Per il popolo saharawi

jaima

Il 27 Febbraio, giorno dell’indipendenza della Repubblica del Sahrawi, abbiamo approvato in Consiglio Comunale a Reggio Emilia una mozione scritta con l’associazione reggiana Jaima Sahrawi che da anni ha attivi numerosi progetti come ad esempio Jaima Tenda per ospitare in famiglia sul territorio reggiano bambini dei campi profughi sahrawi. 

Quarant’anni fa, il 27 febbraio del 1976 a Bir Lahlou, piccola oasi nell’angolo nord-orientale del Sahara Occidentale, il Fronte Polisario proclamava la Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd). Oggi come allora resta uno stato fantasma, riconosciuta da 81 paesi, ma non dall’Onu e dall’Ue. Ma qualcosa potrebbe cambiare se gli stati europei non solo riconosco la causa saharawi ma si attivano nelle sedi delle Nazioni Unite per sbloccare la situazione internazionale.

Nell’attesa infinita del referendum per l’indipendenza, continuamente rimandato da 40 anni, il popolo saharawi resta in esilio nel deserto algerino. Sono oltre 165 mila, secondo le stime dell’Unhcr, i rifugiati che vivono nei campi allestiti dalla Repubblica Araba Democratica Saharawi. Accampamenti fatti di tende e piccole costruzioni di sabbia che, all’arrivo della stagione delle piogge, quando sono particolarmente abbondanti, si sgretolano come castelli sul bagnasciuga. Se d’inverno con i temporali e il vento il rischio di perdere la casa è costante, nelle stagioni calde le temperature superano anche i 50 gradi. Il popolo saharawi sopravvive così, con dignità, da oltre 40 anni. Solo gli aiuti umanitari permettono alla popolazione di sopperire alle carenze del luogo ostile che li ospita.

l’Italia dal 1° gennaio 2017 siede nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in qualità di membro non permanente e ciò rappresenta un’occasione importante per sostenere l’attuazione dei dispositivi previsti dalle numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea generale su questo conflitto. In questa direzione va il documento che abbiamo approvato in Comune a Reggio Emilia, invito tutti gli amici consiglieri e i cittadini attivi a presentare questo documento nei vostri comuni per fare pressione sullo Stato Italiano per provare a sbloccare la situazione gravosa in cui vive il popolo saharawi.

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