50% sconto per le campagne di affissione per le associazioni reggiane

Un aiuto concreto per le associazioni di Reggio Emilia: centri sociali, associazioni culturali, mondo del volontariato avranno la scontistica del 50% per le campagne di affissione per promuovere raccolte fondi, alimentari di promozione del 5×1000.

L’emergenza sanitaria e le limitazioni imposte dal lockdown prima e dai successivi decreti hanno duramente colpito il tessuto del volontariato e dell’associazionismo.

Se infatti è aumentata la disponibilità di volontari e di donazioni nel 2020 risulta chiaro che le esigenze in termini di attività e di supporto economico sono aumentate e saranno costanti nei prossimi anni.

Per questo ho presentato ed è stato approvato in Sala del Tricolore una modifica al regolamento affissioni per supportare il mondo del volontariato e dell’associazionismo reggiano. Permettendo così a tutte le realtà (come circoli, pubblica assistenza, associazioni culturali, ecc. ecc.) che si occupano dei bisogni delle persone, animali e del territorio di avere la scontistica al 50% sulle affissioni se propongono raccolte alimentari, raccolte fondi e campagne per il 5×1000.

Vietata la vendita di gadget nazi-fascisti a Reggio Emilia

Vietare la concessione di occupazione di aree pubbliche, sia permanenti che temporanee, finalizzate in tutto o in parte alla vendita o alla promozione di materiale di propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa.

VALUTATO CHE

Lo Statuto del Comune di Reggio Emilia afferma che

– all’art. 13 “Funzioni proprie” co. 2 recita:

Il Comune nell’esercizio delle proprie funzioni si ispira ai Principi della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, persegue gli obiettivi politici e sociali sanciti dalla Costituzione della Repubblica.

– all’art. 13 “Funzioni proprie” co. 3 lett. a) recita:

3. Il Comune in particolare opera per:

  1. salvaguardare e consolidare i valori di libertà, antifascismo, eguaglianza, giustizia sociale, democrazia e solidarietà, contro ogni forma di totalitarismo;

Valutato inoltre la recente mozione approvata “Iscrizione della città di Reggio Emilia all’Anagrafe Nazionale Antifascista istituita dal Comune di Stazzema” dove il Comune aderisce alla Carta Antifascista di Stazzema. 👉 https://anagrafeantifascista.it/

VALUTATO INOLTRE CHE

Diversi comuni in Italia stanno dando piena applicazione alle interpretazioni della Legge Mancino. In particolare nel territorio di Reggio Emilia, il comune di Scandiano (secondo comune per abitanti della nostra Provincia) ha aggiunto al proprio regolamento punti come quelli proposti in questo emendamento.

SI AGGIUNGE AL REGOLAMENTO

3. E’ vietata la concessione di occupazione di aree pubbliche, sia permanenti che temporanee, finalizzate in tutto o in parte alla vendita o alla promozione di materiale di propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa.

4. E’ vietata la vendita e la diffusione di gadget fascisti e nazisti di produzione successiva a quella fascista e nazista con chiari intenti apologetici; pertanto tutti gli oggetti di quell’epoca che possono invece ritenersi documenti e oggetti di valore storico, devono riportare espressamente l’indicazione “Documento storico”, nel rispetto della vigente normativa in materia di contrasto all’apologia di fascismo” e dello spirito antifascista della Repubblica italiana, su tutto il territorio comunale sia all’interno delle installazioni commerciali a posto fisso che attraverso le altre forme di distribuzione (es. banchi commerciali su aree pubbliche in occasione di Fiere e/o altre manifestazioni).

Un piano antenne a Reggio Emilia

La storia di Via Portelle delle Ginestre del quartiere Canalina è stato per me e gli altri consiglieri un passaggio chiaro. Serve condivisione e pianificazione con la cittadinanza rispetto a queste scelte.

La mozione (firmata da consiglieri di M5s, Pd, Immagina Reggio e Reggio E’) chiede al Comune di redigere, come già realizzato in altre amministrazioni, un piano antenne. Infatti si chiede di individuare preventivamente aree idonee alla collocazione di nuovi pali per le stazioni radio base. Inoltre tutti i passaggi saranno annunciati per tempo e saranno convocate congiuntamente la commissione pubbliche Territorio (del PD) e quella Bilancio (del m5s) per vedere preventivamente l’installazione di nuovi impianti che possano richiedere la concessione di suolo pubblico.

Ci tengo a ringraziare l’assessora Carlotta Bonvicini, si è dimostrata da subito attenta a questa tematica di tutela ambientale e di partecipazione, come del resto lo è da inizio legislatura. Abbiamo lavorato insieme in maniera proficua.

Come funziona l’iter per l’installazione di un antenna 4G o 5G?

Il ruolo del Comune nella procedura autorizzativa per le installazioni e le riconfigurazioni di infrastrutture di comunicazione elettronica è normato a livello nazionale dal D.L. 259 del 01/08/2003e ss.mm.ii. e a livello regionale dalla LR 30/2000 e relativa DGR 1138/2008. 

Nell’ambito dei procedimenti inerenti gli impianti di telefonia mobile il Comune svolge una propria attività istruttoria e si avvale di Enti per la valutazione tecnica e di impatto sulla salute che sono rappresentati rispettivamente da ARPAE e AUSL. 

In particolare ARPAE provvede per i procedimenti in corso a verificare in via preventiva che i livelli di emissione dei campi elettromagnetici rispettino i valori di riferimento previsti dalla normativa di settore, ed esprime un parere tecnico sull’installazione; di concerto anche AUSL esprime il proprio parere sanitario in merito alla tutela della salute dei cittadini. 

Solo a fronte dei due pareri favorevoli di Arpae e Ausl e degli esiti positivi degli altri accertamenti istruttori il Comune provvede al rilascio dell’eventuale autorizzazione.

Le richieste per l’installazione di nuovi impianti (e la relativa documentazione tecnica) ad oggi sono pubblicate sull’Albo Pretorio del Comune, per offrire al cittadino un’ulteriore opportunità di prenderne visione ed eventualmente presentare proprie considerazioni/osservazioni.

La consultazione dell’albo pretorio del Comune non è di attenzione continua per il cittadino e per gli stessi  consiglieri comunali per questo serve

IMPEGNA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • A redigere un piano antenne che possa individuare preventivamente aree idonee alla collocazione di nuovi pali per le stazioni radio base;
  • Comune buona prassi per sviluppare una corretta informazione alla città circa le domande pervenute, a relazionare periodicamente in commissione consiliare pubblica congiunta Ambiente e Territorio e Bilancio le richieste di installazione di nuovi pali che possano richiedere concessioni di suolo pubblico.

Reggio Emilia sostiene la legge popolare europea “Nessun profitto sulla pandemia”

“Nessun profitto sulla pandemia” è la proposta di legge popolare europea che vuole rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte.

Firma anche tu la legge popolare europea

I cittadini dell’UE hanno il diritto di rivolgersi direttamente alla Commissione europea con un’iniziativa dei cittadini europei per proporre un atto legislativo concreto. Affinché un’iniziativa possa essere presa in considerazione dalla Commissione, è necessario che 1 milione di persone provenienti da tutta la UE firmi a suo sostegno.

Il 4 luglio 2020 è stata presentata alla Commissione la richiesta di registrazione di una proposta di iniziativa dei cittadini europei intitolata «Diritto alle cure».

Ho depositato in Comune a Reggio Emilia una mozione per sostenere questa proposta di legge europea e dare a tutti i cittadini la possibilità di firmarla in Comune.

1. Salute per tutti
Abbiamo tutti diritto alla salute. In una pandemia, la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente, velocemente, in tutto il mondo. Un’azienda privata non dovrebbe avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. I brevetti forniscono ad una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la loro disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno.

2. Trasparenza ora!
I dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci dovrebbero essere pubblici. I contratti tra autorità pubbliche e aziende farmaceutiche devono essere resi pubblici.

3. Denaro pubblico, controllo pubblico
I contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e trattamenti. Ciò che è stato pagato dal popolo dovrebbe rimanere nelle mani delle persone. Non possiamo permettere alle grandi aziende farmaceutiche di privatizzare tecnologie sanitarie fondamentali che sono state sviluppate con risorse pubbliche.

4. Nessun profitto sulla pandemia
Le grandi aziende farmaceutiche non dovrebbero trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati. L’erogazione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe sempre essere accompagnata da garanzie sulla disponibilità e su prezzi controllati ed economici . Non deve essere consentito a Big Pharma di depredare i sistemi di assistenza sociale.

Tra le associazioni che sostengono la proposta c’è anche la CGIL.
Il segretario Maurizio Landini in questi giorni è intervenuto a supporto della legge popolare.

Le associazioni proponenti a livello europeo sono diverse centinaia.
Qui la lista di quelle italiane: Associazione Laudato si, Associazione Per un’Europa dei Popoli, Attac Italia, CGIL, CIPSI, CISL, CNCA, Comitato Stop TTIP Udine, Cobas, Dico 32, Emergency, FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Forum Acqua, Forum per il Diritto alla Salute, Fronte Popolare, Gruppo Abele, Gruppo PALADE, Gruppo Solidarietà, IFE Italia, INTERSOS, La Sinistra Legnano in Comune, La Via Libera, Libera, LILA Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, MDP/art1, Medici per l’ambiente, Medicina Democratica, Oxfam italia, Partito del sud, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo, Punto Rosso, Reti di Pace, SIMM – Società Italiana Medicina delle Migrazioni – Italian Society of Migration Medicine, Sinistra Anticapitalista, Sinistra Europea, Sinistra Italiana, transform! Italia, UIL, Un Ponte Per, USB, Verdi.

COSA SI CHIEDE AL COMUNE DI REGGIO EMILIA?

IL CONSIGLIO COMUNALE VALUTA

Positiva la proposta di legge di iniziativa popolare “Nessun profitto sulla pandemia”, l’accesso alle cure e alla salute un diritto inalienabile e non di dipendenza del mercato.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

A supportare la diffusione della raccolta firme della proposta di legge di iniziativa popolare europea “Nessun profitto sulla pandemia”, con tutti gli strumenti web e stampa oltre a prevedere iniziative rivolte alla cittadinanza per la spiegazione della proposta di legge.

Al 10 marzo 2020 i firmatari della proposta sono 100.034 di cui 29.569 italiani. L’obiettivo è di raccogliere a livello europeo un milione di firme. Invito tutti a firmare!

germano nicolini reggio emilia partigiano

Una via a Reggio Emilia per Germano Nicolini. Grazie Comandante Diavolo!

Germano Nicolini è persona importante per la storia di Reggio Emilia, della Provincia reggiana e della nazione italiana per i suoi atti di eroismo per la Liberazione dal nazifascismo e di riconciliazione nazionale nel dopoguerra.

Germano Nicolini, partigiano.

Chi era Germano Nicolini?

Nella sera di Sabato 24 Ottobre 2020 è purtroppo scomparso all’età di 100 anni Germano Nicolini.

Germano Nicolini nasce a Fabbrico, nella Bassa reggiana, il 26 novembre 1919, da una famiglia di contadini proprietari . Durante la seconda guerra mondiale divenne ufficiale del 3° reggimento carri. Imprigionato l’8 settembre 1943 a Tivoli riesce a fuggire. Torna in Emilia, dove si unisce alla 77esima brigata Sap “Fratelli Manfredi” diventando comandante di 900 uomini, avrà tre differenti nomi di battaglia, prima “Demos”, poi “Giorgio” ed infine “Diavolo”.

Durante la guerra partecipò a tredici scontri a fuoco e a due battaglie in campo aperto, quelle di Fabbrico e di Fosdondo (dove invece perì, fra gli altri, Luciano Tondelli), contro i nazifascisti, riportando due ferite. Dopo la liberazione venne nominato comandante della piazza di Correggio, quindi ufficiale addetto ai rapporti tra il governatorato e le amministrazioni comunali della bassa reggiana dal governatore americano Adam Jannette.

Si distinse anche per l’equilibrio e la difesa di prigionieri fascisti appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana, evitando in più occasioni – come testimoniarono al processo di Perugia del 1947 alcuni di essi – tentativi di giustizia sommaria. Fu anche responsabile partigiano del carcere di Correggio e in tale ruolo, il 27 aprile 1945, respinse il primo di due assalti alla prigione da parte dei partigiani, i quali, senza un mandato del Comitato di liberazione nazionale, volevano prelevare sette repubblichini

Si distinse nell’immediato dopoguerra come Segretario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Correggio, pioniere della riconciliazione nazionale aprendo una mensa del reduce cui potevano accedere partigiani ed ex-fascisti che non si erano macchiati di crimini. 

Germano Nicolini, intervista alla Gazzetta di Reggio.

Alle elezioni amministrative del marzo 1946 fu eletto nel Consiglio comunale di Correggio con la lista del Partito Comunista Italiano: a fine dicembre dello stesso anno, dopo le dimissioni del Sindaco Arrigo Guerrieri, divenne primo cittadino, ricevendo anche i voti di tre consiglieri dell’opposizione democristiana, in una zona e in un periodo ancora turbati dalle vendette e dai delitti di stampo politico. Fondendo gli ideali comunisti con quelli cattolici, si impegnò principalmente per la popolazione più bisognosa e per gli ex combattenti della guerra.

Il 18 giugno 1946 viene assassinato don Umberto Pessina; dopo otto mesi l’accusa infamante: lo si vuole, a tutti i costi, colpevole del delitto, prima come esecutore materiale e poi come mandante. Viene arrestato il 13 marzo 1947; il 26 febbraio 1949 la Corte d’Assise di Perugia lo condanna a 22 anni di carcere ed alla perdita di ogni diritto civile e militare: ne sconta 10, per sopravvenuto indulto a favore di ex appartenenti alle formazioni partigiane. Per quasi mezzo secolo grida la sua innocenza e chiede, inascoltato, che lo si aiuti per la revisione del processo. Eloquente, al riguardo, il titolo del suo voluminoso libro-memoriale, “Nessuno vuole la verità”. Poi la confessione dei veri colpevoli (settembre 1991) e la loro condanna (1993). Finalmente la revisione del processo: la Corte di Appello di Perugia, in data 8 giugno 1994, lo assolve con formula piena, vittima di macchinazione politico-inquisitoriale.

Nel novembre 2000 l’allora ministro per le politiche comunitarie Gianni Francesco Mattioli chiese pubblicamente perdono a Nicolini per l’operato del padre, Pietro, pubblico ministero al processo di Perugia del 1947. In un’intervista affermò: «Si voleva far condannare Nicolini che essendo cattolico e comunista, non piaceva alla gerarchia cattolica né ai vertici comunisti. Credo che [mio padre] se fosse stato vivo quando si appresero le manomissioni del materiale inquisitorio, avrebbe sofferto grandemente. Aveva molto rispetto per Germano Nicolini, al contrario della corte». Mattioli ricordò che all’epoca monsignor Socche si era presentato due volte a casa loro per chiedere al padre la condanna di Nicolini. Anche l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga il giorno dopo la confessione di Gaiti telefonò personalmente a Nicolini chiedendo scusa a nome dello Stato Italiano.

germano nicolini reggio emilia partigiano
A Reggio Emilia dedicheremo una via a Germano Nicolini, leggi la mozione.

Nel marzo 1997 è stata conferita a Germano Nicolini la medaglia d’argento al valore militare per attività partigiana, ricevuta effettivamente in una cerimonia il 4 novembre; pochi giorni prima Nicolini aveva nuovamente ottenuto i gradi di capitano revocati dopo la condanna.

La motivazione: “Ufficiale dell’Esercito, dopo l’8 settembre, fuggiva dalla cattura ed entrava in formazione partigiana e difesa della Patria invasa. Durante il lungo periodo di appartenenza alle formazioni e nelle numerose azioni di combattimento dimostrava brillanti doti di organizzatore e di comandante, sprezzante di ogni pericolo. La sua opera è stata giudicata cospicua, perché svolta in difficili condizioni, in zona di pianura costantemente controllata dal nemico. Considerato uno dei migliori combattenti della Resistenza reggiana”

Il 25 aprile 2017, a 97 anni, partecipò a Carpi alla cerimonia pubblica ufficiale del 72º anniversario della Liberazione, con un intervento dal palco del teatro comunale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Cosa si chiede al Comune di Reggio Emilia?

  • A inserire il nome di “Germano Nicolini, partigiano” nei toponimi, passati gli adeguati tempi di legge (10 anni), degni di attribuzione per una via, parco o piazza della città di Reggio Emilia.
  • A prevedere un momento ufficiale nelle celebrazioni del 25 Aprile 2021 di ricordo per Germano Nicolini.
  • Prevedere con Anpi e Istoreco momenti rivolti alle scuole per spiegare ai giovani la figura di Germano Nicolini, uomo importante della nostra comunità.

Sabato 13 Marzo raccogliamo firme antifasciste a Rosta Nuova

📝 Sabato 13 Marzo i liberi cittadini di Rosta Nuova invitano a firmare la proposta di legge popolare promossa da Anagrafe Nazionale Antifascista.

Qui potete leggere la proposta di legge “Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”

Ho depositato in Comune a Reggio Emilia due mozioni per supportare questa proposta di legge, portale nel tuo comune!

La legge se approvata in Parlamento porrebbe fine a un fenomeno che da tutti gli antifascisti è sempre stato ritenuto un insulto alla nostra Costituzione e fino a oggi non è mai stato punito.

L’appuntamento è Sabato 13 Marzo dalle 10.00 alle 13.00 con riferimento piazza Neruda, a metà di via Wybicki nel quartiere Rosta Nuova.
Ricordiamo a tutti le disposizioni sanitarie anticovid, usiamo la mascherina e teniamo 1 metro di distanza.

Sarò sul territorio con i cittadini di Rosta Nuova per autenticare le firme, se passate vi saluto tutti volentieri!

Chi non riuscisse a passare può firmare la proposta di legge tutti i giorni alla mattina presso l’URP del Comune di Reggio Emilia in Via Luigi Carlo Farini 2/1. C’è tempo fino al 31 Marzo 2021.
Si può prendere appuntamento a questo link

Vieni a trovarci sabato 13 a Rosta Nuova per firmare la legge antifascista

Esistono uomini, ominicchi e quaquaraqua’ e io sono un uomo. Saluto il PD

Dopo 13 anni di militanza lascio da attivista e da consigliere comunale di Reggio Emilia il Partito Democratico ed entro per ora nel gruppo misto in Sala del Tricolore.

Una decisione che ho preso con il cuore pesante e che ho comunicato oggi all’aula in apertura dei lavori (in video collegamento) del Consiglio comunale.

Ho spiegato in apertura come motivazione generale il dissenso al Governo Draghi di larghe intese e ho spiegato di non volermi trovare “in imbarazzo” in un partito che lo sostiene.

Voglio essere libero per quelle che saranno le scelte future legate alle tematiche del lavoro e ai lavoratori. Il 31 Marzo finisce il blocco dei licenziamenti e siamo pronti a una stagione che di sicuro ci vedrà di nuovo in piazza come lavoratori per difendere i nostri diritti e contrastare la precarietà.

Non voglio più trovarmi in situazioni ambigue come quella del 2015 durante lo scontro voluto da Matteo Renzi per l’abolizione dell’Articolo 18 – il licenziamento senza giusta causa – dove con la CGIL, il mio sindacato al quale sono iscritto da quando lavoro, eravamo in piazza e poi a raccogliere le firme per i referendum. 

Ma alla base dell’addio c’è la “cesura insanabile” che si e’ consumata col Pd provinciale sulla crisi del Governo Conte a fine gennaio, che si poteva appianare ma e’ mancata la volontà. Pietra dello scandalo un post su Facebook dove ho messo foto che ritraevano Matteo Renzi e il capogruppo dem alla Camera ed ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, con il commento: “Il numero due di Renzi era Graziano Delrio. Ricordiamo il passato per migliorare il futuro”.

Un gesto da cui la segreteria provinciale del Partito Democratico ha preso ufficialmente “le distanze” in modo aspro da sfiducia. La strappo di Gigliola Venturini, Massimo Gazza, Antonella Incerti, Matteo Panari e Maino Marchi, mi porta a dire addio al PD.

Esistono uomini, ominicchi e quaquaraqua’ e io sono un uomo. E allora per coerenza e per una questione di dignita’ che non e’ orgoglio, preferisco andare e tenermi la dignità.

Ho parlato con le persone che mi hanno votato. A parte 7 persone le altre (mi hanno votato 900 persone) mi hanno detto di andare e penso che sia giusto anche nei loro confronti.

Nel Gruppo misto farò attività politica per quello che riguarda il mandato ma penso che sia arrivato il momento di riflettere anche su quella che può essere una conformazione che arrivi al 2024 con un approccio progressista, laico e anche di rappresentanza delle forze di sinistra, perché il PD per come l’ho conosciuto si è modificato e, per quanto ci siano persone meravigliose, non credo che possa essere una soluzione.

Ho sempre tenuto una grande attenzione al dialogo e con i cittadini della mia comunità, in questa seconda legislatura sono arrivato alla saturazione perchè la politica locale è diventata sempre più autoreferenziale e pasticciona, non ho più intenzione di giocarmi la faccia di fronte ai cittadini della mia comunità a queste condizioni. Non ultimo, per fare un esempio, la questione dell’antenna 4G nel quartiere Canalina, è stato fatto un errore metodologico e di partecipazione, io per coerenza ho dato ragione ai residenti.

Ci sarà da parte mia collaborazione sulle tematiche di lavoro, sui documenti di bilancio e spero che si possa trovare una mediazione, partendo come sempre dai contenuti che sono la cosa piu’ importante.