite. I reperti storici invece non sono contemplati nella fattispecie di reato, se sono per finalità di studio, di conservazione museale o di ricerca.

Dopo l’approvazione di documenti in Comune a Reggio Emilia a supporto della causa antifascista, la modifica al regolamento dei mercati cittadini per proibire le vendita dei gadget nazifascisti , una buona notizia questa delle 886 firme!

plogging reggio emilia

Supporto al plogging a Reggio Emilia

Approvato documento al bilancio del Comune per dotare di kit per il plogging, pulizia dei parchi, alle associazioni e cittadini di Reggio Emilia.

Le associazioni che fanno plogging vanno supportare

L’esempio di Albinea sul plogging

Il Comune di Albinea (RE) sta regalando a tutti i cittadini un piccolo kit di
attrezzature con cui fare plogging.

Il plogging è una pratica che unisce sport e cura dell’ambiente, si passeggia e si raccolgono i rifiuti che si incontrano lungo il percorso. Il nome deriva dalla combinazione tra la parola svedese “plocka upp” (raccogliere) e dall’inglese “jogging”.

Per favorire l’attività il Comune di Albinea e Iren hanno deciso di donare alle persone che ne faranno richiesta il materiale necessario: una sacca impermeabile e regolabile a tracolla, munita di ganci per borraccia o chiavi, di una tasca laterale per guanti o cellulare, all’interno della quale mettere i rifiuti. Non appena la situazione sanitaria lo permetterà verrà organizzata la consegna delle borse in un momento pubblico.

Cosa ha fatto sul plogging il Comune di Reggio Emilia?

Il Comune di Reggio Emilia ha realizzato negli anni diversi appuntamenti “Domeniche per il futuro” con Legambiente, Guardie Ecologiche e altre associazioni per ripulire i parchi svolgendo una sana attività fisica.

Considerando inoltre la lodevole iniziativa svolta dai cittadini con “Reggio Emilia Ripuliamoci” che ha movimentato migliaia di reggiani su questa azione a beneficio di tutta la comunità.

I vantaggi del plogging

L’attività del plogging permette non solo ai cittadini di svolgere una sana attività fisica all’aperto ma anche al Comune di avere una città più pulita risparmiando sul capitolo di pulizia dei parchi e aree verdi.

Cosa può fare il comune di Reggio Emilia per supportare il plogging?

A fornire, quando le condizioni sanitarie permetteranno attività completa all’area aperta, per i cittadini virtuosi che lo vorranno kit per realizzare il plogging anche attraverso le associazioni che si occupano del tema.

first aid one reggio emilia

Appalti e servizi: il caso First Aid One arriva in consiglio comunale

Ho presentato un documento su FIRST AID ONE, l’azienda che ora ha in gestione per ASP Città delle Persone il servizio di trasporto degli anziani ospiti per ritirare l’aggiudicazione del servizio. L’azienda è al centro di inchieste sindacali e della magistratura, contratti non congrui e una gara vinta con il massimo ribasso.

Fino alla fine del gennaio 2021 il servizio era svolto da realtà del territorio, come Croce Verde, Croce Rossa e Pubblica assistenza di Castelnovo Sotto. Per l’appalto si sono fatti avanti due soli pretendenti: First Aid One di Pesaro, appunto, e Associazione volontaria pubblica assistenza Croce Maria Bambina di Milano.

Il primo tema che emerge è che le pubbliche assistenze reggiane non hanno partecipato alla gara, assegnata con il criterio del massimo ribasso.

Differenze di busta paga notevoli. Le pubbliche assistenze applicano il contratto nazionale Anpas, sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. First Aid One, invece, usa un contratto spurio firmato dal sindacato autonomo Cisal. Con il primo contratto, un barelliere ha uno stipendio lordo mensile che va da 1.321 euro a 1.658 euro, per 38 ore di lavoro alla settimana; con il secondo, lo stipendio per 40 ore è di 1.012 euro lordi. La retribuzione oraria va dal 27 al 42% in meno. Non sono questioni da poco.”

First Aid One è una azienda che fa discutere i sindacati. Le sigle sindacali CGIL-CISL-UIL del territorio hanno più volte segnalato e situazioni di irregolari che hanno portato a vertenze individuali rispetto a First Aid One. L’invito che hanno espresso è quello di rivedere il modello di gestione di questo importante servizio, riportandolo all’interno in un’organizzazione integrata che non passi dalla logica degli appalti.

First Aid One è l’azienda che si occupa per ASP Città delle persone dei servizi di trasporto degli anziani verso l’ospedale e ritorno. E’ il centro di pesanti situazioni con i sindacati e la magistratura.

C’è il tema poi della pesante inchiesta che coinvolge l’azienda First Aid One vincitrice dell’appalto per ASP ma anche dell’Ospedale Santa Maria

Ma fa anche discutere la Magistratura. La Guardia di Finanza di Pavia, nell’ambito di una indagine relativa a presunti appalti truccati per i servizi di trasporto in ambulanza, ha eseguito quattro arresti e numerose perquisizioni e sequestri in Lombardia, Marche, Lazio e Sicilia.

Le fiamme gialle hanno sottoposto agli arresti domiciliari Michele Brait, direttore dell’Az ienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Pavia, Davide Rigozzi, responsabile unico di procedimento di Pavia, e, per la società First Aid One, i fratelli Antonio Calderone e Francesco Calderone.

I due non figurano nella composizione societaria della First Aid One, che risulta essere guidata dal beneventano Francesco Di Dio (presidente del Consiglio di Amministrazione), ma secondo le indagini dei finanzieri sono amministratori di fatto. Francesco Calderone, in realtà, un ruolo l’aveva anche avuto, ma dal 2010 al 2013, quando era stato amministratore unico. Dal 2013 era scomparso dagli assetti societari, restando però – secondo gli inquirenti – ufficiosamente nella gestione: le indagini delle Fiamme Gialle sono partite due anni fa e riguardano il bando di gara indetto dalla ASST di Pavia nel 2017 per l’affidamento dei servizi di trasporto in ambulanza svolti da una cooperativa di Pesaro per gli ospedali di Voghera, Vigevano, Mede, Mortara, Casorate Primo, Broni e Stradella.

Per arrivare a un’offerta con un ribasso di oltre il 25% rispetto alle tariffe della Lombardia, la First Aid One avrebbe quindi indicato costi del lavoro dei dipendenti molto inferiori ai minimi sindacali e avrebbe costretto i lavoratori a prestare anche attività come volontari.

COSA CHIEDO AL COMUNE E ALLA PARTECIPATA ASP?

Voglio per prima cosa tutti i documenti del bando e le motivazioni della scelta su First Aid One della commissione giudicatrice di ASP. In particolare se sono stati eseguiti i controlli antimafia per l’azienda, se sono stati richiesti i documenti di iscrizione alla “White List” e l’accreditamento al sistema regionale.

Ma in particolare il perché della scelta del massimo ribasso rispetto all’offerta economicamente più vantaggiosa. Per chiudere, se a fronte delle condizioni sopraggiunte ci sono i termini e la volontà per rivedere l’aggiudicazione dell’importante servizio per gli anziani della comunità con First Aid One.

Divieto di pubblicità sessista

Inserito nel regolamento comunale per la pubblicità un articolo per negare la pubblicità sessista e per gli stereotipi di genere.

pubblicità sessista reggia emilia divieto

Il comune di Reggio Emilia si è dotato nel 2012 del Protocollo di Intesa Per l’attività di sensibilizzazione sulla parità e non discriminazione tra i generi nell’ambito della pubblicità.

Ovvero un protocollo d’intesa per contrastare le pubblicità sessiste e diffondere la cultura della valorizzazione della differenza di genere, sottoscritto dalle associazioni di categoria del commercio, Act, Azienda ospedaliera, da alcune agenzia di comunicazione del territorio e stampa web nonché’ dall’associazione Nondasola che gestisce il centro antiviolenza del territorio di Reggio Emilia.

Per le politiche messe in campo per la promozione di una cultura diversa da quella maschilista che ostacola la piena libertà delle donne, il Comune ha ricevuto nel 2013 la menzione speciale all’interno del premio “Immagini” amiche promosso dall’Unione delle donne italiane, in collaborazione con il Parlamento Europeo e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.

Il Comune ha inoltre sottoscritto il Protocollo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), attivo dal 2015 con i medesimi scopi di regolamentazione del sessismo nella pubblicità.

Non scordiamoci che nel 2017 ci fu una pubblicità sessista affissa a Reggio Emilia che recitava: «Fidati… te la do gratis la montatura», recita lo slogan fatto stampare sui volantini che hanno fatto il giro della città. Sullo sfondo una ragazza distesa, con fare ammiccante e abiti succinti. A completare il quadro, la frase che lascia poco spazio all’immaginazione per interpretare il malizioso doppio senso. Il comune segnalò il caso all’ Istituto di autodisciplina pubblicitaria.

SI AGGIUNGE AL REGOLAMENTO DELLA PUBBLICITA’ COMUNALE

Il Comune di Reggio Emilia è soggetto promotore del Protocollo di Intesa Per l’attività di sensibilizzazione sulla parità e non discriminazione tra i generi nell’ambito della pubblicità e ha sottoscritto il Protocollo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP)

Come da direttiva Anci il Comune di Reggio Emilia accetta le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, che prevede di adottare e far rispettare modelli di comunicazione commerciale che non contengano immagini di violenza contro le donne, non lesive della dignità e che evitino il ricorso a stereotipi di genere.

50% sconto per le campagne di affissione per le associazioni reggiane

Un aiuto concreto per le associazioni di Reggio Emilia: centri sociali, associazioni culturali, mondo del volontariato avranno la scontistica del 50% per le campagne di affissione per promuovere raccolte fondi, alimentari di promozione del 5×1000.

L’emergenza sanitaria e le limitazioni imposte dal lockdown prima e dai successivi decreti hanno duramente colpito il tessuto del volontariato e dell’associazionismo.

Se infatti è aumentata la disponibilità di volontari e di donazioni nel 2020 risulta chiaro che le esigenze in termini di attività e di supporto economico sono aumentate e saranno costanti nei prossimi anni.

Per questo ho presentato ed è stato approvato in Sala del Tricolore una modifica al regolamento affissioni per supportare il mondo del volontariato e dell’associazionismo reggiano. Permettendo così a tutte le realtà (come circoli, pubblica assistenza, associazioni culturali, ecc. ecc.) che si occupano dei bisogni delle persone, animali e del territorio di avere la scontistica al 50% sulle affissioni se propongono raccolte alimentari, raccolte fondi e campagne per il 5×1000.

Vietata la vendita di gadget nazi-fascisti a Reggio Emilia

Vietare la concessione di occupazione di aree pubbliche, sia permanenti che temporanee, finalizzate in tutto o in parte alla vendita o alla promozione di materiale di propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa.

VALUTATO CHE

Lo Statuto del Comune di Reggio Emilia afferma che

– all’art. 13 “Funzioni proprie” co. 2 recita:

Il Comune nell’esercizio delle proprie funzioni si ispira ai Principi della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, persegue gli obiettivi politici e sociali sanciti dalla Costituzione della Repubblica.

– all’art. 13 “Funzioni proprie” co. 3 lett. a) recita:

3. Il Comune in particolare opera per:

  1. salvaguardare e consolidare i valori di libertà, antifascismo, eguaglianza, giustizia sociale, democrazia e solidarietà, contro ogni forma di totalitarismo;

Valutato inoltre la recente mozione approvata “Iscrizione della città di Reggio Emilia all’Anagrafe Nazionale Antifascista istituita dal Comune di Stazzema” dove il Comune aderisce alla Carta Antifascista di Stazzema. 👉 https://anagrafeantifascista.it/

VALUTATO INOLTRE CHE

Diversi comuni in Italia stanno dando piena applicazione alle interpretazioni della Legge Mancino. In particolare nel territorio di Reggio Emilia, il comune di Scandiano (secondo comune per abitanti della nostra Provincia) ha aggiunto al proprio regolamento punti come quelli proposti in questo emendamento.

SI AGGIUNGE AL REGOLAMENTO

3. E’ vietata la concessione di occupazione di aree pubbliche, sia permanenti che temporanee, finalizzate in tutto o in parte alla vendita o alla promozione di materiale di propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa.

4. E’ vietata la vendita e la diffusione di gadget fascisti e nazisti di produzione successiva a quella fascista e nazista con chiari intenti apologetici; pertanto tutti gli oggetti di quell’epoca che possono invece ritenersi documenti e oggetti di valore storico, devono riportare espressamente l’indicazione “Documento storico”, nel rispetto della vigente normativa in materia di contrasto all’apologia di fascismo” e dello spirito antifascista della Repubblica italiana, su tutto il territorio comunale sia all’interno delle installazioni commerciali a posto fisso che attraverso le altre forme di distribuzione (es. banchi commerciali su aree pubbliche in occasione di Fiere e/o altre manifestazioni).

Un piano antenne a Reggio Emilia

La storia di Via Portelle delle Ginestre del quartiere Canalina è stato per me e gli altri consiglieri un passaggio chiaro. Serve condivisione e pianificazione con la cittadinanza rispetto a queste scelte.

La mozione (firmata da consiglieri di M5s, Pd, Immagina Reggio e Reggio E’) chiede al Comune di redigere, come già realizzato in altre amministrazioni, un piano antenne. Infatti si chiede di individuare preventivamente aree idonee alla collocazione di nuovi pali per le stazioni radio base. Inoltre tutti i passaggi saranno annunciati per tempo e saranno convocate congiuntamente la commissione pubbliche Territorio (del PD) e quella Bilancio (del m5s) per vedere preventivamente l’installazione di nuovi impianti che possano richiedere la concessione di suolo pubblico.

Ci tengo a ringraziare l’assessora Carlotta Bonvicini, si è dimostrata da subito attenta a questa tematica di tutela ambientale e di partecipazione, come del resto lo è da inizio legislatura. Abbiamo lavorato insieme in maniera proficua.

Come funziona l’iter per l’installazione di un antenna 4G o 5G?

Il ruolo del Comune nella procedura autorizzativa per le installazioni e le riconfigurazioni di infrastrutture di comunicazione elettronica è normato a livello nazionale dal D.L. 259 del 01/08/2003e ss.mm.ii. e a livello regionale dalla LR 30/2000 e relativa DGR 1138/2008. 

Nell’ambito dei procedimenti inerenti gli impianti di telefonia mobile il Comune svolge una propria attività istruttoria e si avvale di Enti per la valutazione tecnica e di impatto sulla salute che sono rappresentati rispettivamente da ARPAE e AUSL. 

In particolare ARPAE provvede per i procedimenti in corso a verificare in via preventiva che i livelli di emissione dei campi elettromagnetici rispettino i valori di riferimento previsti dalla normativa di settore, ed esprime un parere tecnico sull’installazione; di concerto anche AUSL esprime il proprio parere sanitario in merito alla tutela della salute dei cittadini. 

Solo a fronte dei due pareri favorevoli di Arpae e Ausl e degli esiti positivi degli altri accertamenti istruttori il Comune provvede al rilascio dell’eventuale autorizzazione.

Le richieste per l’installazione di nuovi impianti (e la relativa documentazione tecnica) ad oggi sono pubblicate sull’Albo Pretorio del Comune, per offrire al cittadino un’ulteriore opportunità di prenderne visione ed eventualmente presentare proprie considerazioni/osservazioni.

La consultazione dell’albo pretorio del Comune non è di attenzione continua per il cittadino e per gli stessi  consiglieri comunali per questo serve

IMPEGNA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • A redigere un piano antenne che possa individuare preventivamente aree idonee alla collocazione di nuovi pali per le stazioni radio base;
  • Comune buona prassi per sviluppare una corretta informazione alla città circa le domande pervenute, a relazionare periodicamente in commissione consiliare pubblica congiunta Ambiente e Territorio e Bilancio le richieste di installazione di nuovi pali che possano richiedere concessioni di suolo pubblico.