La festa non si vende

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Oggi l’80% dei lavoratori del commercio (circa 2 milioni di persone) è costretto a lavorare la domenica o nei giorni di festa, mentre il resto delle persone e delle loro famiglie è di riposo.
E’ necessario ribadire che il principio di liberalizzazione non è sempre positivo e deve comunque sposarsi con un principio di regolamentazione democratica del mercato. Il fatto che non vi è settore in Italia che non abbia conosciuto una così forte liberalizzazione, rende opportuno contemperare diverse sensibilità, la specificità che caratterizzano questo settore ed ancora mettere a confronto i diversi protagonisti: i cittadini, gli utenti, gli operatori, le imprese, i lavoratori, le comunità locali con le loro vocazioni e il rispetto dei loro valori fondanti.
Qui di seguito ecco come si comportano gli altri paesi europei sul tema delle aperture dei contri commerciali durante le festività e la domenica.
Austria: dal lunedì al venerdì orario 06.00 – 21.00, sabato 06.00-18.00, domeniche e vacanze pubbliche chiuso ad eccezione delle aree turistiche.
Germania: l’organizzazione degli orari di apertura è di competenza dei Länder. Così, anche se c’è la possibilità a livello nazionale dell’apertura 24 ore su 24 dal lunedì al sabato, alcuni  Länder prevedono il limite di 06.00 – 22.00 e altri, il limite di 06.00 – 20.00. La domenica è giorno di chiusura con alcune eccezioni: per panetterie, fiorai, edicole, musei, stazioni ferroviarie, aeroporti, resorts e luoghi di pellegrinaggio. I Regolamenti consentono l’apertura domenicale solo in casi eccezionali.
Francia: non vi è alcuna restrizione di orario dal lunedì al sabato. La domenica e festivi i negozi food possono aprire fino alle 13.00. Per 5 domeniche all’anno, poi,  il sindaco può chiedere un’estensione dell’orario di apertura. Nelle zone turistiche e termali le aperture sono libere. E nelle città con più di 1 milione di abitanti e con forte tendenza al consumo, il prefetto può individuare, in deroga alla chiusura, le zone PUCE (Périmètres d’Usage de Consommation Exceptionnel).
Spagna: dal lunedì al venerdì gli orari sono regolati da una normativa regionale, non vi sono restrizioni solo per i negozi di dimensione inferiore ai 150mq. Il sabato non vi è alcuna limitazione. Sulle deroghe domenicali interviene ancora la normativa regionale, anche se è comunque solitamente autorizzata l’apertura per 12 giornate festive nel corso dell’anno.
Belgio: nel Paese dove ha sede il Parlamento Europeo l’orario da rispettare è limitato dalle 05.00 alle 20.00 nei giorni feriali e dalle 05.00 alle 21.00 ogni venerdì e giorni feriali pre-festivi. Domenica è considerato giorno di riposo settimanale, con la possibilità, da parte del commerciante, di sostituirlo con un altro giorno. Possono aprire 7giorni su 7 i negozi al dettaglio (però con orario 05.00 – 12.00); quelli di forniture e i negozi di giardinaggio (per un massimo di 40 domeniche/anno, con orario 05.00 – 20.00); le catene di alimentari con meno di 5 impiegati, macellai, panetterie, edicole, fiorai e negozi insediati in zone turistiche (con orario 05.00 – 20.00). Ulteriori eccezioni: la possibilità di apertura la domenica prima di Natale e 2 domeniche a scelta. Per quanto riguarda i Super/Iper mercati, questi possono restare aperti 3 domeniche all’anno.
Regno Unito: dal lunedì al sabato non vi è alcuna restrizione di orari. Durante le domeniche e i giorni di festa i negozi inferiori ai 280mq sono liberi di aprire, quelli più grandi possono aprire dalle 10.00 alle 18.00. A Natale e Pasqua le grandi superfici di vendita non possono aprire.
Paesi Bassi: dal lunedì al sabato l’orario di apertura stabilito è 06.00 – 22.00. La domenica e i festivi sono considerati giorno di chiusura. Il Governo può autorizzare fino ad un massimo di 12 aperture domenicali per anno. La vigilia di Natale, il Venerdì Santo e il 4 Maggio c’è l’obbligo di chiusura alle 19.00. Eccezioni per le stazioni di benzina.
Grecia: dal lunedì al venerdì l’orario è 05.00 – 21.00 (l’eventuale estensione dell’apertura è decisa dal prefetto). Il sabato 05.00 – 20.00. La domenica è giorno di chiusura obbligatorio eccetto per stazioni di benzina, bar, caffetterie, pasticcerie, negozi fotografici, fiorai, antiquariati. Il prefetto, d’accordo con le parti sociali, può autorizzare l’apertura di altri tipi di negozi. I negozi sono aperti, inoltre, la domenica prima di Natale e il 31 dicembre anche se coincide con la domenica.
In Italia oggi invece siamo in un regime di totale deregolamentazione, è il singolo datore di lavoro/imprenditore che può decidere se e quando aprire (senza particolari limiti nemmeno sugli orari), nessuno può contestarne le scelte (alcuni comuni che hanno provato ad impedire le aperture hanno subito e perso i ricorsi ai TAR da parte delle aziende) a prescindere dalle reali necessità dei territori. Lo sciopero, infatti, è l`unico modo per garantire, a chi sarà chiamato al lavoro nel commercio, di potersi rifiutare specialmente dove esistono contratti che rendono obbligatoria la prestazione.
Come gruppo PD e Sel in Comune a Reggio Emilia abbiamo deciso di schierarci dalla parte dei lavoratori dei centri commerciali e delle loro famiglie. Il Comune di Reggio Emilia ricorda Festa della Liberazione e la Festa dei Lavoratori. Questi valori vanno rispettati: ci sono festività in cui si deve stare chiusi perché ciò che rappresentano sono la stessa coesione sociale e le radici di un popolo, questo sia sul fronte civile che religioso. Agli esercizi commerciali che si giustificano perché quest’anno il 25 Aprile “è un sabato attaccato alla domenica”, ricordiamo che queste giornate e i valori che rappresentano, non possono essere ricordate a geometria variabile, bisognerebbe stare chiusi e basta.
Chiediamo ai nostri consiglieri regionali e i parlamentari reggiani a farsi promotori di iniziative per sollecitare l’approvazione del progetto di legge che disciplina gli orari di apertura degli esercizi commerciali per una modifica del Decreto “Salva Italia” che determini la chiusura nelle giornate festive laiche e religiose e ripristini fattivamente la possibilità per gli enti locali e le parti sociali di poter definire la programmazione delle aperture degli esercizi commerciali favorendo la coniugazione dei tempi di vita e di lavoro e tenendo conto delle diverse peculiarità territoriali.
In attesa di un cambio della legge nazionale, inviamo dal Comune  a tutte le direzione dei centri commerciali presenti a Reggio Emilia un invito a tenere chiusi per scelta le domeniche e durante le festività nazionali.
Aderiamo come Comune alla GIORNATA EUROPEA PER LE DOMENICHE LIBERE DAL LAVORO tramite comunicato stampa ufficiale e partecipazione con delegazione ufficiale alla manifestazione.
Le liberalizzazioni totali non aiutano la crescita economica, non creano maggiori opportunità di lavoro, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le nostre feste, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari improbi ben poco concilianti con le necessità di riposo. L’apertura nelle giornate festive porta con sé la mercificazione delle feste e ne svuota il senso
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