Il black out di Enel

In questi giorni abbiamo assisto a un disservizio senza precedenti alle rete elettrica.
Enel non solo non ha assicurato il servizio ma non ha neanche rispettato i tempi di ripristino della corrente  e ancora adesso ci sono migliaia di famiglie al buio e al freddo. Oltre ad imprese e artigiani impossibilitati a lavorare.
La grande azienda dell’elettricità è forse più interessata alle speculazioni finanziare che a dotare di essere umani i centralini per le emergenze e di tecnici per la manutenzioni.
Giusta la class action promossa dai sindaci reggiani contro Enel.
Servono investimenti sulle reti ma soprattutto serve che la politica controlli queste aziende private che svolgono un servizio di utilità pubblica. 

image (1)L’unica buona notizia è che si può fare ricorso in caso di mancato rispetto dei tempi massimi di ripristino dell’energia, l’impresa distributrice verserà un rimborso ad ogni utente coinvolto nell’interruzione, senza che l’utente ne faccia richiesta ed esso sarà accreditato sulla bolletta entro 4/5 mesi dall’evento. Per le utenze domestiche in bassa tensione tale indennizzo scatta se l’interruzione della fornitura è superiore alle 12 ore (per i Comuni a medio grado di concentrazione territoriale), in tal caso è previsto l’accredito di euro 30 (una tantum), inoltre ogni 4 ore di interruzione aggiuntive, oltre le 12 ore, è previsto un ulteriore indennizzo di euro15, per un tetto massimo di euro 300 per interruzioni fino a tre giorni e mezzo.
Il rimborso è automatico ma possiamo tutti rivolgerci agli uffici di Federconsumatori presenti sul territorio