Archivio dell'autore: Dario

1 2 3 67

Grazie a tutte quelle persone, omosessuali o eterosessuali, che nel presente nel proprio quotidiano non hanno problemi a esporsi e a rispondere a quelle forze della reazione e dell’oscurantismo che per fortuna stanno diventando sempre più residuali. Il 3 Giugno eravamo più di 10.000 persone in piazza per il gay pride ed è stata una grande giornata che ha visto molte persone, nella propria città, trovare gratificazione e riscatto sociale. Stiamo vivendo un passaggio storico che riguarda moltissime persone della nostra comunità e di tutta Italia. Il 2016 con l’approvazione della legge Cirinnà è stato il raggiungimento di un punto fermo per i diritti civili da cui non si tornerà più indietro ma da cui andremo solo in avanti.  Questa legge assicura quello che in alcune Costituzioni è scritto come il diritto alla felicità.

E non scordiamoci che tutto quello che stiamo facendo oggi per migliorare la società lo facciamo soprattutto per quelli che verranno dopo di noi. Io sono sicuro nella mia vita di avere un bambino ma non posso sapere se a un certo momento quel bambino mi dirà: “Papà io sono gay”. Allora io dirò a lui “Bimbo mio io ti voglio bene qualunque sia il tuo percorso e ti sarò spalla e scudo sempre”. Ma questo non basta, perché una persona non può essere felice solo all’interno delle quattro mura di casa e qui entrate in gioco tutti voi. Noi dobbiamo fare in modo che quel bambino abbia davvero assicurato il suo diritto alla felicità, nessuno è solo.

Il Pride ha aiutato tanti ragazzi e adulti a fare coming out in famiglia e al lavoro da una posizione di forza (tanti sono stati i messaggi arrivati a Arcigay). Oltre a questo si è creato un  terreno comune con molte associazioni, enti, sindacati e  movimenti sui temi della piattaforma del Pride come il matrimonio egualitario e la legge contro l’omotransfobia e a livello locale la creazione di una casa di accoglienza per persone LGBTI.

130 volontari sul campo, 39 amministrazioni e 74 associazioni aderenti, 13.000 persone in corteo, 20 iniziative pre Pride, 1 progetto universitario di ricerca, questi sono i numeri del REmilia Pride – Sì, lo vogliamo! il primo gay pride dei territori di Reggio Emilia, Modena, Parma, Piacenza e Mantova svoltosi a Reggio Emilia il 3 Giugno 2017. Questo è stato un evento voluto dalla città, grazie alle associazioni, commercianti e cittadini che sono stati con noi. Ammonta a oltre 29.404 euro il totale dei guadagni, mentre è di 2.460 euro l’utile ricavato a fronte del saldo complessivo delle spese, il cui importo è di 26.944 euro. I soldi rimanenti dal Pride saranno utilizzati da Arcigay Gioconda per le attività sul territorio, per attività nelle scuole, per la prevenzione e il supporto alle persone, a vantaggio di tutta la città. Aspettiamo tutti i volontari del Pride e tutti i cittadini che credono nei diritti civili alla grande festa per i volontari del Pride Venerdì 30 Giugno dalle 19.30 alla Gargotta del Popol Giost.

LEGGI IL BILANCIO DEL REMILIA PRIDE 

Il-bilancio-del-REmilia-Pride-2-683x1024

Copia-di-Il-bilancio-del-REmilia-Pride-2-683x1024

lo_giudice_romani
Prosegue il REmilia Pride, il percorso che ci vede vicini al 3 giugno e al primo gay pride della storia di Reggio Emilia è sempre più vicino.  Abbiamo addirittura una contromanifestazione di omofobi integralisti cattolici, quindi vuol dire che stiamo abbiamo lavorato in grande e bene.
Tra le tante iniziative ci tengo ad invitarvi Venerdì 26 Maggio al Circolo Gardenia per l’incontro con il Senatore Sergio Lo Giudice e Flavio Romani. 

Mentre la legge sulle unioni civili compie un anno e oltre 1.600 coppie in tutta Italia ne hanno già usufruito, non possiamo che notare che il vento dei diritti si è come placato. Il completamento del riconoscimento delle coppie LGBTI tramite il matrimonio egualitario e il riconoscimento del diritto alla genitorialità sono in uno stato di impasse. La proposta di legge sull’omotransfobia è stata prima depotenziata fino a renderla dannosa e poi impantanata.

La disponibilità del senatore Sergio Lo Giudice e del Presidente di Arcigay Flavio Romani ad essere con noi il 26 maggio in supporto del Remilia Pride, ci da la possibilità di approfondire questi e altri argomenti per capire cosa possiamo fare – noi – come società civile per essere di supporto al movimento LGBTI, come e con quali metodi cercare fronte comune per far ripartire la stagione dei diritti e farne di nuovo soffiare forte il vento.

Il Circolo Darwin e il Circolo Arci Gardenia  invitano tutta la cittadinanza all’incontro in supporto del Pride di Reggio Emilia del 3 Giungo.  Venerdì 26 maggio presso il Circolo Gardenia in Viale Regina Elena, 14, Reggio Emilia, alle ore 18:30. Dopo l’iniziativa sarà possibile partecipare all’aperitivo in supporto delle spese del Remilia Pride, è richiesto un contributo di 8€.

slide1

Lo Statuto dei Lavoratori, legge 20 maggio 1970 n. 300, fu una delle grande conquiste della classe operaia italiana durante gli anni della Prima Repubblica. Con questo provvedimento, si disse giustamente, “la Costituzione entrava in fabbrica”. In precedenza votato al Senato, viene approvato dalla Camera con 217 voti a favore (la maggioranza di centro sinistra – Dc, Psi e Psdi unificati nel Psu, Pri – con l’aggiunta del Pli, al tempo all’opposizione) con astensione di Pci, Psiup e Msi.

Negli anni ’80 e ’90 lo Statuto ha mantenuto la forza di garanzia non soltanto dei lavoratori occupati, ma anche dei lavoratori disoccupati, con forme d’incentivazione dell’occupazione e di sostegno alla produzione che trovavano nello Statuto il preciso punto di riferimento, anche per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali. Le teorie neoliberiste hanno costituito la più evidente legittimazione ideologica del tentativo di destrutturazione della legge 300, facendo ricadere sulle sue colpe una “rigidità” del mercato del lavoro che avrebbe impedito al Paese di crescere negli ultimi anni. La cancellazione sostanziale dell’art.18 dello Statuto, licenziamento senza giusta causa, è andata in tal senso.

Qui trovate la proposta di CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro per la ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, ovvero un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori. Una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo, Con il nuovo Statuto la Cgil vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. Per ricostruire un diritto del lavoro a tutela della parte più debole nel rapporto di lavoro.

LEGGI LA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE 

richiedenti asilo ronde

Alcuni comitati di Reggio Emilia hanno richiesto l’impiego dei richiedenti asilo del territorio per fare ronde in zona stazione. Parto dal postulato che le ronde non sono la risposta che una amministrazione di centrosinistra deve prendere in considerazione per dare una risposta al tema della sicurezza. I richiedenti asilo utilizzati come uomini delle ronde? Non è questo l’esempio di integrazione che la città deve mettere in campo. Assieme a cittadini di buonsenso chiedo da tempo che questi uomini e donne abbiano più ore di corsi di italiano e abbiano tutti la possibilità di fare corsi di avviamento al lavoro e attività di integrazione sul territorio, i soldi, dati dalla prefettura, ci sono per tutti i richiedenti asilo, il Comune e Dimora d’Abramo lo sanno bene.
 
La risposta non sono le squadre di cittadini che si sostituiscono alle forze dell’ordine, la risposta sono i cittadini che collaborano con le forze dell’ordine, e con loro le istituzioni per garantire la sicurezza di tutti. Sulla prostituzione di strada oltre a segnalare le situazioni non legali alle forze dell’ordine, dobbiamo lavorare a fianco degli operatori della Papa Giovanni e degli assistenti sociali del Comune di Reggio nell’Emilia, a cui va tutto il mio ringraziamento per il lavoro di prossimità che svolgono ogni giorno.
 
Le forze dell’ordine devono presidiare, le amministrazioni devono rendere città e quartieri più vivibili, le comunità devono ritrovare momenti di solidarietà, recuperare la prassi del buon vicinato: è un esempio, ma spesso quando succedono furti in un’abitazione i vicini di casa non sanno nulla, e invece con l’aiuto reciproco si può aumentare la sicurezza.
gazzetta di reggio emilia dimora d'abramoDa oltre un mese ho chiesto come consigliere comunale un incontro con i vertici della coop. sociale Dimora d’Abramo per avere i resoconti di spesa dei fondi pubblici che riceve per occuparsi della gestione dei richiedenti asilo a Reggio Emilia e provincia. Dopo 1 mese di chiamate e mail alla fine il Presidente di Dimora d’Abramo Luigi Codeluppi non ha accettato di incontrarmi così ho pensato che sarebbe stato cortese invitare lui a casa mia, in una seduta pubblica aperta a tutti i cittadini in Comune a Reggio Emilia.
 
Le persone vengono prima del capitale, è necessario che si occupa dei richiedenti asilo investa i fondi pubblici sulle attività per i richiedenti asilo (corsi di italiano, integrazione, avviamento al lavoro) e non per generare utili milionari. L’utile che Dimora di Abramo ha conseguito nel 2015 è pari a 900mila euro (su un fatturato complessivo di 7,8 milioni), lievitato e di fatto più che quintuplicato rispetto al 2014 (era di 170mila euro). Dopo un incontro mesi fa in Prefettura, l’ente erogatore dei fondi pubblici per la gestione dei richiedenti asilo, ho capito che i resoconti di spesa per la gestione dei richiedenti asilo politico non vengono richiesti.
Tema che avevo posto in seduta di bilancio in comune proponendo una diversa gestione dei richiedenti asilo con controllo pubblico come avviene per i programmi SPRAR, LEGGI QUI. 
 
Se ci sono utili importanti vogliamo capire come consiglieri comunali che hanno a cuore il benessere di tutte le persone della nostra comunità, perché non sono stati investi per i richiedenti asilo o per assumere più operatori o per migliorare le condizioni salariali degli operatori già al lavoro. La commissione pubblica che si svolgerà in Comune di Reggio nell’Emilia, invito tutti i cittadini a partecipare, permetterà di chiarire molti punti sulla gestione dei richiedenti asilo in città e di fare trasparenza. Vi terrò aggiornati. 
PDF-Logo

LEGGI LA RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE 

1 2 3 67