Più prevenzione, meno terrore

Controlli antidroga sugli studenti al Polo Scolastico di Via Makalle’

Apprendiamo dalla stampa che avremo a Reggio Emilia il continuo dell’operazione “Scuole Sicure”, il piano lanciato dal governo nell’estate del 2018 contro lo spaccio negli istituti scolastici.

Nei prossimi mesi gli istituti superiori Chierici (via Nobili), Scaruffi-Levi-Tricolore (via Filippo Re) e Ariosto-Spallanzani (piazzetta Pignedoli) saranno oggetti di controlli voluti dal Comune e dalla Prefettura usando un fondo del Ministero stanziato dall’epoca ministro degli interni Matteo Salvini. Questo il progetto nel dettaglio.

Oltre a installare altre telecamere negli istituti scolastici si manderanno dipendenti comunali – agenti della polizia municipale – sia in divisa che in borghese, coadiuvati da unità cinofila, negli orari di entrata e uscita da scuole e in orario pomeridiano là dove gli studenti sono soliti intrattenersi nei pressi degli Istituti anche dopo l’orario scolastico.

Anche se siamo assolutamente favorevoli a contrastare con ogni mezzo lo spaccio nei luoghi adibiti all’educazione, non possiamo non constatare l’enorme disparità tra le risorse stanziate per azioni di controllo e repressione rispetto alle misure di prevenzione. Dei 61.000€ stanziati solo 7.000€ (11%) andranno per una campagna informativa rivolta agli studenti.

Siamo convinti che i soldi pubblici debbano essere usati prevalentemente per pagare educatori per realizzare corsi di prevenzione alle sostanze. La lotta allo spaccio non la si fa terrorizzando i ragazzi ma piuttosto investendo sulla loro formazione (consapevolezza).

Abbiamo criticato l’operazione “Scuole sicure” (operazione costosa che non ha portato risultati concreti) perché pensata non per i ragazzi ma piuttosto per raccogliere consensi tra i genitori preoccupati per l’ennesima emergenza spaccio. La stiamo riproponendo di nuovo noi nei nostri comuni e la cosa non ci trova d’accordo.

A seguito di incontri che faremo con operatori, insegnanti e studenti porteremo Comune la discussione del progetto con l’intento di costruire finalmente un progetto educativo che abbia come protagonisti i ragazzi stessi. Lo strumento migliore riconosciuto da medici, educatori e insegnanti – lo ribadiamo – è la prevenzione: che si realizza attraverso informazioni continue puntuali e conoscenza esatta di cosa le droghe sono e dei loro effetti. La stessa posizione che più volte ha richiesto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’articolo della Gazzetta di Reggio di oggi