Guida al voto per il referendum

Molti ragazzi e ragazze al primo voto della mia città, Reggio Emilia, mi chiedono informazioni sul referendum del 20-21 Settembre sulla riduzione del numero di parlamentari. Spero di fare cosa utile e gradita con questa mini guida che riporta le posizioni del SI’ e del NO, a fine articolo troverete il mio pensiero sul perchè voterò NO.

QUANDO SI VOTA?

Domenica 20 settembre 2020, dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle 7.00 alle 15.00, si vota per il referendum popolare previsto dall’articolo 138 della Costituzione sul testo di legge costituzionale recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari»

IMPORTANTE: non ci sarà il quorum. Ciò vuol dire che la votazione è valida a prescindere dalla percentuale di elettori che si recheranno alle urne. La riforma sul taglio dei parlamentari viene confermata se i Sì superano i No senza particolari soglie.

Se siete residenti a Reggio Emilia qui trovate tutte le informazioni per votare o per rifare la tessera elettorale se l’avete smarrita o dovete rinnovarla.

COSA PREVEDE IL REFERENDUM?

La legge sulla riduzione del numero dei parlamentari fa parte dell’accordo di governo M5S-PD e prevede una riduzione dei seggi in entrambe le camere.

Dagli attuali 630 deputati e 315 senatori si passerebbe a 400 parlamentari alla camera e 200 al senato (con non più di cinque senatori a vita), con un taglio complessivo di 345 parlamentari, pari al 36,5 per cento dei seggi. Una riduzione riguarda anche i parlamentari eletti nella circoscrizione estero che passerebbero da 18 a 12.

Il video del blogger Gio Pizzi che consiglio di vedere per capire meglio la storia di questo referendum e le posizioni del SI’ e del NO.

LE RAGIONI DEL NO

Una delle ragioni principali dei sostenitori del no è che con il taglio dei seggi aumenterebbe il numero di abitanti per ogni parlamentare, facendo crescere di conseguenza la distanza tra la popolazione e i suoi rappresentanti.

Se attualmente in Italia ciascun deputato rappresenta 96.006 cittadini, dopo la riforma ne dovrebbe rappresentare 151.210. E per ciascun senatore si passerebbe da un bacino di 188.424 cittadini a 302.420.

Un numero minore di deputati e senatori in rapporto a una popolazione invariata riduce la rappresentatività del parlamento dal momento che gli elettori sono rappresentati da un numero minore dei parlamentari.

Anche l’Emilia-Romagna è una interessante rappresentazione di quanto il taglio del referendun inciderà sull’elezione dei rappresentanti: passeremo da 42 eletti alla Camera a 27 (con una riduzione del 35,48%) e da 20 eletti al Senato a 13 (con una riduzione del 35%).

Tra le altre ragioni dei sostenitori del no vi è poi quella secondo la quale meno parlamentari significa più potere dei leader dei partiti nel controllare i gruppi parlamentari, che saranno più piccoli e quindi minore potrebbe essere la possibilità di un confronto (o di voci dissonanti) al loro interno. Chi vota no al referendum sostiene inoltre che un taglio lineare del solo numero dei parlamentari non accompagnato da altre riforme costituzionali e dalla modifica dei regolamenti delle camere non faccia altro che paralizzare l’attività del parlamento e che la produttività di ciascun parlamentare sia minata dal fatto che il lavoro dell’attività di commissione sarà distribuito su meno persone.

Il centro studi del Senato ha analizzato la rappresentanza di parlamentari per numero abitanti. Siamo al 22 posto nel rapporto parlamentare/100.000 abitanti.

LE RAGIONI DEL SI’

I sostenitori della riforma costituzionale, Movimento 5 stelle in primis, fanno leva su una serie di ragioni che vanno dalla riduzione dei costi della politica, alla convinzione che un parlamento più “snello” si traduca in una maggiore efficienza del suo funzionamento.

comitati per il sì fanno leva inoltre sul fatto che ridurre il numero degli eletti rende più trasparenti e più comprensibili dibattiti e decisioni, senza intaccarne la qualità, grazie a un numero minore (e più controllabile) di rappresentanti che renderà più agevole il giudizio dei cittadini nei loro confronti.

Quanto si risparmierebbe dal taglio dei parlamentari? Alcuni esponenti del Movimento 5 stelle hanno sottolineato che il taglio garantirebbe risparmi per 500 milioni a legislatura. Come spiega però l’osservatorio dei Conti pubblici italiani diretto da Carlo Cottarelli il risparmio netto generato dall’approvazione di questa riforma sarà molto più basso (285 milioni a legislatura o 57 milioni annui) e pari soltanto allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana”.

COSA VOTO IO

Per concludere questa mini guida al voto per il referendum vi scrivo, senza girarci intorno e nel pieno rispetto di tutte le posizioni in campo, il perchè VOTERÒ NO al taglio dei parlamentari e lo argomento.

Voglio essere libero da preconcetti e visioni dogmatiche, dove chi vota sì lo fa per dare un duro colpo alla casta e chi vota no invece lo fa per spirito di conservazione contro chi minaccerebbe la democrazia. Togliamoci da queste tifoserie.

Una riforma è buona o brutta a seconda dei punti di vista, ma non buona o brutta tout court. Per me questa riforma è poco sensata perchè non è tagliando i rappresentanti che migliora la democrazia e la richiesta di rappresentanza dei cittadini.

In Italia abbiamo una rappresentanza più o meno equilibrata tra le principali nazioni europee, ma con il taglio dei parlamentari la rappresentanza democratica italiana diminuirebbe in misura non indifferente: 1 parlamentare oltre 100 mila abitanti.

Più del taglio dei parlamentari semmai dobbiamo interrogarci su cosa fanno in Parlamento e sul territorio dove sono stati eletti, se sono all’altezza del ruolo e quanto sono liberi nelle loro decisioni o sono dei pigia bottone senza arte ne parte.

Non c’è qualità in tutto questo, solo tanta tanta arrogante semplicità. Voto NO al referendum, e non perché la democrazia sia sotto minaccia, ma perché ci stiamo indirizzando verso una democrazia senza qualità.

🗳 BUON VOTO A TUTTI!