IL PARTITO COMUNITA’

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Le associazioni di persone sono legate a scopi materiali o a finalità ideali a breve o medio termine, mentre le comunità sono legati a sentimenti e a quei valori che durano nel tempo e nelle generazioni, producendo appartenenza a una collettività. Per stare bene e vincere ci serve un partito comunità il meno autoreferenziale possibile.

Ieri notte ho riletto il libro di Fabrizio Barca “La Traversata”.
E’ uno di quei libri che non si legge come un romanzo ma come un testo universitario, tornando su dei punti più volte. Ho finalmente compreso il concetto del catoblepismo, è il circolo vizioso che autoalimenta partiti,Stato,poteri forti in un turbinio di sprechi e immobilismo. Più importante ho compreso i tre pilastri del suo pensiero per il Partito Democratico: un’identità di sinistra, una infrastruttura cognitiva e una buona organizzazione.

Un’identità di sinistra per attrarre interesse, giustificare un faticoso impegno e disegnare una visione condivisa dell’Italia che vorremmo. Una infrastruttura cognitiva: un sistema di circolazione e accumulo di conoscenze all’interno e all’esterno, al vertice e nei territori, in orizzontale e in verticale (fra alto e basso, nei due sensi). Un’organizzazione che governi e faccia funzionare questa infrastruttura: nell’alimentazione (moderna) di risorse umane e finanziarie, nei meccanismi incentivanti e di garanzia dei comportamenti, nei diritti-doveri degli iscritti e partecipanti, nella separazione rigida dallo Stato. Questi tre fronti vanno aperti tenendo in considerazione le esperienze degli altri partiti socialdemocratici e di sinistra europei e tornando a stabilire uno stretto collegamento con questi.

Sto lavorando per portare Fabrizio Barca a Reggio Emilia per una cena-incontro pubblica, incontro anticipato da una riunione dedicata con i segretari dei circoli PD della provincia. A presto news.

fabrizio-barca (1)

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