14 Luglio webinar sui diritti lgbti per Voiceit

Sono lieto di invitarvi al Web Lunch Seminar “Le discriminazioni contro le persone LGBTQI+ in Italia: facciamo il punto”, che si terrà domani, martedì 14 luglio. dalle 12.30 alle 15.30.

In questa occasione saranno presentati i dati emersi dalla ricerca empirica condotta da gennaio ad aprile 2020 all’interno del progetto VoiceIt – Strengthening LGBTQI+’s Voice in Politics e che riguardano le percezioni di rappresentanti delle istituzioni pubbliche, rappresentanti politici, persone che si identificano come LGBTQI+ e società civile sui diritti delle persone LGBTQI+ e sulle discriminazioni nei loro confronti, con particolare riguardo alla partecipazione politica.

Sto dando una mano a questa ricerca e questo progetto per coinvolgere la politica a modificare le proprie convinzioni e pensieri rispetto alle richieste delle persone lgbti.

Per le iscrizioni alla diretta potete contattare: info@anzianienonsolo.it

Vergognoso non ricordare i Martiri del 7 Luglio

Trovo vergognoso che Lega e Forza Italia in Regione Emilia-Romagna si siano opposti al ricordo dei martiri reggiani del 7 Luglio 1960.

Quel giorno le forze dell’ordine sparano sulla folla durante una manifestazione sindacale uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Un avvenimento talmente importante che ieri in piazza eravamo a centinaia (ben distanziati) per ricordarlo.

Impedire il ricordo di questi martiri in una sede istituzionale vuol dire negare la propria storia cittadina, compito che come amministratori dobbiamo portare avanti in primo luogo come rispetto alle famiglie delle vittime, per chi ha vissuto direttamente quei fatti ma soprattutto per chi è venuto dopo e non li ha conosciuti direttamente.

Penso soprattutto ai giovani, la libertà di manifestazione sindacale (lo ha ricordato bene Maurizio Landini ieri dal palco) deve essere vista non come una concessione o una regalia venuta dal nulla ma come una conquista che parte proprio dal 7 Luglio 1960 a Reggio Emilia e al sacrificio di sangue dei ragazzi con le magliette a strisce.

Gabriele Delmonte e Maura Catellani, consiglieri reggiani della Lega in Regione, i morti di Reggio Emilia sono martiri cittadini di tutti, anche vostri. Infangano con un brutto dibattito in aula e impedendo il loro ricordo avete disonorato la comunità di Reggio Emilia, che in teoria dovreste rappresentare, in un giorno simbolico e importante come il 7 Luglio.

Vi invito a partecipare non solo alle manifestazioni cittadine ma ai laboratori storici che Istoreco e Anpi propongo per la cittadinanza, non vi ho mai visto a nessuno di questi appuntamenti.

Primo Tricolore a Patrick Zaki

In Consiglio Comunale a Reggio Emilia abbiamo votato il documento proposto da Possibile e Amnesty International per chiedere al Governo perchè si impegni a livello internazionale per la scarcerazione di Patrick Zaki, attivista per i diritti civili in Egitto. 🇪🇬Appena Patrick Zaki sarà uscito dalla prigione per attivisti politici, consegneremo copia del primo Tricolore, la nostra più alta onorificenza, in una cerimonia ufficiale. 🇮🇹👇👇👇 IL MIO INTERVENTO IN AULA 👇👇👇

Posted by Dario De Lucia on Tuesday, July 7, 2020

Patrick George Zaki è uno studente iscritto all’Università di Bologna in stato di detenzione preventiva dal 7 febbraio 2020, si trova ora nelle carceri egiziane.

Patrick potrebbe rimanere in carcere ancora molto tempo. Rischia dai cinque anni all’ergastolo e la custodia cautelare, invece, potrebbe essere rinviata in modo indefinito come accaduto finora e anche ad altri attivisti prima di lui (sono 1600 le persone detenute in Egitto alle quali è stata rinnovata la detenzione preventiva).

Le accuse rivolte a Patrick sono le stesse che colpiscono persone che svolgono attività del tutto legittime secondo il diritto internazionale e che in Egitto hanno raggiunto in questi anni centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati, esponenti di organizzazioni per i diritti umani;

L’attivismo di Zaki e la lotta per i diritti delle minoranze oppresse andava dalla comunità Lgbtqi+ fino alle comunità cristiane cacciate dal nord del Sinai, a causa dell’avanzata dello Stato Islamico.

L’attivista e ricercatore Patrick Zaki, imprigionato in Egitto.

In Consiglio Comunale a Reggio Emilia abbiamo presentato con Fabiana Montanari la proposta di Possibile e Amnesty International per chiedere al Governo Italiano perchè si impegni a livello internazionale per la scarcerazione di Patrick Zaki, attivista per i diritti civili in Egitto.

Appena Patrick Zaki sarà uscito dalla prigione per attivisti politici, consegneremo copia del primo Tricolore, la nostra più alta onorificenza, in una cerimonia ufficiale.

🏳️‍🌈 Per un ambulatorio trans* a Reggio Emilia

🏳️‍🌈 Abbiamo approvato in Consiglio Comunale a Reggio Emilia la mozione sull’emergenza farmaci per le persone trans* e per la creazione di un punto d’accesso sanitario specializzato per la salute delle persone in transizione di sesso a Reggio Emilia.

L’Emilia Romagna è la regione più popolata da persone Trans e ad oggi esiste un solo punto d’accesso per visite endocrinologiche, psicologiche e chirurgiche, a Bologna, che deve sopperire a tutte le richieste della nostra Regione.

Con le restrizioni di spostamento da un Comune all’altro e le attività ambulatoriali sospese, dovuto al Coronavirus, molte persone hanno riscontrato enormi difficoltà nel reperire i piani terapeutici per i farmaci, che ricordo essere farmaci salva vita, oltre che a eseguire le visite programmate che consentono l’accesso agli stessi.

Considerate che una persona a inizio transizione mediamente deve spostarsi a Bologna una volta alla settimana e non sempre parliamo di giovani, automuniti o con un supporto familiare alle spalle. Pensiamo a chi abita nella nostra montagna o nella bassa reggiana che difficoltà può avere, se non automunito, a raggiungere il centro medico di Bologna.

✊ Reggio Emilia ancora una volta è in prima fila nella lotta alle diseguaglianze e si prende l’impegno di lavorare per la salute di centinaia di cittadini e cittadine del nostra Provincia.
(Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto)

Più agenti alla Questura di Reggio Emilia

La Questura di Reggio Emilia è stata riconosciuta a questura di seconda fascia, questo dovrebbe portare un gran numero di agenti (si ipotizza cinquanta agenti) sul territorio e proprio di questo si parlerà nel consiglio comunale lunedì 4 Maggio.  

Nel 2008 il Governo Berlusconi decise il blocco del turn over. Nell’arco di un decennio gli effettivi della Polizia di Stato sono diminuiti di oltre il 15%. A Reggio si è passati da 270 a 230 agenti. Poi il Governo Gentiloni sbloccò le assunzioni e il Governo Conte I e II sta proseguendo sulla stessa strada.

Il piano di riassetto delle Questure quantificava per la Questura di Reggio una carenza d’organico di 115 unità, da colmare con le assunzioni previste dal Documento di economia e finanza.

All’epoca però il Ministro dell’Interno Matteo Salvini fece nel luglio 2018 non fece arrivare neanche un agente del nutrito contingente interforze di 591 uomini che entrò in servizio in tutta l’Emilia-Romagna, con Reggio unica provincia rimasta a bocca asciutta.

Ad oggi la Questura può contare su 295 uomini e donne suddivisi tra personale in divisa e personale civile (30 persone). Riteniamo necessario e positivo che la Questura di Reggio Emilia sia elevata dall’attuale terza fascia a quella superiore di seconda fascia, passando così a una maggiore dotazione di agenti

Gli agenti della Questura di Reggio Emilia

Siamo vigili e attenti perché dalla firma della legge sul riordino delle questure del dicembre 2019 ad oggi sono molte le richieste di parlamentari e città da tutta Italia che nel riordino hanno visto perdere uomini (ad esempio la questura di Modena è stata declassata).

Il coronavirus ha stoppato anche i concorsi pubblici quindi l’arrivo degli agenti sembra slittare, noi invece vogliamo la sicurezza che gli agenti arrivino e dei tempi e numeri certi.

Ringrazio il sindacato SILP CGIL e il suo segretario Emanuele Biondi oltre a tutti gli agenti che mi hanno segnalato la questione, in consiglio comunale faremo il punto e manderemo il documento approvato al Ministero dell’Interno, ribadiamo il nostro impegno come Partito Democratico a tutti i livelli per far arrivare gli agenti che spettano alla questura di Reggio Emilia il prima possibile.

Il tema della visita al congiunto: è un coming out involontario ma gestibile

Il Governo ha precisato, in una seconda nota stampa, che la visita ai congiunti, ovvero parenti e persone a cui si è legate da uno stabile legame affettivo, non comprende gli amici.

Tutto chiaro salvo il problema che centinaia di migliaia di persone in Italia si troveranno potenzialmente nelle condizioni di fare coming out (dichiarare il proprio orientamento sessuale), dichiarando nel corso di un controllo da parte delle forze dell’ordine di essere omosessuali.

Si tratterebbe di una sorta di coming out “forzato” relativo al proprio affetto stabile, fidanzata o fidanzato.

Io e la consigliera Fabiana Montanari proviamo a fare chiarezza dopo aver sentito i legali di Arcigay e esserci informati dalla forze dell’ordine.

Se il problema può considerarsi superato per alcune persone o magari di poco conto per chi abita in grandi metropoli, per chi abita in piccoli paesi la cosa è molto diversa: essere omosessuale in certe realtà viene visto ancora come uno stigma.

Inoltre il problema si pone per le persone ancora minorenni che vivono con i genitori e non sempre hanno dichiarato in famiglia il proprio orientamento.

Omofobia e transfobia nel nostro paese sono ancora piuttosto diffuse e questo comporta la necessità di una maggiore tutela verso le persone LGBTI* quando esse siano restie a dichiarare il proprio orientamento sessuale e identità di genere.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni e preoccupazioni da parte di giovani ragazze e ragazzi di Reggio Emilia e della Provincia che abitano in piccoli paesi rispetto a questo problema. Vogliamo però tranquillizzarvi.

L’autocertificazione è un documento di natura essenzialmente dichiarativa che mira a informare le forze dell’ordine in punto ai motivi per cui ci si muove, che debbono rientrare in un elenco specifico già pre impostato per facilitare i cittadini nella compilazione.  Tutti i dati in esso contenuti sono coperti dalla privacy e non possono in alcun modo essere diffusi: servono unicamente per permettere di controllare se quanto affermato risponda o meno al vero.  Questa precisazione è molto importante perché riportare informazioni false o non sottoscrivere l’autocertificazione può esporre sia a sanzioni che a denuncia penale.  

Tuttavia non esiste alcun obbligo di rivelare le generalità dell’affetto stabile. Dato estremamente positivo perché se ne tutela la privacy.

Detto questo, in caso di controllo, è sempre bene essere il più sinceri possibili: evitare un coming out infatti potrebbe impedire l’indagine in punto a quanto autocertificato esponendoci a una sanzione.

E’ bene quindi spiegare che si sta andando ad incontrare il proprio affetto stabile, findanzato/a e richiedere, qualora fosse necessario, di non dare le generalità della persona che si sta andando ad incontrare e specificare il motivo.  

E’ anche possibile, in caso di presenza di più persone (in ipotesi di posto di controllo effettuato in un parco o in una zona di ampio passaggio) richiedere alle forze dell’ordine di spostarsi in un luogo non affollato per spiegare la situazione.

Un dialogo aperto e sincero con l’operatore che vi trovate di fronte è probabilmente un ottimo modo per evitare la sanzione, dando il maggior numero di informazioni possibili al fine di non mettere in eccessiva difficoltà né la vostra persona né il partner che vi attende.

A questo proposito riportiamo le parole di Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda Reggio Emilia: Invitiamo le forze dell’ordine a continuare a rispettare la delicatezza delle situazioni personali, comprendendo la difficoltà di chi si troverà costretto a confidare quello che è un dato sensibile in fase di controllo, magari per la prima volta nella vita. Rimaniamo inoltre a disposizione di chi nella comunità LGBTI+ ha bisogno di delucidazioni prima di andare a visitare “il congiunto”, sia questi la fidanzata, il ragazzo, o la suocera del coniuge unito civilmente; abbiamo già chiesto pareri alla nostra consulente legale, che rimane a disposizione gratuitamente per consulenze mirate su casi specifici e questo servizio resterà attivo in tutto questo periodo tramite i nostri canali social. Insieme sapremo trasformare queste limitazioni in un presupposto per il maggiore riconoscimento delle coppie e delle famiglie LGBTI.

Per richiesta informazioni e supporto potete contattare Arcigay Gioconda al numero: + 39 347 307 2286info@arcigayreggioemilia.it

Coronavirus: riattivare i GAS

Nel consiglio comunale di Lunedì 4 Maggio è stata approvata da tutte le forze politiche  la richiesta dei GAS – gruppi di acquisto solidale- per svolgere l’attività all’interno del Comune di Reggio Emilia.

I GAS sono gruppi di cittadini che acquistano prodotti agricoli direttamente dai produttori locali in grandi quantità per poi dividerli tra i propri associati.

I nove gruppi di acquisto solidale attivi nel reggiano, Iqbal Masih, GAM6 Gruppo D’Acquisto Solidale Mag6, Le Giare, Fermento Naturale, Bottega Diversa, Il Giarello, Il Nocciolo, UP e MeoMondo, hanno inviato nella settimana scorsa una comunicazione alla Prefettura, Regione, Provincia e Comune di Reggio Emilia.

Nei vari decreti del Governo e ordinanze della regione questi gruppi di cittadini non sono stati contemplati anche se sono riconosciuti da una legge nazionale dal 2007 trovandosi impossibilità nel svolgere l’operazione di acquisto dagli agricoltori e della distribuzione in sicurezza agli associati. Con la votazione in Sala del Tricolore i consiglieri chiedono al Prefetto di consentire l’attività dei GAS sul territorio reggiano con modalità rispettose delle indicazioni sanitarie per evitare il contagio da Covid-19.

Sono realtà importanti e positive per il tessuto reggiano. I GAS propongono una concezione più umana ed etica dell’economia, cioé più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, tendendo a promuovere uno stile e un atteggiamento critico che unisce le persone invece di dividerle, un approccio più etico e umano di fare la spesa.