Gender, Vescovi, Consigli Comunali e altre storie

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Ieri in consiglio comunale il mio gruppo PD ha fatto passare con la Lega Nord una mozione di Forza Italia che mi impone di scusarmi con il Vescovo Massimo Camisasca, storico esponente di  Comunione e Liberazione. La mozione inoltre si impegna a dare al vescovo il pieno supporto morale.
Qui trovate la mozione di larga intesta PD – Forza Italia.

Davanti ad atti del genere bisogna avere stile, per questo sono uscito dall’aula della discussione che mi riguardava e non ho partecipato al voto.

Nove i voti favorevoli, da parte d​i Forza Italia, di Grande Reggio, della Lista civica Magenta e della Lega Nord. A favore, anche tre consiglieri Pd: Caselli, Cigarini e Saccardi, mentre il resto del gruppo si è astenuto, così come il M5s. Solo uno il voto contrario, della consigliera di Sel, Lucia Lusenti (che ringrazio).
Una domanda: com’è possibile che una mia affermazione di condanna a chi porta avanti la teoria del gender e nega i diritti civili sia da sanzionare? E che chi invece porta avanti discriminazione sia da premiare?

La settimana scorsa più cittadini su Facebook mi hanno fatto delle domande sul teoria del gender e su chi lo promuove a Reggio Emilia. Io ho risposto con trasparenza e franchezza come faccio sempre in questo modo:
“La religione non deve entrare nella sfera pubblica. Il gender è una teoria farlocca inventata da frange conservatrici e estremiste che non sanno più come spaventare e tenere uniti i propri fedeli per contrastare la conquista dei diritti Lgbt. Le Sentinelle In Piedi, Forum della Famiglia e Vescovo Camisasca sono un bel moloch di conservazione e propagatori di odio.  Io amo i cattolici quando sono laici e progressisti, sono quelli conservatori e fanatici che mi piacciono meno”.
“Moloch di conservazione e propagatori di odio” è la frase che poi è stata ripresa dalla stampa e su cui Forza Italia ha costruito una mozione dove mi dava lezione di moralità.
La stessa Forza Italia che ha come Presidente Silvio Berlusconi e che ha un consigliere che siede in Sala del Tricolore nel registro degli indagati dell’inchiesta per fatti di mafia Aemilia.
Cos’è la teoria del gender?
La teoria del gender non esiste. In nessun ambito accademico si parla di “teoria del gender”. Si tratta di un’espressione usata dai cattolici conservatori e forze di destra per creare consenso intorno a false posizioni sessiste e omofobe. Lo ha ribadito anche il Ministro dell’Istruzione Giannini con questa nota.
Il vescovo Camisasca appoggia pubblicamente il movimento omofobo delle Sentinelle in Piedi e fa propaganda alla falsa teoria del gender organizzando incontri dove si discriminano omosessuali e lavoratori nel campo dell’istruzione, come quello del 14 Settembre a Rubiera.  In questi incontri si dice ad esempio che l’amore tra due uomini è paragonabile a quello di un uomo e il suo cane e che i nostri insegnanti, per ordine di un complotto mondiale voluto dalle lobby gay, vogliono “omosessualizzare” i nostri figli.  A parte l’assurdità del tutto, questo io lo definisco odio verso un gruppo o una persona.
“Non posso non rilevare come molte delle convinzioni che le Sentinelle in piedi, con umile forza e in modo pacifico, vogliono portare all’attenzione pubblica sono le stesse che anche io, come uomo e come vescovo di questa diocesi, ho più volte sottolineato e che ho riassunto nella nota sul gender” Massimo Camisasca, I Tempi 5 Dicembre 2014
Consiglio anche di leggere la nota pro Gender. ”La differenza uomo-donna è un’evidenza razionale, confermata dalla tradizione giudaico-cristiana” sempre di Massimo Camisasca, I Tempi 7 Aprile 2014.
Sempre lo stesso era intervenuto nel dibattito politico sul registro delle unioni civili approvato a Reggio Emilia nel Marzo 2013 con queste parole:

“ciò che si desidera è affermare un modello di famiglia alternativo, e porre le premesse affinché un numero adeguato di questi atti, che di per sé non hanno valore legale, porti ad una legge parlamentare che riconosca come sostanzialmente matrimoniali le coppie di fatto e dia valore di matrimonio ai legami omosessuali. L’intento sociale si capovolgerebbe così in uno scardinamento dell’istituto famiglia con conseguenze non avvertite, ma profondamente negative sulla vita sociale e sull’educazione dei figli.

Riconosco l’opera positiva di quei cattolici presenti in diversi partiti che, impegnati in politica, per libera iniziativa – e prendendo sul serio quanto il Vescovo ha detto riguardo l’istituto familiare sia in occasione della festa della Sacra Famiglia, sia nella prolusione per l’apertura dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano – hanno negato il proprio consenso a questa istituzione dei registri, mostrando maturità ecclesiale e una concezione laica della presenza dei cristiani nella società; essi infatti hanno affermato e difeso un valore di tutti e non di parte, perché la famiglia è il cuore del tessuto stesso della società.”
Mi soffermo brevemente a presentarvi gli altri soggetti coinvolti.
Il Forum della Famiglia riunisce soggetti di solo ambito cattolico,  come gli antiabortisti del Movimento per la Vita o i Giuristi Cattolici,  che si occupano di temi civili e etici e fanno lobby sul territorio, da Settembre 2015 hanno attivo un numero verde anti gender dove poter segnalare gli insegnanti che portano avanti la teoria del gender (che ripeto non esiste).
“Il campo, come sappiamo, è molto vasto e poi ci sono le emergenze, quali i tentativi di introdurre la teoria del gender e il tentativo di imporre un modello di sessualità che si basa sulla cosiddetta prevenzione  a scapito di una sana e completa  educazione fondata sull’affettività.”
Sulle Sentinelle in Piedi c’è poco da aggiungere, sono gruppi che si definiscono laici ma che nascono nelle parrocchie da persone con provenienza di destra, sono contrari all’adozione da parte di coppie omosessuali, fecondazione eterologa e unioni civili scendono in piazza per difendere la famiglia tradizionale. In particolare sono contrari a due leggi portate avanti dal PD, il DDL Scalfarotto sul contrasto all’omofobia e transfobia e il DDL Cirinnà che disciplina le coppie di fatto e le unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Da statuto non accettano il confronto in nessuno modo.


 
Io al vescovo, alle Sentinelle in Piedi e al Forum della Famiglia ho dato un giudizio politico perché loro hanno sollevato più volte un tema politico: la falsa teoria del gender porta discussioni sui diritti lgbt, le famiglie italiane e le politiche scolastiche.
Non mi interesso di fatti di religione, io sono ateo, ma mi interesso dei fatti che riguardano la mia comunità e prendo posizione anche se una persona ha “Sua Eccellenza” davanti al nome. Non sono mai stato un anticlericale ma sono sempre stato un laico e un uomo libero, e proprio per questo davanti a chi persegue logiche di discriminazione io dico basta.
Lo faccio proprio per il ruolo per cui sono stato eletto, a una politica grigia e coperta bisogna prendere delle posizioni: chi porta avanti omofobia e odio va condannato e i democratici devono chiarire la loro posizione rispetto a questo tema.
Un piccolo inciso sui social network. Sono emerse diverse critiche all’uso che faccio del web 2.0 per informare e comunicare con i reggiani.
Le persone sui social network condividono principalmente notizie e contenuti. Per questo un uso corretto dei social network presuppone il creare engagement mirato al confronto. Se non si vogliono usare i social network solo come vetrina, per autopromozione o peggio per non esporsi, ovvero se si creano o condividono contenuti che non creano discussione, meglio non usare i social network e dedicare il proprio tempo a un’altra attività di comunicazione.
In succo: se usi i social network devi metterti in gioco.
Chiedo alla politica di guardare meno cosa fanno gli altri ma di esprimersi di più in libertà. I richiami a limitare i social network e alla mediazione visto il ruolo pubblico, fatti in Sala del Tricolore lunedì durante la discussione del documento, servono solo per evitare discussioni difficili come questa che ora stiamo facendo liberamente su questo blog. E non credo sia un fatto positivo, ancora di più in un luogo che dovrebbe rappresentare il principale spazio di confronto cittadino, il consiglio comunale.

Come diceva Romano Prodi, abbiamo bisogno di cattolici maturi in politica, l’idea che mi sono fatto ieri è che c’è ancora una ampia questione morale dentro al PD che non si è risolta e non si vuole affrontare. Non si è voluto trattare la causa della discussione, la teoria del gender, ma soffermarsi in una difesa del Vescovo per riverenza decontestualizzando le mie parole.
Viene prima la carica di una persona o i diritti di tante altre?
Se questa esprime opinioni discriminanti, non abbiamo il diritto e il dovere di farlo notare e chiedere spiegazioni?
Io ho scelto da tempo da che parte stare: non si combatte l’omofobia e la conservazione stando in silenzio. Non riconoscerò mai la libertà di discriminare delle persone. 

In settimana incontrerò il Sindaco Luca Vecchi, la discussione e il voto in Sala del Tricolore di ieri hanno minato il mio rapporto di fiducia verso parte del mio stesso gruppo.
Manderò una lettera al Vescovo Camisasca chiedendo a lui un incontro aperto e costruttivo di confronto sulla teoria del gender, nuovi diritti e istruzione dei nostri bambini.
Manderò inoltre una lettera al Segretario del PD Provinciale Andrea Costa e alla segreteria chiedendo a lui di esprimersi su questa vicenda, c’è stato un silenzio assordante, voglio capire la posizione del PD Provinciale sulla teoria del gender e su chi porta avanti questa.
Porterò in Sala del Tricolore una mozione di ferma condanna del Consiglio Comunale alla falsa teoria del gender riprendendo la nota del Ministro all’Istruzione Giannini e la mozione approvata in Regione Emilia Romagna  sul gender, sono sicuro che passerà perché di fronte all’odio e alla paura la politica deve prendere posizione.
Rimangono fermamente convinto  che dovremmo usare Sala del Tricolore per discutere di faccende più importanti: la crisi di Coopsette,  il tema della gestione dell’acqua o l’emergenza dei bambini non vaccinati, per citare alcuni esempi.

5 pensieri su “Gender, Vescovi, Consigli Comunali e altre storie

  1. Luca Caleffi ha detto:

    Ciao Dario, sai che fin da quando ci sono state le primarie con Civati io sino sempre stato verso le sue posizioni di sinistra, anche quando ci ha fatto il brutto scherzo di volerci imporre l’alleanza a livello provinciale. E mi ritengo cattolico, nel senso di appartenente ad una chiesa universale che purtroppo a volte, soprattutto nelle parole di alcuni vescovi, non corrisponde a quella romana. Se a livello personale Camisasca può avere un appeal di un certo tipo non bisogna dimenticare che il suo background è CL, con tutto ciò che questo comporta a livello “religioso”.
    Tuo sono molto vicino perché credo nella divisione tra chiesa e stato (date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio) e trovo vergognoso che il partito a cui sono tesserato invece non lo faccia, soprattutto se si dichiara di sinistra e si appropria di battaglie storiche che poi non porta avanti nei fatti.
    Purtroppo non sono di Reggio, quindi non ho potuto votarti, ma ti porto tutta la mia stima e supporto morale per la battaglia di civiltà che stati portando avanti.

  2. squadra analfabeti ha detto:

    ‘o fra, prima di sparare minchiate, documentati prima. L’assurda teoria gender – in questa valutazione sono concorde con te – è stata inventata dai tuoi comparielli.
    Per fortuna le sentinelle in piedi la contrastano non facendosi intimidire da personaggi ottusi come te.
    Ciò premesso, fatti il bidet che hai la faccia di cazzo

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