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Nel 2015 a Reggio Emilia avevo provato a togliere i contributi comunali per il restauro degli edifici religiosi per devolverli alle scuole comunali ma senza successo (i cattolici hanno fatto quadrato).
In Consiglio Comunale ho fatto approvare però questo documento che fa una chiamata tra tutte le confesssioni religiose “minori” presenti sul territorio per ricevere questi fondi, in particolare gli ultimi riconosciuti dalla Stato, i buddisti del Soka Gakkai, presenti anche a Reggio Emilia. 


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 Premesso che

  • gli oneri di urbanizzazione sono contributi dovuti ai Comuni nei casi di modificazioni dell’assetto urbanistico-edilizio, per partecipare alle spese che i Comuni sostengono per l’urbanizzazione del loro territorio;
  • tali oneri si dividono in oneri di urbanizzazione primaria (U1) e secondaria (U2): i primi concorrono alla realizzazione di strade, parcheggi, fognature, illuminazione pubblica, verde pubblico, sistemi di distribuzione dell’acqua, dell’energia, del gas; quelli di urbanizzazione secondaria sono destinati alla realizzazione di scuole e asili, chiese, centri civici, parchi urbani, impianti sportivi, parcheggi pubblici;
  • tali contributi sono dovuti sia per le nuove costruzioni sia nei casi di ristrutturazione e/o cambio di destinazione d’uso, in base al m3 di edificio realizzato;
  • i criteri di applicazione, in Emilia Romagna sono uniformi per tutto il territorio regionale, indicano le modalità di applicazione ed i casi in cui ai Comuni e consentito modificare le entità determinate dalla Regione;
  • in particolare, i beneficiari degli oneri di urbanizzazione secondari, sono definiti dalla delibera regionale 849/98: a) gli asili nido e le scuole materne; b) le scuole dell’obbligo; c) i mercati di quartiere; d) le delegazioni comunali; e) le chiese e gli altri edifici per servizi religiosi; f) i centri civici e sociali, le attrezzature culturali e sanitarie; g) gli spazi pubblici a parco e per lo sport; h) i parcheggi pubblici;
  • l’incidenza degli oneri urbanizzazione secondaria (U2) salvo diverse percentuali stabilite con deliberazione del Consiglio comunale, e cosi indicata per tutte le classi di Comuni: chiese e altri edifici per servizi religiosi 7% (a Reggio Emilia tale quota è l’8%)
  • i Comuni dovrebbero formulare annualmente una previsione di impegno dei proventi derivanti da concessioni e sanzioni edilizie, e nell’ambito di tale previsione, “d’intesa con gli enti religiosi istituzionalmente competenti”, dovrebbero destinare una quota dei proventi – il 7% appunto degli oneri di urbanizzazione secondaria o la diversa percentuale stabilita dai Consigli comunali – “all’acquisizione di aree previste dagli strumenti urbanistici vigenti per chiese ed altri edifici per servizi religiosi, da cedere gratuitamente in proprietà all’ente religioso, ovvero al rimborso delle spese documentate per l’acquisizione di dette aree, ed inoltre ad interventi per la costruzione o il ripristino di attrezzature religiose, con particolare riferimento ai valori monumentali e storici”.

 

Preso atto che

Le disposizioni regolamentari del 1978, riprodotte ai paragrafi 2 e 3 del punto 2.1 del testo coordinato delle “Indicazioni procedurali per l’applicazione degli oneri di urbanizzazione di cui agli artt. 5-10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10”, contenuto nella deliberazione del Consiglio regionale n. 849 del 04.03.1998 risalgono al 1978, periodo in cui potevano dunque trovare fondamento quei Patti lateranensi allora ancora in vigore e in particolare nel principio di “religione di Stato”, che nell’ambito della revisione concordataria del 1985 si provvide poi a dichiarare non più in vigore (punto 1 del Protocollo addizionale all’Accordo tra Santa Sede e Repubblica italiana, ratificato con legge 25.03.1985, n. 121).

 

Considerato che

 

  • Viene pertanto pubblicato un avviso pubblico che  disciplina  la procedura di assegnazione e di erogazione dei contributi per la realizzazione dii interventi di nuova costruzione o ripristino degli edifici destinati ad attrezzature religiose, con particolare riferimento ai valori monumentali e storici, nonché per l’acquisizione di aree/immobili individuati dagli strumenti urbanistici comunali quali attrezzature di interesse collettivo destinate al culto o collocati in Ambiti in cui risultano ammessi gli usi ascrivibili ad “attrezzature religiose”.

 

  • Ai sensi della deliberazione del Consiglio Regionale n. 849/98, per attrezzature religiose si intendono “gli edifici per il culto e le opere parrocchiali, gli istituti religiosi educativi ed assistenziali per bambini e anziani, le attrezzature per attività culturali, ricreative e sportive”. Non sono finanziabili le spese che già godano di contributi o sovvenzioni in genere da parte di altri enti o soggetti di diritto pubblico; diversamente, gli importi delle spese altrimenti finanziate devono essere detratti dall’importo ammissibile a contributo.

 

  • Le confessioni interessate devono presentare una autodichiarazione ove dichiarano le spese sostenute nell’anno di riferimento per le casistiche suindicate e presentano un rendiconto delle spese stesse.
  • I soggetti che possono beneficiare del contributo sono le confessioni religiose riconosciute tramite il concordato, intesa o altri strumenti giuridici dallo Stato Italiano.
  • La percentuale dell’8% viene conteggiata sull’importo degli oneri di Urbanizzazione Secondaria per Permessi di costruire e Segnalazioni certificate di inizio attività riscossi in un anno al netto di quanto rimborsato per oneri corrispondenti.
  • Le domande di partecipazione all’assegnazione della quota vengono istruite, verificando la corrispondenza dei requisiti e la tipologia di spese effettuate nell’anno di riferimento Le spese sono autodichiarate dal richiedente nell’istanza. Con deliberazione di Giunta comunale sono assegnati gli importi del 7% e dell’1% agli aventi diritto.
  • Dal 2000 al 2016 sono stati versati circa 7 milioni di euro come 8% per oneri di urbanizzazione secondaria agli enti di culto locali.

 

Evidenziato che


I soggetti religiosi che hanno facoltà di ricevere il contributo dell’8×1000 nella dichiarazione dei redditi sono gli stessi che possono ricevere il contributo comunale per gli oneri di urbanizzazione secondaria. I soggetti sono:

 

  • alla Chiesa Cattolica (a scopi di carattere religioso o caritativo);
  • all’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero sia direttamente sia attraverso un ente all’uopo costituito);
  • alle Assemblee di Dio in Italia (per interventi sociali e umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo);
  • alla Chiesa Evangelica Valdese, (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale sia a diretta gestione della Chiesa Evangelica Valdese, attraverso gli enti aventi parte nell’ordinamento valdese, sia attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale;
  • alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali in Italia e all’estero, direttamente o attraverso le Comunità ad essa collegate);
  • all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo e l’antisemitismo);
  • alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri);
  • alla Chiesa apostolica in Italia (per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri);
  • all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero);
  • all’Unione Buddhista Italiana (per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto);
  • all’Unione Induista Italiana (per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi).
  • all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), per la realizzazione delle finalità istituzionali dell’Istituto e delle attività indicate all’articolo 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n.130 nonché ad interventi sociali e umanitari in Italia e all’estero, ad iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le forme esistenti e per la difesa dell’ambiente.

  Considerato inoltre che

Tra i nuovi soggetti religiosi riconosciuti dallo Stato Italiano e che quindi può ricevere i contributi comunali tramite autodichiarazione c’è l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che anche a Reggio Emilia conta centinaia di fedeli.

l Buddismo della Soka Gakkai si basa sugli insegnamenti del Budda Nichiren Daishonin (1222-1282), e consiste nellla recitazione quotidiana di Nam-myoho-renge-kyo (la Legge Mistica) e nella lettura dei capitoli Hoben e Juryo del Sutra del Loto. Il Sutra del Loto afferma che gli esseri umani – indipendentemente dal genere, dalle capacità individuali e dalla condizione sociale – sono tutti potenzialmente Budda, dotati di compassione, saggezza e coraggio e quindi degni del massimo rispetto.

Nichiren Daishonin raffigurò la sua condizione vitale illuminata, la Buddità, nel  Gohonzon (oggetto di culto) per permettere alle persone comuni di manifestare  esse stesse Nam-Myoho-renge-kyo nella propria vita e conseguire la Buddità, come egli stesso aveva fatto.

I praticanti della Soka Gakkai si riuniscono settimanalmente in piccoli gruppi  per studiare i princìpi buddisti e la loro applicazione nella vita quotidiana. Le riunioni hanno anche lo scopo di accogliere chi vuole avvicinarsi al Buddismo: in questo modo si avvia un dialogo sulla vita attraverso il racconto delle esperienze di trasformazione personale tramite la pratica buddista. Questo processo di cambiamento continuo viene definito Rivoluzione umana, termine laico per indicare il conseguimento della Buddità.

La Soka Gakkai Internazionale (SGI), di cui la Soka Gakkai Italiana fa parte, è una comunità buddista laica, diffusa in 192 paesi e territori di tutto il mondo, che promuove la pace, la cultura e l’educazione fondate sull’umanesimo buddista di Nichiren Daishonin. I singoli fedeli della SGI s’impegnano attivamente, come cittadini del mondo, al miglioramento delle loro comunità locali.

La SGI si impegna nella costruzione di una cultura di pace utilizzando come strumento fondamentale il dialogo basato sul principio che la felicità individuale e la realizzazione di un mondo pacifico sono indissolubilmente legati.

Come organizzazione non governativa accreditata presso le Nazioni Unite, la SGI collabora anche con altre realtà della società civile, agenzie intergovernative e gruppi religiosi, soprattutto nel campo del disarmo nucleare, dell’educazione ai diritti umani e dello sviluppo sostenibile. Le organizzazioni della SGI presenti nelle varie nazioni hanno il comune obiettivo di contribuire alla pace, alla cultura e all’educazione promuovendo il dialogo interreligioso, mostre e conferenze adatte ai contesti culturali di ogni paese.

Ogni anno, dal 1983, Daisaku Ikeda, presidente della SGI, trasmette Proposte di Pace indirizzate alla comunità internazionale nelle quali suggerisce soluzioni concrete a problematiche di rilevanza mondiale – come la povertà, la questione ambientale, le guerre e la violenza – basate sulla filosofia dell’umanesimo buddista.

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia impegna il Sindaco e la Giunta

 Di contattare e invitare i referenti dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) per Reggio Emilia per informarli degli incontri che si svolgono con le comunità religiose e dei contributi comunali per gli enti di culto che possono utilizzare.

A tal proposito qui si trovano i contatti della sede nazionale, +39 06 872861 – ufficio.stampa@sgi-italia.org, e regionale +39 051 404167.


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Anna Clementi e Diego Saccora, autori del libro “Lungo la rotta balcanica: viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo” saranno a Reggio Emilia Martedì 26 Febbraio alle 21.00 a La Polveriera di Via Terrachini 18.  

Con il Circolo Darwin assieme ai giornalisti del collettivo DIP News abbiamo chiamato a Reggio Emilia a La Polveriera una tappa del ciclo d’incontri “Rotte Migranti” con gli autori del libro “Lungo la rotta balcanica” che descrive l’esodo dei migranti attraverso i Balcani verso l’Europa.

Grazie alla presenza degli autori Anna Clementi e Diego Saccora, moderati da Gabriele Manici, si discuterà della situazione delle persone migranti bloccate in Grecia, dall’hotspot di Moria, nell’isola di Lesbo, ai campi profughi istituzionali della Grecia continentale, alla situazione socio politica di Atene fino alle fabbriche abbandonate del porto di Patrasso e della situazione socio politica della Bosnia e sulle condizioni delle persone migranti nel Paese all’interno e all’esterno dei campi governativi nell’arco del 2018, tra Sarajevo e le città di Bihaç e Velika Kladuŝa, al confine con la Croazia.

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Anna Clementi è presidente dell’APS Lungo la rotta balcanica. Ha lavorato come operatrice legale e mediatrice culturale presso il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati di Venezia. Arabista, ha vissuto per alcuni anni tra Siria e Palestina occupandosi di giornalismo e collaborando con associazioni e organizzazioni non governative. Al momento si trova ad Atene, dove svolge attività di sostegno e di supporto ai migranti bloccati nel Paese.

Diego Saccora è vice-presidente dell’APS Lungo la rotta balcanica. Ha lavorato come operatore nell’ambito di Comunità educative e centri di accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati, minori in misura cautelare e protezione sociale. Tutore legale, presidente dell’APS ComuniCare e attivo con progetti locali rivolti all’autonomia e l’inclusione sociale dei neo-maggiorenni e richiedenti protezione internazionale oltre al sostegno di iniziative a favore dei giovani in Bosnia Erzegovina tramite l’Aps Buongiorno Bosnia, Doberdan Venecjia di cui è vice-presidente. Al momento si trova in Bosnia, tra Sarajevo e le due città di confine con la Croazia, Bihac e Velika Kladusa, dove collabora con organizzazioni e associazioni internazionali, oltre ad altri volontari indipendenti.

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Il 15 marzo vi aspettiamo a cena al Ghirba per parlare di bullismo con Immanuel Casto.

Immanuel Casto dialoga con Alberto Nicolini, Presidente Arcigay Gioconda e Dario De Lucia, consigliere comunale. Introduce Francesca Perlini, segretaria Circolo Darwin.

Vi aspettiamo al Ghirba, biosteria della Gabella in Via Roma, 76 per il dibattito con la cena a prezzo slow a 20€, bevande escluse, prenotazione obbligatoria al 320 2883618.

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Inizio cena ore 20.30
Inizio dibattito ore 21.30
Inizio dj set ore 23.30 by Electrosexual con Rex e JD More

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Durante la serata sarà presente Games Academy Reggio Emilia, sarà possibile acquistare i giochi di carte e di ruolo realizzati da Immanuel Casto.

In Italia un adolescente su due subisce episodi di bullismo.​ il suicidio è la seconda causa di morte tra gli adolescenti, a livello mondiale​.​​ Come affrontare quindi il bullismo e il cyberbullismo? Arcigay Gioconda e il Circolo Darwin hanno chiamato Immanuel Casto, artista poliedrico e membro del Mensa Italia, per affrontare il tema e provare a dare delle risposte per sconfiggere questi comportamenti scorretti.

In Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. L’età a rischio è quella compresa fra 11 e i 17 anni, anche se il periodo più critico è fra 11 e 13: all’inizio parolacce e insulti, seguiti dalla derisione per l’aspetto fisico e poi, in 4 casi su cento, si arriva a botte, calci e pugni.  ​​Per gli adolescenti omosessuali il rischio di suicidio è di oltre tre volte superiore rispetto ai coetanei eterosessuali​,​ ​per gli adolescenti transgender ​addirittura cinque volte di più. Il 40% degli adolescenti ritiene che internet non sia un luogo sicuro, il 40% teme il cyberbullismo e il 10% è stato vittima degli streaming live. Nel 2017 Telefono Azzuro ha gestito circa un caso al giorno di problematiche in qualche modo riconducibili al web.

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Immanuel Casto, all’anagrafe Manuel Cuni, nasce a Bergamo e già nell’adolescenza inizia il percorso di studi artistici legati al teatro e alle arti visive, dedicandosi specialmente alla grafica. Nel 2002 si sposta a Bologna e dopo aver lavorato in ambito teatrale comincia nel 2004 il suo progetto musicale nelle vesti di Immanuel Casto. Il Casto Divo (così chiamato dal suo pubblico) inizia il suo percorso sul web collezionando milioni di visite grazie a raffinati e alquanto spiazzanti videoclip e perfezionando un preciso stile musicale da lui definito “Porn Groove”, agli anni più recenti del suo sviluppo discografico con le uscite di cinque album da studio, l’attivismo nei pride nazionali e un pubblico sempre più numeroso che lo supporta nei suoi tour spesso sold-out. Creatore di premiati giochi di carte e di ruolo e attivista per un mondo migliore: combatte da sempre per contro i pregiudizi e le discriminazioni.

Immanuel Casto è membro del Mensa, l’associazione internazionale senza scopo di lucro di cui possono essere membri le persone che abbiano raggiunto o superato il 98º percentile del QI (quoziente d’intelligenza) e che ha lo scopo di scoprire e incoraggiare l’intelligenza umana a beneficio dell’umanità.

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Domenica 20 Gennaio dalle 18,30 al Ristorante Cucine Clandestine in Via dell’Aquila 6 cena con dibattito a tre con Max Collini, Arturo Bertoldi e Dario De Lucia.

Il dibattito libero condotto dall’avvocatessa Valeria Munari coinvolgerà il pubblico e partirà dal libro DAL PCI AL PD pubblicato dal consigliere comunale, lo scopo è dall’analisi della sconfitta passare a quella della vittoria, si parlerà della situazione del paese, del centrosinistra e di Reggio Emilia. Il pubblico è chiamato ad interagire e a dire la propria. La serata inizierà con la rubrica “Le Perle di Vanni” di Carlo Vanni, che illustrerà in cinque minuti alcuni libri che non possono mancare mai nella vostra libreria.

E’ richiesta la prenotazione alla cena dello chef Daniele Rossi, chiamando lo 346 642 6717 o mandando una mail a info@cucineclandestine.it

 

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PORTA LA PETIZIONE NEL TUO COMUNELa nostra campagna "il ciclo non é un lusso" arriva nelle città grazie agli amministratori che hanno sposato la nostra causa. Volevamo fosse una richiesta che da un semplice gruppo di #ragazze arrivasse a coinvolgere centinaia di #giovani, adesso siamo pronti perché dai comuni arrivi al #Parlamento. Puoi presentare anche tu l’ordine del giorno “Il ciclo non è un lusso” al consiglio comunale della tua città!Scrivici in posta privata e te lo invieremo già pronto! #ilciclononèunlusso E grazie a Dario De Lucia che per primo l’ha portato nel suo comune a Reggio Emilia!

Pubblicato da Onde Rosa su Venerdì 25 gennaio 2019

Avere il ciclo non è un lusso nè tantomeno una scelta e gli assorbenti non sono un accessorio ma una necessità per ogni donna. L’associazione delle ragazze di Onde Rosa ha lanciato una petizione che ha raccolto oltre 170.000 firme per chiedere al Governo che l’IVA sugli assorbenti sia abbassata al 4% e che quindi gli assorbenti vengano considerati beni di prima necessità e non beni di lusso come ora con l’iva al 22%. Con altri consiglieri ho depositato un documento in Consiglio Comunale a Reggio Emilia per dare sostegno a questa campagna e chiedere che la Regione Emilia Romagna, come per gli anticoncenzionali, di una distriuzione gratuita di assorbenti alle giovani donne nei consultori. 

👉LEGGI QUI LA MOZIONE DEPOSITATA IN COMUNE A REGGIO EMILIA

💪COPIALA E PRESENTALA NEL TUO COMUNE!

Della questione del costo e della tassazione degli assorbenti si parla da diverso tempo, sia in Europa che in vari paesi del mondo: i movimenti femministi e altre associazioni si impegnano da tempo con proteste e varie proposte che hanno l’obiettivo di abolire la cosiddetta “tampon tax” e di ridurre la spesa delle donne. Il principio è che ovviamente le mestruazioni non sono una scelta, come non lo è il fatto di dover comprare degli assorbenti: applicare a questi prodotti l’aliquota massima è un paradosso.

L’IVA al 22 percento si applica a mobili, trattamenti di bellezza, apparecchi informatici, abbigliamento, acqua minerale in bottiglia ed elettrodomestici—oltre a pannolini per bambini, carta igienica e assorbenti. Un’aliquota inferiore, al dieci percento, viene applicata tra gli altri a carni, yogurt, conserve vegetali, medicinali, ristoranti, bar e alberghi, gas ed energia elettrica non per usi industriali. E infine, all’aliquota al 4 percento corrispondono beni essenziali come generi alimentari di prima necessità (tra i quali pane, farina, pasta, latte fresco, riso), giornali, periodici, libri, apparecchi ortopedici, protesi dentarie, occhiali da vista.

Considerato che

Esistono tre aliquote Iva in vigore in Italia:

  • 4 per cento(aliquota minima), applicata ad esempio alle vendite di generi di prima necessità (alimentari, stampa quotidiana o periodica, ecc.);​
  • 10 per cento(aliquota ridotta), applicata ai servizi turistici (alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici), a determinati prodotti alimentari e particolari operazioni di recupero edilizio;​
  • 22 per cento(aliquota ordinaria), da applicare in tutti i casi in cui la normativa non prevede una delle due aliquote precedenti.​

L’imposta dell’ IVA al 22% che grava sui prezzi degli assorbenti, considerati al pari di altri beni ordinari. Un bene di lusso come una bottiglia di superalcolico ha la stessa iva degli assorbenti per intenderci.

Avere il ciclo non è un lusso né tantomeno una scelta e gli assorbenti non sono un accessorio ma una necessità per ogni donna. 

Come in Italia, anche in Danimarca, Svezia e Norvegia la tassa rimane molto alta. In questi tre paesi è al 25 percento, e raggiunge il 27 percento in Ungheria.

 

Guarda l’inchiesta di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera sul costo degli assorbenti in Italia. 

Evidenziato che

 In alcuni paesi europei e non i prodotti sanitari femminili non solo non costano quanto in Italia, ma sono forniti gratuitamente ad alcune fasce della popolazione, come le studentesse. Ad esempio le studentesse di scuole medie, superiori e università di tutta la Scozia hanno assorbenti e altri prodotti sanitari femminili di prima necessità gratuitamente, all’interno di un programma da 5,2 milioni di sterline per combattere la “povertà mestruale”.

Nel resto d’Europa non mancano altri casi virtuosi: in Francia, ad esempio, la tampon tax è stata ridotta nel dicembre 2015 passando dal 20 al 5,5 percento. In Belgio è passata dal 21 al 6 percento nel 2018, mentre nei Paesi Bassi era già al 6 percento.

È del 2000 la decisione del governo britannico di ridurre drasticamente la tassazione sui prodotti per l’igiene femminile dal 20 al 5 percentoL’Irlanda non applica alcuna sovrattassa agli assorbenti, nonostante una normativa UE successiva alla decisione irlandese imponga la tassazione ridotta (ma non nulla) sui prodotti igienico-sanitari.

Guardando il resto del mondo, il Canada ha abolito la tassazione nel 2015, a seguito di una petizione presentata al governo. La stessa cosa è accaduta nello stato di New York nel 2016 e in Australia dove da ottobre 2018, si è passati da un’imposta del 10 percento all’eliminazione della tassa, in seguito a 18 anni di proteste. Negli altri stati USA, le imposizioni fiscali sui prodotti per le mestruazioni variano, ma negli anni recenti anche Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Jersey e Pennsylvania hanno abolito la tampon tax.

Il Kenya ha diminuito la tassazione sin dal 2004 per ridurre il prezzo finale alle consumatrici e, dal 2011, ha attuato un progetto in collaborazione con ZanaAfrica per distribuire gratuitamente assorbenti nelle scuole. Dopo accese proteste e manifestazioni, anche in India, da luglio 2018, la tassazione del 12 percento sugli assorbenti è stata completamente abolita.

 

Considerato inoltre che

Sono tanti i prodotti di cui è complicato fare a meno, ma per ogni donna, per almeno quarant’anni della propria vita, ce n’è uno assolutamente indispensabile: l’assorbente. Le mestruazioni arrivano ogni mese, durano in media dai tre ai cinque giorni e, per una questione igienica e sanitaria, bisogna cambiarsi almeno quattro volte al giorno.

Si stima che in Italia le donne che ogni mese si recano al supermercato per comprare assorbenti siano 21 milioni.  Ogni anno in Italia vengono venduti 2.6 miliardi di salviette igieniche, con l’Iva al 22%.

Ogni donna, dal menarca alla menopausa, escludendo le eventuali gravidanze, ha circa 520 cicli mestruali e consuma almeno 12 mila assorbenti. I prezzi allo scaffale sono molto variabili, ma in media una confezione da 14 salviette igieniche costa 4 euro, e spesso ne servono due. Calcolando che per tredici cicli l’anno vengano spesi, fra assorbenti esterni e interni circa 126 euro, di questi 22,88 euro vanno allo Stato come imposta sul valore aggiunto.

La stessa Iva è applicata anche alle più durevoli mooncup, ancora poco diffuse e vendute in un milione di pezzi.

Una riduzione dell’aliquota farebbe comodo alle famiglie monoreddito, e soprattutto darebbe anche l’idea di uno Stato che ha sensibilità verso il mondo femminile.

L’associazione di giovani donne Onde Rosa di Milano (l’associazione raccoglie ragazze tra i 14 e i 30 anni che hanno come obiettivo il raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi) ha lanciato il 23 Dicembre 2017 la petizione online indirizzata al Ministro Tria, Ministro Grillo e al Presidente del Consiglio Conte per abbassare l’iva sugli assorbenti dal 22% al 4%. La petizione ha raggiunto alla data di deposito di questo documento, 14 Gennaio 2019, ben 172.906 firme sulla piattaforma change.org  

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia impegna il Sindaco e la Giunta

  • A sostenere la campagna nazionale dell’associazione di donne Onde Rosa sulla riduzione del peso dell’IVA sugli assorbenti tramite comunicazioni stampa, web e iniziative pubbliche.

 

 

  • A dare mandato alla nostra partecipata Farmacie Comunali Riunite di predisporre un minor margine di guadagno sugli assorbenti e mooncup in vendita presso le filiali in favore del risparmio delle utenti così da dare la garanzia alle donne reggiane di poter acquistare questo bene primario a un prezzo congruo.

 

SCARICA E DIFFONDI NEL TUO COMUNE LA MOZIONE PER LA RIDUZIONE DELL’IVA SUGLI ASSORBENTI! 

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