Recensione del libro di Don Paolo Cugini “Visioni Postcristiane”

Ho letto con piacere l’ultimo libro di Don Paolo Cugini “Visioni postcristiane” e mantengono fede alla scommessa di scrivere una recensione.

Conobbi Paolo nel 2014 nel pieno delle crociate anti omosessuali mosse dalla falsa teoria del gender e con sorpresa appressi che in quei tempi difficili lui organizzava gruppi di incontro di cristiani lgbti e loro famiglie oltre a gruppi di migranti all’interno della sua parrocchia di Regina Pacis. Scoprii così di avere un amico di cui non conoscevo l’esistenza che si prodigava per un società più equa e aperta, in un contesto addirittura più impegnativo del mio, è stata una bellissima sensazione. Ho apprezzato da subito il suo coraggio e tenacia. Da allora abbiamo coltivato una amicizia e siamo soliti vederci per lunghi caffè per parlare di spiritualità, filosofia, politica e più concretamente come aiutare i poveri della nostra comunità.

Penso sia doveroso spiegarvi cari lettori, il come sono arrivato a scrivere questa recensione letteraria su un libro che parla di post cristianesimo. Il mio è un contributo sicuramente diverso, ovvero di un uomo ateo, impegnato politicamente e attivista per i diritti civili.

Nelle 162 pagine del libro Cugini affronta temi complessi come l’omosessualità, il pregiudizio, la paura del diverso, l’integrazione e lo fa con un approccio non dogmatico orientato a fornire contributi e generare riflessioni. Alla base del tutto c’è un tema cardine scrive Cugini: “Il pregiudizio è un difetto di conoscenze che si appoggia sulla pigrizia di non voler conoscere davvero un tema per elaborare un proprio pensiero”. In una società sempre meno secolarizzata dove la religione così come i partiti e i corpi intermedi sono meno penetranti, la costruzione del pensiero è sempre più un fatto personale e libero. E’ fatto comune per tutti per esempio esprimere come la pensiamo sulle cose del mondo invadendo i social network ogni giorno. La libertà di non credere al pregiudizio imposto e la voglia di conoscere è la migliore risposta che possiamo dare a tutti quei movimenti tradizionalisti che impongono una visione di società dogmatica che spinge verso il secolo scorso.

L’amico Don Paolo Cugini, ho recensito il suo ultimo libro “Visioni Postcristiane”

Proprio in contrasto a quelle spinte, Cugini fa critiche costruttive e profonde. Propone una Chiesa di base aperta, dialogante, che non ha timore di mettersi in discussione al suo interno e anche fuori.

Dal 6 al 27 ottobre si è svolto il Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, questo è un evento che sta passando sottotraccia ma sarà importantissimo per la religione cattolica e non solo. E’ stato il momento in cui Papa Francesco ha iniziato a modificare la chiesa partendo dall’America Latina, toccando temi come la posizione dell’istituzione rispetto a chi sfrutta il pianeta, l’ecologia, ma anche la riforma del catechismo togliendo l’obbligo del celibato e il ruolo delle parrocchie, queste riforme, che se approvate in America latina, passeranno poi nel resto del mondo. Possiamo considerare lo scritto di Don Paolo Cugini, lui lo spirito dell’Amazzonia la conosce bene perché è stato prete missionario in Brasile quindici anni, anticipatore e in linea con quel pensiero più progressista e innovatore che permette anche a un ateo come me di apprezzare questo libro.

Vengono in aiuto le parole del curatore della prefazione e postfazione Piergiorgio Paterlini – lo scrittore reggiano autore del bestseller “Ragazzi che amano ragazzi” e primo uomo unito civilmente in Italia – al pianeta servirebbe un cristianesimo “post”, un cristianesimo “non” religioso, un cristianesimo “anti” sacrale.


Il libro “Visioni postcristiane” è edito da EDBlog e potete acquistarlo per 16 euro a Reggio Emilia alla libreria Paoline oppure direttamente su Amazon.