Cooperativa Acapo: bisogna rispettare il bando

Martedì 14 Aprile porto in consiglio comunale della questione degli undici lavoratori che lavorano per Acapo, cooperativa romanda affidataria per conto del Comune di Reggio Emilia dei servizi di segnalazione. Questi lavoratori hanno il delicato compito di trattare e gestire le segnalazioni, richieste e reclami da parte dei cittadini reggiani.

Il 17 Febbraio si era svolto lo sciopero dei lavoratori organizzato dai sindacati per chiedere la parità salariale rispetto ai loro colleghi assunti direttamente dal Comune di Reggio Emilia.

Infatti dopo il passaggio di gestione dalla cooperativa reggiana Mouse ad Acapo si sono trovati a svolgere la stessa mansione ma con un contratto peggiorativo. Il precedente gestore del servizio applicava a questi stessi lavoratori il CCNL delle Cooperative Sociali mentre la cooperativa Acapo ha deciso di applicare il contratto CCNL Multiservizi causando ai lavoratori, a parità di mansione e monte orario, una diminuzione di salario dai 153,45€ fino ai 258,18€ al mese.

Ringrazio i lavoratori e le forze sindacali per avermi segnalato la questione. Leggendo il capitolato di appalto si legge chiaramente che il salario deve essere parificato a quello degli altri lavoratori impiegati nell’ente in analoghi mansioni. Soprattutto non si capisce come questa cooperativa abbia scelto di partecipare a un bando aperto solo alle coop. sociali ma non applichi l’analogo contratto decidendo di arrecare ai lavoratori un danno economico.

Dobbiamo incontrare il soggetto gestore con le parti sociali per assicurare agli undici lavoratori e alle loro famiglie le condizioni migliori e in linea con il bando.

La Gazetta di Reggio parla dei lavoratori di Acapo.

Per correttezza riporto anche il pensiero di Luca Chierici, segretario Filcams Reggio Emilia con il quale ho seguito il tema: “Occorre che venga rispettato ciò che il bando prevede in modo da garantire parità di condizioni normative e retributive ai dipendenti che operano negli appalti comunali rispetto ai dipendenti dell’istituzione stessa. I soggetti pubblici devono per primi farsi parte attiva nello smontare le disparità di trattamento che sono la strada per gli appalti al ribasso a spese delle lavoratrici e dei lavoratori”