Archivio dell'autore: Dario

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“Nell’oscuro Regno di Todi c’è un mostro antico e cattivo quanto il mondo: la censura dei libri! Ma possiamo sconfiggerlo insieme questo mostro bambini, mamme, papà, nonne e nonni, leggendo insieme questi “pericolosi” libri liberandoli dal maleficio del mostro di Todi!!”
Dario e Alberto prima di partire per Todi per liberare i libri imprigionati dal mostro.

 
Con Alberto Nicolini, presidente Arcigay Gioconda, leggeremo i libri censurati nell’oscuro Regno di Todi Giovedì 22 Novembre dalle 16,45 alla Biblioteca Rosta Nuova (Via Wybicki 27 – Reggio Emilia), letture in sostegno alla coraggiosa bibliotecaria Fabiola Bernardini che si è opposta alla censura dei libri per bambini a Todi. Noi stiamo con fabiola

Partecipa all’evento e spargi la voce contro la censura dei libri!

 
Ecco alcuni libri che libereremo insieme:
«Piccolo blu e piccolo giallo», di Leo Lionni
«Piccolo uovo», di Francesca Pardi
«Dov’è la mia mamma?» di Julia Donaldson – Axel Scheffler
«Forte come un orso», di Katrin Stangl
«Sono io il più bello» di Mario Ramos
 
 
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Biblioteca Comunale Rosta Nuova
Via Wybicki 27 – Reggio Emilia
Giovedì 22 Novembre – Ore 16,45

Martedì 13 Novembre alle 21.00 al Circolo Arci Gardenia (Viale Regina Elena 14 a Reggio Emilia) il Circolo di cultura politica Darwin ha il piacere di invitarvi alla presentazione del nuovo numero di Limes, la più importante e antica rivista di geopolitica in Italia, dal titolo ISREALE, LO STATO DEGLI EBREI.

 

Dalla presentazione del volume: “Ci sono voluti settant’anni a Israele per dirsi la verità su sé stesso. A tale venerabile età s’è finalmente riconosciuto «Stato nazionale del popolo ebraico», via omonima legge fondamentale varata dalla Knesset lo scorso 19 luglio. Trionfo dell’ovvio? Nient’affatto. Non c’è nulla di meno scontato dell’evidente.”

Con il varo della legge fondamentale del 19 luglio, il parlamento israeliano (Knesset) ha sciolto in punta di diritto un nodo identitario quanto geopolitico essenziale: Israele, quale Stato nazionale, è del popolo ebraico.

Da tale fatto prenderà piede l’analisi di Davide Assael dell’Associazione LechLechà e curatore dell’ultimo numero di Limes. Insieme a lui, Matthias Durchfeld, direttore di Istoreco e curatore dei Viaggi della Memoria e il Beniamino Goldstein, il Rabbino della Comunità di Modena e Reggio Emilia. La serata sarà coordinata da Gabriele Manici (operatore sociale per il Comune di Reggio Emilia). Si cercherà di fare chiarezza su questo punto della storia israeliana e -soprattutto- sulle possibili ripercussioni future.

(s)punti di vista. Rotte disumane: storie di donne e uomini migranti che bussano alla nostra porta. Vi aspetto al Circolo Arci Gardenia (Giovedì 8,15,22 Novembre) per approfondire il tema dei migranti e Reggio Emilia. Tre appuntamenti per capire e conoscere fuori dalle frasi da bar, fake news e falsi luoghi comuni. 

Giovedì 8, 15 e 22 Novembre al Circolo Arci Gardenia (Viale Regina Elena 14, Reggio Emilia) tre appuntamenti promossi dall’Arci e dal Circolo di cultura politica Darwin sul tema dei migranti e migrazioni. Gli eventi sono realizzati con diverse associazioni del territorio che si occupano dei migranti e diritti umani: Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Casa delle Donne, Arcigay Gioconda, Arci Reggio Emilia, Amnesty International, DIP News, Città Migrante, Partecipazione e UP Unità di Prossimità.

In questi anni il tema migratorio è tornato ad essere al centro del dibattito tra i paesi europei. La grande enfasi con cui è stata proposta la discussione fa apparire tale argomento come cruciale per la futura tenuta della stessa Unione. Uno dei punti centrali nello scontro tra le diverse potenze è quello di capire chi si debba rendere responsabile dell’accoglienza dei migranti.

Nel caos mediatico che viviamo ogni giorno il termine “migrante” viene utilizzato impropriamente per descrivere le centinaia di storie e situazioni differenti che si presentano ai nostri confini. Da qui nasce l’idea di proporre un nuovo ciclo di incontri pubblici dedicati ai problemi che le persone vivono durante e dopo il viaggio e alle sfide che pongono ai nostri territori e servizi. Nel Comune di Reggio nell’Emilia la presenza e lo sgombero dei senzatetto nelle ex-officine reggiane pone l’attenzione su come e quanto siano state gestite delicate situazioni nella nostra città.

Giovedì 8 Novembre
DONNE E LGBT MIGRANO: SFRUTTAMENTO, POVERTÀ E DISCRIMINAZIONI A REGGIO EMILIA

Tratteremo di come la fragilità delle persone LGBT e delle donne vittime di tratta venga affrontato dai servizi. Tratteremo inoltre dei recenti sviluppi presso le ex Officine Reggiane.

Intervengono: Luca Censi (Unità Di Prossimità), Donatella Franchi (Donne Contro la Violenza) e Alberto Nicolini (Arcigay Gioconda)

— Giovedì 15 Novembre
VIAGGIO AI CONFINI D’EUROPA: REPORTAGE E TESTIMONIANZE DELLA VIOLENZA NELLA ROTTA DEI BALCANI

I reporter reggiani Nicola Fornaciari e Gabriele Gatti del network giornalistico indipendente DIP NEWS (www.dip.news ) proietteranno l’ultimo reportage dell’estate 2018 sulla condizione dei migranti fermati al confine tra Bosnia e Croazia sulla rotta balcanica.

— Giovedì 22 Novembre
QUANDO LA SOLIDARIETA’ DIVENTA UN CRIMINE

Come il modello Riace da progetto virtuoso è diventato un pericolo per il Governo Salvini? Cosa cambia per i territori dopo il Decreto Salvini? Conosciamo meglio la realtà di Riace promossa dal Sindaco Mimmo Lucano e i cambiamenti per Reggio Emilia con il decreto leghista.

Intervengono: Federica Zambelli (Città Migrante) si confronta con Emiliano Barbucci e Dario Grilletto (ARCI Reggio Calabria, operatori SPRAR e dei campi della legalità di Riace)

Tutte le serate sono a ingresso gratuito con inizio alle 21.00, saranno coordinate dal curatore della rassegna Gabriele Manici (operatore sociale per il Comune di Reggio Emilia)

 

In Regione Emilia-Romagna dal 1 Gennaio 2018 i ragazzi under 26 possono richiedere gratuitamente i contraccettivi nei consultori Ausl. Un importante passo avanti per la salute e per il portafoglio delle persone. Dopo una segnalazione di una giovane cittadina di 21 anni mi sono però reso conto che occorre potenziare il servizio dei consultori perchè ad oggi le liste d’attesa vanno di mese in mese e non è possibile che una ragazza o ragazzo in situazione di fragilità, paura e dubbio per la propria salute non abbia il servizio nei tempi giusti. Ad oggi sono 18.033 gli utenti presi in carico dai consultori provinciali, di questi 6.651 solo nel distretto di Reggio Emilia. I test di screening (pap test/HPV) nel solo distretto di Reggio Emilia sono stati 14.976 nel 2017 (in tutta la Provincia ben 35.758). Le gravidanze seguite nel distretto di Reggio sono 995. Le ore settimanali con la funzione di ginecologo nel distretto di Reggio Emilia sono solo 165 di cui 84 di personale dipendente e 81 di personale convenzionato. Abbiamo solo 14 ostetriche, più un mezzo servizio, per tutto il distretto di Reggio Emilia per assicurare la copertura del servizio.

Sono oltre 26.000 cittadini reggiani sotto i 26 anni che possono usufruire della contraccezione gratuita che diventa anche la possibilità per i consultori di fare visite e colloqui ai giovani di Reggio Emilia sulla salute sessuale.

Con questo documento che discuteremo in consiglio comunale a Reggio Emilia chiediamo alla Regione Emilia Romagna di aumentare i medici ai consultori del territorio perchè il servizio va garantito in tempi brevi per tutti.  

Valutato che
In Regione Emilia-Romagna dal 1 Gennaio 2018 i ragazzi under 26 possono richiedere gratuitamente i contraccettivi nei consultori Ausl. Per farlo, bastano due semplici requisiti: innanzitutto bisogna possedere la residenza in un comune della regione; ed essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Dare alle donne e agli uomini la possibilità di procurarsi metodi anticoncezionali gratuiti è un elemento di protezione, oltre che fisica, psicologica.

È prevista, infatti, l’erogazione gratuita dei contraccettivi – ormonali, impianti sottocutanei, dispositivi intrauterini, contraccezione d’emergenza e preservativi femminili e maschili – nei servizi consultoriali a tutte le donne e uomini di età inferiore ai 26 anni e alle donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni con esenzione E02 (disoccupazione) o E99 (lavoratrici colpite dalla crisi) nei 24 mesi successivi a una interruzione volontaria di gravidanza e nei 12 mesi successivi al parto. Per tutte queste categorie è prevista inoltre la gratuità anche della visita per la contraccezione e l’inserimento e rimozione dei dispositivi intrauterini e impianti sottocutanei.

Ritenuto che
Prendersi cura in ogni fase della vita, già a partire dall’adolescenza, della propria salute sessuale e riproduttiva significa preservare e proteggere la salute globale. Dare alle donne, e agli uomini, la possibilità di procurarsi metodi anticoncezionali gratuiti è un elemento di protezione, oltre che fisica, psicologica: l’esperienza della gravidanza inaspettata, sia che si decida di portarla avanti che di interromperla, incide profondamente sul vissuto delle persone, tanto più se molto giovani. La contraccezione gratuita può contribuire a far diminuire sensibilmente le gravidanze inaspettate e ridurre ulteriormente le interruzioni volontarie di gravidanza, seppur già in costante calo in Emilia-Romagna a partire dal 2006”.

 

Considerato che

Nella Provincia di Reggio Emilia l’Azienda Usl garantisce l’assistenza alle donne tramite la rete dei Consultori Familiari Salute Donna, che conta 26 sedi dislocate sul territorio provinciale.

I consultori a Reggio Emilia si trovano in via Brigata Reggio 22, Via Amendola 2 Padiglione Bortolani e in Viale Monte San Michele 8 in centro storico sono presenti il centro salute famiglie straniere e il consultorio giovani Open G.

In particolare, lo spazio giovani è all’interno del Consultorio familiare. E’ riservato a giovani dai 14 ai 20 anni (singoli, coppie o gruppi) che hanno bisogno di un ambiente riservato in cui affrontare problemi legati alla sessualità, alla vita affettiva e relazionale, oltre a problemi ginecologici, di contraccezione e di prevenzione. Il servizio è ad accesso libero (senza impegnativa del medico di famiglia).
Gli operatori (ginecologi, psicologi, ostetriche, assistenti sociali, assistenti sanitarie) sono formati appositamente per accogliere i giovani e garantire: visita ginecologica, visita psicologica, consulenza dell’ostetrica per gravidanza e contraccezione, educazione sessuale, applicazione legge 194/78 per IVG (interruzione volontaria di gravidanza), consulenza su alimentazione e comportamenti alimentari non corretti.  Il servizio è rivolto anche agli adulti di riferimento: genitori, insegnanti, allenatori sportivi.

Rilevato che
Ad oggi sono 18.033 gli utenti presi in carico dai consultori provinciali, di questi 6.651 solo nel distretto di Reggio Emilia. I test di screening (pap test/HPV) nel solo distretto di Reggio Emilia sono stati 14.976 (in tutta la Provincia ben 35.758). Le gravidanze seguite nel distretto di Reggio sono 995. Le ore settimanali con la funzione di ginecologo nel distretto di Reggio Emilia sono 165 di cui 84 di personale dipendente e 81 di personale convenzionato. Abbiamo solo 14 ostetriche, più un mezzo servizio, per tutto il distretto di Reggio Emilia per assicurare la copertura del servizio.

Il personale con grandi sacrifici riusciva a sostenere il carico di lavoro ma con la nuova positiva delibera della Regione Emilia Romagna si dà la possibilità potenziale ad oltre 26.000 cittadini reggiani sotto i 26 anni di usufruire della contraccezione gratuita che diventa anche la possibilità per fare visite e colloqui ai giovani di Reggio Emilia.

Ad oggi infatti non viene garantito un servizio pieno su otto ore giornaliere in questi ambulatori e i tempi di prenotazione vanno anche di mese in mese. Per far fronte alla richiesta del servizio di salute pubblica a disposizione dei cittadini occorre assolutamente incrementare il personale impiegato in questi servizi.

Il Consiglio Comunale impegna la Giunta e il Sindaco

  •  Mandare questo documento alla Regione Emilia Romagna, oltre ai consiglieri regionali e parlamentari eletti a Reggio Emilia, così da richiedere l’istituzione di un nuovo bando per incrementare il personale in forza lavoro ai consultori del nostro territorio per assicurare così le visite e l’erogazione gratuita dei contraccettivi.

 

Con la contraccezione gratuita serve aumentare i medici in servizio ai consultori, leggi il documento. 

Manifestazione contro il Decreto Salvini 13 Ottobre 2018 a Reggio Emilia

Il decreto sicurezza, o decreto Salvini, oggi uscito dal consiglio dei ministri, prevede l’abolizione della protezione per motivi umanitari. Questo vuol dire che nel momento in cui dovesse diventare legge, 130.000 immigrati perderanno di colpo la possibilità di lavorare, di essere intestatari di beni e persino di contrarre matrimonio con cittadini italiani.

Sempre se il decreto Salvini dovesse diventare legge nella sua forma attuale, verrebbero aboliti gli SPRAR, troppo capillari e dispersivi, che verrebbero sostituiti da veri e propri megacentri di raccolta dei richiedenti asilo. Nel frattempo diversi sindaci leghisti stanno emettendo ordinanze sempre più controverse: a Monfalcone per esempio, la sindaca ha fatto un’ordinanza contro le classi-ghetto che ha il solo scopo di escludere i figli degli immigrati dalle scuole dell’infanzia, mentre a Lodi i figli degli immigrati vengono esclusi dalla mensa scolastica e non possono salire sullo scuolabus coi loro compagni.

Sta accadendo tutto sotto i vostri occhi, è nostro dovere come cittadini dire no a queste barbarie, a Reggio Emilia abbiamo scritto un documento contro il decreto Salvini, una legge folle che aumenterà ancora di più l’immigrazione clandestina e lo scontro sociale nelle nostre città. Invito cittadini e amministratori a presentare questo documento nei propri comuni.  

Reggio Emilia contro il Decreto Salvini 

 

Premesso che
Il 24 settembre il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il cosiddetto decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, firmato dal Presidente Mattarella il giorno 4 Ottobre 2018 con un preciso richiamo nella relazione di accompagnamento al decreto ove si indica: “Avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia,  restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia”.

Considerato che
Rispetto al tema immigrazione  si precisa come nel 2017 in Italia siano state presentate 130mila domande di protezione internazionale: il 52 per cento delle richieste è stato respinto, nel 25 per cento dei casi è stata concessa la protezione umanitaria, all’8 per cento delle persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato, un altro 8 per cento ha ottenuto la protezione sussidiaria, il restante 7 per cento ha ottenuto altri tipi di protezione. Come sottolinea l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), dal gennaio del 2018 le richieste di asilo in Italia stanno diminuendo.

La prima disposizione del decreto prevede l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e disciplina di casi speciali di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario Il presente articolo, apportando modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, prevede l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, valevole per due anni e convertibile in lavoro.

Oggi la legge prevede che la questura conceda un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che presentano “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”, oppure alle persone che fuggono da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione europea. La protezione umanitaria può essere riconosciuta anche a cittadini stranieri che non è possibile espellere perché potrebbero essere oggetto di persecuzione nel loro paese (articolo 19 della legge sull’immigrazione) o in caso siano vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta. In questi casi il permesso ha caratteristiche differenti.

Secondo l’ISPI infatti queste categorie sono del tutto residuali, e l’effetto concreto dell’abolizione della protezione umanitaria rischia di essere solo quello dell’aumento di irregolarità—e cioè l’esatto opposto di quello che ha sempre promesso Salvini—esattamente come è successo con l’emanazione della Bossi-Fini

Con il decreto Salvini questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso dalle questure e dalle commissioni territoriali, né dai tribunali in seguito a un ricorso per un diniego.

  • Sono introdotti altri permessi “protezione speciale”. Si tratta della protezione raccomandata dalla Commissione territoriale in caso non ricorrano i presupposti della protezione internazionale. Ha durata di un anno, rinnovabile previo parere della Commissione territoriale competente, consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Viene in questo caso mantenuto il potere-dovere delle Commissioni territoriali di valutare l’eventuale sussistenza del principio del non refoulement, in coerenza col vigente assetto normativo;
  • “casi speciali”. A differenza della “protezione speciale”, questo permesso di soggiorno viene rilasciato in tutti i casi in cui ricorrano situazioni e motivi di protezione sociale (art. 18 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286). Ha durata di un anno e consente l’accesso ai servizi assistenziali e allo studio, nonché l’iscrizione all’anagrafe e la possibilità di svolgere attività lavorativa. Può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro o studio, qualora il titolare sia iscritto ad un regolare corso di studi;
  • “calamità naturale”. Viene rilasciato dal Questore nei casi in cui lo straniero provenga da un Paese che si trovi in situazione di contingente ed eccezionale calamità naturale, tale da pregiudicare le condizioni di sicurezza in caso di rientro. Questo permesso di soggiorno ha durata di sei mesi, è valido solo sul territorio nazionale e consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
  • “atti di particolare valore civile”. Qualora lo straniero abbia compiuto azioni di particolare valore civile, il Ministro, su proposta del Prefetto competente, autorizza il Questore al rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, rinnovabile, che consente l’accesso allo studio nonché di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Restano in vigore i permessi di soggiorno per “cure mediche”, “protezione temporanea” e “motivi di studio”.

Medici Senza Frontiere ha dichiarato preoccupazione perché possono “essere escluse e lasciate in condizioni di marginalità persone che soffrono di problemi di salute con sintomi non facilmente riconoscibili. Molti di questi pazienti li vediamo ogni giorno nel centro MSF per vittime di tortura e in altri luoghi in Italia.”

 

Il raddoppio dei tempi di detenzione nei centri per il rimpatrio. Nonostante rapporti, appelli e analisi sull’inutilità di posti come i Centri per l’identificazione e l’espulsione (CIE), poi rinominati dall’ex ministro Marco Minniti Centri per il rimpatrio (CPR), il decreto Salvini allunga di nuovo il tempo massimo di trattenimento: se prima una persona poteva essere tenuta 90 giorni, il dl sposta il limite a 180.  Allo stesso modo, prevede che i richiedenti asilo possano restare fino a 30 giorni negli hotspot (luoghi che in teoria dovrebbero servire per l’identificazione). Se non ci sono posti nei CPR, i migranti possono essere rinchiusi negli uffici di frontiera.
Quello che si crea è praticamente una sorta di sistema detentivo parallelo, di tipo amministrativo e ad appannaggio esclusivo di cittadini non italiani (che, sì, è un altro modo per dire su base razziale).

LA RESTRIZIONE DEL SISTEMA SPRAR. Il sistema dei grandi centri si è rivelato un fallimento a più livelli (lo dimostrano inchieste giornalistiche o giudiziarie, testimonianze, analisi), mentre la strada corretta deve essere l’accoglienza diffusa come applichiamo a Reggio Emilia. Il decreto Salvini va esattamente nella direzione opposta. Il provvedimento, infatti, limita lo Sprar (il sistema pubblico per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati realizzato in collaborazione con gli enti locali) e i suoi servizi solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

I richiedenti asilo, invece, finiranno con ogni probabilità nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria): grandi strutture a gestione privata, spesso lontani dei centri abitati, con buona pace di trasparenza e integrazione. Secondo l’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), infatti, “cancellare l’unico sistema pubblico di accoglienza che funziona appare come uno dei più folli obiettivi politici degli ultimi anni, destinato in caso di attuazione a produrre enormi conseguenze negative in tutta Italia, tanto nelle grandi città che nei piccoli centri, al Nord come al Sud.”

Revoca o diniego della protezione internazionale e dello status di rifugiato. Il decreto estende la lista dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria: saranno inclusi anche i reati come violenza sessuale, produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione, furto, furto in appartamento, minaccia o violenza a pubblico ufficiale. La domanda potrà inoltre essere sospesa quando il richiedente abbia in corso un procedimento penale per uno dei reati che in caso di condanna definitiva comporterebbe il diniego dell’asilo. Inoltre, se il rifugiato tornerà nel paese d’origine, anche temporaneamente, perderà la protezione internazionale e quella sussidiaria. Con questo sistema non si tiene conto dei tre gradi di giudizio e le normali tutele previste dalla legge italiana per gli imputati.

 

Riforma della cittadinanza. Per anni in Italia si è parlato di una riforma della cittadinanza ITALIA SONO ANCH’IO che consentisse ai figli di immigrati di diventare cittadini italiani.

Nel decreto immigrazione e sicurezza è previsto che si allunghino i tempi per avere la cittadinanza (che passano da due a quattro anni) e aumenti il contributo per la domanda (da 200 a 250 euro). A differenza che in passato, inoltre, la richiesta potrà essere rigettata anche se a presentarla è il marito o la moglie di un cittadino italiano.

Chi ha conseguito la cittadinanza la può perdere se viene condannato in via definitiva per delitti commessi con finalità di terrorismo. Come spiega Mario Morcone, presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati, “in aperto contrasto con lo spirito e con la lettera della Costituzione, due categorie di cittadini: gli ‘italiani DOC’ e quelli ‘non originali’, ovvero tutti quelli che hanno acquistato la cittadinanza italiana ma sono di origine straniera. E a questi la cittadinanza, secondo il decreto, la si può togliere.”

L’estensione del Daspo Urbano. Nella parte dedicata alla sicurezza, il dl raggruppa tutta una serie di norme che puniscono insubordinazione, povertà e marginalità varie. Prevede il carcere fino a quattro anni invece di una multa per chiunque blocchi o ingombri una strada. Una norma di questo tipo serve a colpire le manifestazioni e i cortei. Ecco, se questo reato viene commesso da un cittadino straniero, a quel punto la sua permanenza in Italia è totalmente interdetta, con rifiuto del permesso di soggiorno.


Evidenziato che

Il Comune di Reggio Emilia (Ente Capofila) con la cooperativa Dimora d’Abramo dal 2009 è entrato a far parte del sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), costituito dalla Rete degli Enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo a seguito di partecipazione ad un bando del Ministero degli Interni che decide quante risorse destinare a tale Fondo. Si è passati dai 15 posti del 2009, agli attuali 48 con progressivi allargamenti.

Ad oggi il Comune di Reggio Emilia conta 48 posti Sprar per uomini adulti o neo maggiorenni, inseriti nel percorso di asilo in Italia, accolti in appartamenti e strutture distribuiti sui Comuni di Reggio Emilia e Quattro Castella e 17 posti Sprar minori (di questi 17 posti, 4 sono dedicati all’accoglienza al femminile), accolti in comunità educativa o in appartamenti per l’autonomia collocati nel Comune di Reggio Emilia

Ad oggi sul territorio del comune di Reggio Emilia risulta una presenza di  richiedenti asilo e protezione internazionale pari a 817 persone soggiornanti  gestite dal sistema prefettizio attraverso due contratti con due raggruppamenti  territoriali  aventi in carico la  gestione dell’accoglienza straordinaria.

Nel corso del 2017-2018 la presenza di richiedenti asilo soggiornanti sul territorio è  diminuita, rispondendo ai principi dell’accoglienza diffusa come applicato sul territorio regionale. Il Comune di Reggio Emilia con una incidenza di meno di 6 persone per unità abitativa, costituisce su scala regionale un’esperienza esemplare in termini di diffusione, in contrasto a forme di accorpamento ed eccessivi assembramenti dei richiedenti protezione internazionale.

 

Sottolineato che
E’ compito dell’amministrazione comunale tutelare la salute e il benessere di tutte le persone presenti sul nostro territorio.

Il consiglio comunale di Reggio Emilia
Si associa ai dubbi e perplessità di ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, e esprime pubblicamente contrarietà rispetto al Decreto Salvini per i danni e caos che la non accoglienza strutturata causerebbe ai territori. Il decreto avrà come esito l’effetto opposto rispetto a quello voluto, ovvero aumenterà la clandestinità di persone che non avranno più un’accoglienza adeguata e, di conseguenza, si acuiranno le tensioni sociali.

Impegna la Giunta

  • A mandare questo documento al Governo, alla Presidenza della Repubblica, ai parlamentari reggiani dando mandato di rivedere radicalmente il testo del decreto, considerando gli esiti positivi dei percorsi avviati e studiando con maggiore dettaglio l’impatto delle riforme sulle tipologie di permessi.
  • A continuare i percorsi di accoglienza e gestione delle persone richiedenti asilo e i programmi di inserimento sul territorio dando visibilità alle esperienze positive di integrazione rese possibili da un sistema di accoglienza diffusa
  • A dialogare con il sistema degli enti locali  regionali per comprendere come potere sostenere il sistema di accoglienza diffuso incentrato sull’integrazione, sulla conoscenza della lingua e sulle opportunità di inserimento socio lavorativo, attuato a partire dalla prima fase di accoglienza senza vanificarne gli effetti.

Reggio Emilia contro il Decreto Salvini, leggi la mozione 

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