Eutanasia= nazismo. Signor Vescovo ma cosa dice?

I consiglieri De Lucia, Montanari e Aguzzoli rispondono al comunicato del  Vescovo e invitano a firmare la proposta di referendum dell’Associazione Luca Coscioni per consentire il diritto dell’eutanasia in Italia.

Non ci stupisce l’intervento del Vescovo Camisasca, ma su quest’ultimo, come pubblici amministratori,  ci è impossibile non esprimere il nostro dissenso, coerentemente con il fatto che, non solo abbiamo firmato questa proposta, ma che  invitiamo anche  tutti i nostri concittadini a firmarla dando seguito ad uno strumento democratico che ha fatto si che siano già state raccolte 750.000mila firme in tutta Italia (il quorum per il referendum è 500.000 ma la raccolta prosegue per arrivare a 1 milione di sottoscrizioni) per permettere ai cittadini di decidere con un referendum chiamato “Liberi fino alla fine”.

Grazie a Più Europa sarà possibile firmare tutti i sabato alla mattina dalle 9 alle 13 in piazza Fontanesi o al pomeriggio dalle 17 alle 20 in Piazza del Monte. Oppure in Comune in Via Farini presso l’Urp dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 prendendo appuntamento chiamando lo 0522456660 o mandando una mail comune.informa@comune.re.it. E’ possibile inoltre sottoscrivere la proposta digitalmente sul sito referendum.eutanasialegale.it

In particolare non condividiamo l’equiparazione  tra eutanasia, eugenetica e nazismo espressa dal Monsignore che riteniamo passaggio doloroso.
Ogni giorno ci sono malati terminali che vivono la situazione di malattia nelle condizioni più terribili. Sono persone alle quali la legge italiana nega la possibilità di essere accompagnati alla fine della vita senza soffrire, condannando al carcere chi li aiuta.

C’è uno scollamento tra il pensiero di Camisasca e la realtà reggiana, tanto è vero che a Reggio Emilia sono state raccolte oltre 4mila firme per il referendum durante l’estate. Chi come noi è stato ai banchetti per vidimare le firme ha potuto vedere i tanti giovani, alcuni appena maggiorenni, che con convinzione e il documento in mano sono venuti a firmare.

Il consigliere e medico Fabrizio Aguzzoli fa chiarezza: “Come Medico di formazione cattolica ho ben presente il concetto di sacralità della vita, ma essendo anche convintamente laico e avendo lavorato per anni con pazienti affetti da patologie neoplastiche, situazione che mi ha permesso  di essere testimone di come, a volte, il fine vita sia profondamente doloroso,  non posso non interrogarmi circa il rispetto della volontà coscientemente e liberamente espressa dall’individuo. Questo è il punto, su cui non posso concordare con il Vescovo: se l’uomo possa o meno essere padrone di decidere circa la propria vita. Se da cattolico posso accettare che la vita, come dono, non mi appartenga, da laico non posso imporre questa visione a chi non la condivide e sta vivendo una situazione di angoscia e di dolore che la medicina non può interrompere o guarire”.

L’articolo sulla Gazzetta di Reggio


Dicono i tre consiglieri: “Nessuna persona depressa, se serve ribadirlo, avrà facoltà di togliersi la vita, esistono protocolli medici e la legge italianaLa Corte Costituzionale ha poi chiesto per ben due volte all’Italia di dotarsi di una legge sull’eutanasia al pari degli altri paesi europei. La proposta del Referendum dell’Associazione Luca Coscioni è chiara e condivisibile, basta leggerla. Chi chiede l’eutanasia vuole solo morire con dignità. Si tratta solo di riconoscere un diritto umano”.

Troviamo corrette e facciamo nostre le parole del Segretario della CGIL Cristian Sesena: “Credo che la laicità dello Stato sia un valore che va protetto e affermato convintamente in ogni scelta del decisore politico di turno; che gli italiani, se e quando saranno chiamati al voto, sapranno decidere guardando al futuro come è stato fatto per il divorzio e per l’aborto. Credo che un diritto concesso rappresenta un avanzamento che innalza il livello di tutela sociale anche per chi a quel diritto non ricorrerà mai.