Un anno in consiglio comunale, il report di mandato

Dopo un anno in consiglio comunale in una bella assemblea da oltre quattro ore si è fatto il punto di cosa si è portato in Comune a Reggio Emilia ma si è parlato anche del Partito Democratico e del tema acqua.
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Confrontarsi è bello. Con questo spirito ho fatto il secondo incontro pubblico giovedì 18 Giugno, durato più di quattro ore, dove hanno partecipato molte persone che mi hanno votato il 25 maggio 2014 ma anche nuovi amici e amiche. Come avevo promesso vi sottopongo qui il report di mandato del primo anno, uno strumento per rendere conto della fiducia che mi avete accordato tramite il voto, ma anche per far conoscere l’attività del Comune di Reggio Emilia.
PRESENZE
Queste sono le mie presenze in Comune a Reggio Emilia.
Nel 2014 ho partecipato a 14 sedute di consiglio su 14.  Nel 2015 ad oggi si sono svolte 20 sedute del consiglio e ho partecipato a tutte e 20 le plenarie.
Sono al lavoro nella commissioni Bilancio, Territorio e Welfare in queste ho partecipato 18 volte su 21 alla commissione Bilancio, 17 su 22 a quella Territorio e 8 su 12 alla commissione Welfare.
COMPENSI
Qui trovate l’importo percepito dal Comune per l’anno 2014pari a 1701,90€, e qui i contributi che ho dato al Partito Democratico, pari a 116,92€, come Consigliere Comunale.
DOCUMENTI PRESENTATI
Mi sono occupato di questioni riguardanti il lavoro, i diritti e i giovani ma anche di questioni più pratiche del territorio affrontate insieme con gruppi di cittadini.

assemblea 18 giugno
PARTITO DEMOCRATICO
Alcuni di voi mi hanno chiesto di affrontare il tema della militanza nel Partito Democratico e lo abbiamo fatto in modo molto aperto e costruttivo. In questo anno mi sono trovato a non condividere alcune delle riforme del governo Renzi sul tema del lavoro con il jobs act e sulla riforma della scuola con la “Buona Scuola”. Non ho mai nascosto che il PD odierno ha una strategia che di molto si sta discostando dalla mia idea di centrosinistra e che più che cercare consensi al centrodestra dobbiamo preoccuparci di ricucire un legame con quelle persone del centrosinistra che sempre più fanno parte della famiglia del non voto.
Ho però condiviso con voi la riflessione che non è che tutto quello fatto a Roma è stato un errore: cito ad esempio la riforma sugli ecoreati, il divorzio breve e il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Io di carattere non sento la vocazione minoritaria penso invece  che i grandi partiti abbiamo momenti di discussione e confronto e che si possa cambiare la rotta.

Ho molto apprezzato la libertà che mi avete dato. Nessuna delle persone che mi ha sostenuto ha messo in discussione la piena libertà delle mie scelte, e neppure è stato posto in discussione il mio mandato come consigliere comunale.
Dopo una riflessione individuale e collettiva, ad oggi si è deciso di non uscire dal Partito Democratico. È quello che emerge dal confronto con voi, ed io sono d’accordo. Non ho motivi di dissapore con la maggioranza in comune a Reggio Emilia e da mesi abbiamo iniziato una avventura con il Circolo Darwin, una associazione di elaborazione politica e culturale che ci sta dando molte soddisfazioni.
Uscire dal PD sarebbe per me (e anche molti di voi) la scelta più facile ma anche una grande sconfitta, Il nostro obiettivo ora deve essere di dialogo tra l’interno e l’esterno della politica e delle amministrazioni e concentrarci sui temi concreti. Dobbiamo fare questo rimanendo coerenti e liberi nelle nostre scelte perché l’identità che ci portiamo dietro e la visione che abbiamo della società è il bagaglio più importante che abbiamo da offrire.
ACQUA
“Questo è un tema dove volano pallottole”. Così è stato definito scherzosamente nell’incontro. Penso che la politica sia fatta di studio e confronto e noi ci siamo applicati parecchio in un clima di serenità.
Il tema della gestione del ciclo idrico si è ampliato nel dibattito cittadino ed è diventato terreno di scontro politico a 360 gradi, questo è un bene perché aumenta la discussione tra le persone ma è negativo perché sta facendo perdere l’oggettività e la concretezza della questione.
Ci sono in ballo anche velleità personali, continui posizionamenti e calcoli elettorali che invece non rendono onore e a mia avviso distanziano i cittadini dal tema. Questi temi vanno affrontati con serenità e oggettività.
A livello nazionale c’è una idea di gestione delle società che si occupano di acqua, gas, luce, rifiuti per macro aggregati a gestione privata (multiutility) ben diversa da una piccola gestione locale del bene, questo è frutto di quel pensiero neoliberista per cui il privato, il mercato, gestisce meglio e più efficientemente il bene.  O facciamo questa operazione adesso o dobbiamo aspettare ​25 anni, altro punto è l’atteggiamento di IREN nei confronti del territorio è vero che riprende dai costi delle bollette i costi totali per la gestione dell’azienda e non ha rispettato gli investimenti sulle reti preannunciati.
Per questi motivi sono favorevole alla gestione su base territoriale del bene comune acqua.
Sul tema si è anche espresso il Partito Democratico, la ripubblicizzazione si fa.
Ma veniamo ai conti. L’unico piano ad oggi presentato è quello di Agenia che prevede la  costituzione di una nuova società a gestione 100% pubblica.  Questo vuol dire contrarre debito bancario per circa 150 milioni per far fronte al pagamento a Iren, all’Iva e ai primi costi ed investimenti. Oltre a questo c’è da considerare i debiti di Agac stimati sui 54 milioni di euro. Dobbiamo contrarre oltre 200 milioni di euro (più del bilancio annuale del Comune di Reggio Emilia) con le banche con una azienda che ha fatturato annuale sui 70-75 milioni di euro ciò vuol dire un tasso di indebitamento superiore al 250%, quando ci si avvicina al 100% iniziano di solito i problemi di procedure concorsuali.  Dovremo incrementare la tariffa di circa il 4% nel primo anno e poi ogni anno di circa l’1% . E’ stata calcolata una insolvenza sulle bollette non pagate all’1,6% quando ad oggi con IREN è al 4% e per la tassa rifiuti comunale (TARI) l’insolvenza è al 6-7%, una variazione di diversi milioni all’anno.
Dobbiamo inoltre assumere 313 persone da Iren. In generale la preoccupazione di molti sindaci e amministratori è che i costi e i rischi possano intaccare il bilancio corrente del comune. Funziona come una holding, il comune è la capofila di tutte le sue partecipate e deve garantirne. E’ un piano non irrealizzabile ma rischioso ma in questo momento di difficoltà economica delle finanze pubbliche non possiamo permetterci operazioni che hanno punti di equilibrio molto sottili.
Per questi motivi di natura economica non mi sento di avvallare il piano di Agenia (piano A) e aspetto il documento di bilancio dei sindaci (piano B) per  fare una nuova serata di studio con voi come mi è stata richiesta nell’incontro di Giovedì 18 Giugno. Questo piano è stato annunciato dal Sindaco Luca Vecchi e prevede una società a maggioranza pubblica con prospettive economiche più realizzabili. Vorrei rassicurare su una questione: dobbiamo predisporre la gara a Settembre, non dobbiamo concluderla per quel mese, c’è tempo per trovare soluzioni al tema e affrontare.
Ripeto: l’obiettivo è la gestione del ciclo idrico su base territoriale, trasparente e economicamente sostenibile da parte dei Comuni, questa è la posizione che porterò in Sala del Tricolore, dobbiamo arrivarci in un clima sereno e come comunità unità.
CARTA DI AVVISO PUBBLICO
CartaNella serata ho sottoscritto la Carta di Avviso Pubblico. Un codice etico per la buona politica che impegna in comportamenti contro il conflitto di interessi, il clientelismo, le pressioni indebite, alla trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, in scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, a fornire piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione fino all’obbligo di mie dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione), oltre a questo l’impegno a non accettare regali e rendere pubbliche le appartenenze a associazioni o incarichi lavorativi con le pubbliche amministrazioni. Una linea di trasparenza e correttezza che sposo in pieno.
Dopo Aemilia e altri fatti gravi nel nostro territorio serve un supplemento di responsabilità e proattività di chi ha incarichi amministravi per dare credibilità alle istituzioni e avvicinare le persone ad occuparsi del bene comune.
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Questo è tutto, tra sei mesi si sarà una nuova assemblea di confronto #opencomune, nel frattempo vi do la mia massima disponibilità a interagire a rispondere su tutte le questioni che ci stanno a cuore, possiamo farlo qui sul sito, sulla nuova pagina facebook o perché no, davanti a un caffè.