dimora d'abramo richiedenti asilo de lucia gazzetta di reggio 12 luglio 2017-page-001 (5)
Mi trovo ora a Roma per un corso di formazione fissato da mesi e con rammarico non potrò essere presente alla commissione consigliare di mercoledì 12 Luglio con Dimora D’Abramo che si svolgerà in Comune alle 18.30

Commissione che ho richiesto con forza assieme a consiglieri comunali di tutti gli schieramenti politici di Sala del Tricolore per fare luce su come vengono spesi i fondi pubblici che Dimora d’Abramo riceve per la gestione di questi nostri nuovi concittadini.

Consegno alla Presidente della Commissione terza welfare Emilia Davoli e all’Assessore Matteo Sassi le quattro domande per il Presidente Luigi Codeluppi elaborate con un gruppo di cittadini interessati al benessere dei richiedenti asilo e dei lavoratori di Dimora d’Abramo. Ci tengo a ringraziare i lavoratori di Dimora d’Abramo e tutti gli operatori che ogni giorno sono sul campo svolgendo questo lavoro difficile con dedizione a fronte di un trattamento economico non sempre adeguato.

1. Perché l’utile di oltre 900.000€ del 2015 (quintuplicato rispetto al 2014) che proviene per larghissima parte dai fondi pubblici erogati dalla Prefettura per i richiedenti asilo non viene speso per progetti e attività per i richiedenti asilo?

2. Da quel che emerge dai resoconti dell’unità di prossimità alcuni richiedenti asilo uomini sono dediti ad attività di spaccio mentre alcune donne alla prostituzione, come è possibile che persone seguite da voi possano perseguire queste attività illecite? Considerando gli utili e gli investimenti a bilancio perché non impiegare i soldi pubblici ricevuti per assumere più operatori e proporre maggiori attività ai richiedenti asilo?

3. Dimora d’Abramo nel 2015 ha ricapitalizzato per 56.000€ il centro sanitario privato 3C Salute, sempre collegato al Consorzio Oscar Romero, come questi soldi investiti vanno a vantaggio dei richiedenti asilo?

4. Negli anni avete acquisito molte proprietà immobiliari per ospitare i richiedenti asilo, considerando le possibilità di bilancio perché queste non sono divise equamente tra i quartieri della città ma si concentrano in particolare sui quartieri di Reggio Emilia che hanno prezzi di vendita più bassi, come la già difficile zona stazione?

ACQUISTA IL LIBRO “Dal PCI al PD” 

Il libro potete chiederlo alla vostra libreria di fiducia, in particolare a Reggio Emilia lo trovate alla Libreria All’Arco, UVER e alla libreria coop al Centro Commerciale Ariosto.  Potete trovarlo anche online su amazon IBS in formato cartaceo e ebook. Se acquistate il libro online vi chiedo la cortesia di lasciare una recensione.

fronte dal pci al pd​Il 29 Giugno​ è uscito il libro “Dal PCi al PD” edito da Imprimatur (272 pagine, 14,50€).Ha ​la prefazione​ di Castagnetti​ e interviste a D’Alema, Bersani, Civati, Lo Giudice. Il libro non parla di politica ma di come è organizzata la politica guardando tutti i passaggi sul partito dal PCI al PD​,​ passando dal PDS e DS​,​ analizzando statuti e passaggi storici, sono circa 300 pagine con ​tabelle e grafici, più un lungo capitolo finale su come migliorare e innovare il PD.

Questo è l’inizio di un viaggio per me. Da questa estate girerò Feste de l’Unità, biblioteche, librerie, circoli e associazioni in tutta Italia per presentare il libro e confrontarmi sulla storia e futuro del centrosinistra e del PD.  Questo infatti non vuole essere un elaborato chiuso, ma uno stimolo per confrontarsi sulla migliore organizzazione e sulla migliore politica rivolto non solo al Partito democratico, ma a tutto il centrosinistra. Possiamo sentirci tramite la pagina facebook o direttamente per mail a deluciadario@gmail.com per chi volesse offrire spunti, note o riflessioni sui temi proposti.

Sono disponibile a venire nel vostro circolo, sezione o associazione gratuitamente per presentare il libro e confrontarmi con voi. Alla fine di questo viaggio, pubblicherò un’integrazione al libro con un’analisi di tutte le proposte pervenute dai territori.

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Farò la prima presentazione del libro all’Istituto Storico della memoria e della resistenza Istoreco di Reggio Emilia Giovedì 6 Luglio alle 18.15 con l’On. Pierluigi Castagnetti. Siete tutti invitati.

Seguiranno molte altre presentazioni come Bologna il 7 Luglio, Milano l’8 Luglio, Correggio il 16, Albinea il 23, poi Torino, Roma, Bergamo, Bruxells, Roma, Parma, Catelnovo Ne Monti, Rolo, Castellarano ecc. ecc. Tutti questi incontri saranno importanti per la stesura del nuovo capitolo con le proposte e idee dei lettori su come innovare la politica e il PD.

LEGGI IN ANTEPRIMA L’INTRODUZIONE AL LIBRO 

Questo libro non parla di politica, ma di come è organizzata la politica.

Tutti noi discutiamo, ogni giorno, di fatti di cronaca politica e dei suoi attori, i politici, spesso non riuscendo a capire i passaggi e il linguaggio che sta dietro a una decisione o a un posizionamento del leader di turno. Quindi, come sono organizzati i partiti? In particolare, come funziona il Partito democratico? Perché ha scelto le primarie come metodo di selezione della classe dirigente? Quali sono i compiti di un segretario, di una assemblea o di un direttivo? Perché le correnti sono così importanti? Questo elaborato prova a dare delle risposte, senza dimenticare la storia che ha portato a quelle scelte. Daremo uno sguardo completo e critico all’organizzazione e ai mutamenti dei partiti.

Non esiste a oggi, infatti, un partito con una struttura così solida e regole così chiare come il Partito democratico (non la Lega Nord, Forza Italia e tanto meno il Movimento 5 Stelle). Prenderemo come caso di studio quel lungo travaglio organizzativo che dal centralismo democratico del Partito comunista italiano, passando dal Partito dei democratici della sinistra e poi dai Democratici della sinistra, ha portato al partito leggero e alle primarie aperte del Partito democratico. Questo è il libro che ogni segretario di circolo, ogni dirigente o aspirante tale, ogni giornalista di cronaca politica, ogni studente di scienze politiche dovrebbe leggere per capire come funziona davvero il Pd.

L’elaborato è diviso in quattro capitoli.
La prima parte analizza le varie tipologie di partito e fornisce la “cassetta degli attrezzi” per analizzare e capire i temi riguardanti la forma partito (di massa, elettorale, cartello eccetera), la sua organizzazione (territoriale, centrale e dei pubblici uffici), le diverse tipologie di elettori e di voto (di appartenenza, di scambio, di opinione, astensionista), l’élite politica, la sua dirigenza e il reclutamento. Sarà, inoltre, qui trattata la divisione delle fasi della comunicazione politica in tutti i suoi tre periodi.
La seconda parte prende in esame un percorso unico, lungo e travagliato che ha portato alla nascita di quattro partiti, gli ultimi tre solo nel corso degli ultimi vent’anni: Partito comunista italiano (1943-1991), Partito dei democratici di sinistra (1991-1998), Democratici di sinistra (1998-2007), Partito democratico (2007). Quello, per intenderci, che nella subcultura dei militanti viene chiamato “il Partito” senza distinzioni. Lo studio verrà fatto sui documenti ufficiali degli statuti; per il Pci, in particolare, verrà illustrato il primo e l’ultimo. Non si tiene conto, invece, di tutti i partiti della galassia comunista nati dopo il 1991 (che comunque fanno parte di una storia comune), così come non si tiene conto della vicenda della Democrazia cristiana, la quale vede una sua costola e diretta discendente – il partito La Margherita – contribuire a dare vita nel 2007 al Partito democratico. In questa parte, analizzando gli statuti dei quattro partiti, saranno declinati tutti gli aspetti dell’organizzazione: i militanti, il corpo dirigente, le correnti, la selezione dei leader, le organizzazioni ancillari e collaterali, la comunicazione, il finanziamento e la presenza territoriale.
La terza parte, infine, si avvale di interviste realizzate tra novembre 2016 e gennaio 2017 a protagonisti politici che hanno ricoperto, e ricoprono tutt’oggi, cariche importanti e prestigiose a livello nazionale, che hanno vissuto da diverse angolazioni i passaggi tra i vari partiti.
L’ultima parte è per le conclusioni, a cui spetta l’arduo compito di formulare un’analisi volta a offrire spunti e suggerimenti per migliorare l’organizzazione e la forma partito del Partito democratico.

Ringrazio il professore Guido Giarelli, ringrazio il Partito democratico dell’Emilia Romagna per la disponibilità e per avere fornito dati e ottimi spunti di riflessione; ringrazio Antonio Bernardi, Massimo D’Alema, Sergio Lo Giudice, Pier Luigi Bersani e Giuseppe Civati per aver contribuito a questo progetto.

Questo non vuole essere un elaborato chiuso, ma uno stimolo per confrontarsi sulla migliore organizzazione e sulla migliore politica rivolto non solo al Partito democratico, ma a tutto il centrosinistra. Possiamo sentirci tramite il blog www.darioreggio.it o direttamente per mail a deluciadario@gmail.com per chi volesse offrire spunti, note o riflessioni sui temi proposti. Sono disponibile a venire nel vostro circolo, sezione o associazione gratuitamente per presentare il libro e confrontarmi con voi. Alla fine di questo viaggio, pubblicherò un’integrazione al libro con un’analisi di tutte le proposte pervenute dai territori.

LEGGI LA RECENSIONE DEL LIBRO SU GAZZETTA DI REGGIO 

gazzetta di reggio 26 Giugno 2017

 

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In consiglio comunale ho posto il tema dei soldi pubblici comunali dati alle chiese dopo che la Regione Emilia Romagna ha demandato ai singoli comuni la scelta di se e come destinare gli oneri di urbanizzazione secondaria per gli enti di culto. Dal 2000 al 2016 a Reggio Emilia sono stati erogati agli enti di culto locali circa 7 milioni. Mentre per i prossimi tre anni (2017-2018-2019) alla manutenzione straordinaria di tutti i nidi e le scuole di infanzia comunali sono destinati appena 410.000 euro.

Entro fine anno approderà infatti in sala del Tricolore una delibera che lascera’ al Consiglio comunale la decisione sulla percentuale di risorse da assegnare, oggi pari all’8% (contro il 7% applicato negli altri Comuni della regione). Non solo: i contributi, contrariamente a quanto avvenuto fino ad oggi – riconosciuti come semplici rimborsi delle spese documentate dalle singole parrocchie – verranno in futuro assegnati tramite un bando pubblico indetto dall’amministrazione comunale a tutte le associazioni e enti di culto del territorio (dagli evangelisti ai musulmani).  Vi chiedo di leggere la risposta del Comune e di valutare se siete d’accordo alla proposta del bando pubblico per il 2018 aperto a tutti gli enti e associazioni di culto locali.

COSA CHIEDE L’INTERPELLANZA PUBBLICA 

Gli oneri di urbanizzazione sono contributi dovuti ai Comuni nei casi di modificazioni dell’assetto urbanistico-edilizio, per partecipare alle spese che i Comuni sostengono per l’urbanizzazione del loro territorio. Tali oneri si dividono in oneri di urbanizzazione primaria (U1) e secondaria (U2): i primi concorrono alla realizzazione di strade, parcheggi, fognature, illuminazione pubblica, verde pubblico, sistemi di distribuzione dell’acqua, dell’energia, del gas; quelli di urbanizzazione secondaria sono destinati alla realizzazione di scuole e asili, chiese, centri civici, parchi urbani, impianti sportivi, parcheggi pubblici.

L’incidenza degli oneri urbanizzazione secondaria (U2) salvo diverse percentuali stabilite con deliberazione del Consiglio comunale, e cosi indicata per tutte le classi di Comuni: chiese e altri edifici per servizi religiosi 7% (a Reggio Emilia tale quota è l’8%)

Considerato che i Comuni non sono obbligati a versare alle Chiese od altri istituti religiosi questi fondi. Infatti la delibera 849/1998 del Consiglio Regionale Emilia Romagna, a cui si deve far riferimento, non impone obbligatoriamente che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese. Il Consiglio comunale e legittimato a variare in qualsiasi momento la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto o azzerarla.

Dal 2000 al 2016 sono stati versati circa 7 milioni di euro come 8% per oneri di urbanizzazione secondaria agli enti di culto locali, la quasi totalità dei fondi è arrivata alla diocesi di Reggio Emilia e Guastalla.

Sempre la Regione Emilia Romagna con un recente documento accoglie la possibilità di non destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria alle chiese ed altri edifici per attività religiose. Tale valutazione e contenuta nel parere n. 7193 del 08/05/2015 emesso dal responsabile del Servizio Affari generali, giuridici e programmazione finanziaria, Giovanni Santangelo, investito della questione dal Comune di Gambettola (FC) cui era stata presentata una richiesta di rimborso da una parrocchia locale per spese sostenute nel 2014 per lavori di demolizione e nuova costruzione di edificio da destinare a Centro parrocchiale.

COSA HO CHIESTO ALLA GIUNTA DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA 

Recepita l’indicazione della regione Emilia Romagna che lascia libertà di destinazione d’uso, come il Comune di Reggio Emilia intenda procedere per la destinazione degli oneri di urbanizzazione secondaria per gli enti di culto (circa 7 milioni in 16 anni).

Tali risorse possono essere impiegate per altre destinazioni previste dalla legge, tra cui per esempio, l’edilizia scolastica. Per la manutenzione straordinaria di tutti i nidi e scuole d’infanzia del Comune di Reggio Emilia a bilancio è stata preventivata per gli anni 2017-2018-2019 una cifra totale di 410.000 euro.

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LEGGI IL TESTO DELL’INTERPELLANZA SUGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA DATI ALLE CHIESTE 

 

LA RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA

Non essendo intervenute specifiche modifiche normative e legislative statali e regionali  relative alle  “Indicazioni procedurali per l’applicazione degli oneri di urbanizzazione di cui agli artt. 5-10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10” è tutt’ora applicabile la destinazione di quota parte degli oneri di urbanizzazione agli enti religiosi presenti sul territorio purchè l’attribuzione degli stessi avvenga attraverso modalità di evidenza pubblica.

E’ pertanto volontà dell’Amministrazione mantenere la possibilità di destinare una quota parte degli oneri di urbanizzazione secondaria pari all’8% ad enti religiosi per la qualificazione dei rispettivi luoghi di attività ubicati nel territorio comunale da destinarsi prioritariamente alla loro qualificazione e messa in sicurezza ed adeguamento normativo sismico ed impiantistico.

Tale volontà deve però prevedere il rispetto delle condizioni di cui all’art 12 della legge 241/1990 e dei relativi obblighi di trasparenza, attraverso la preventiva approvazione da parte del Consiglio Comunale degli atti che predeterminino criteri e modalità di riparto fra i soggetti esponenti dei diversi orientamenti filosofici e/o confessionali ammesse dallo Stato, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno sottoscritto intese con lo stesso, tenendo conto della rappresentatività e dell’azione sociale svolta.

A tale procedura, che verrà sottoposta al parere del consiglio comunale entro la fine dell’anno, farà seguito l’emanazione di un bando, coerente con la delibera di individuazione dei criteri di assegnazione, la successiva raccolta delle proposte da parte dei soggetti interessati e l’assegnazione dei contributi.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rafforzare il percorso di riconoscimento ed emersione dei diversi luoghi di culto presenti sul territorio dando loro la possibilità di partecipare al bando per l’assegnazione dei contributo derivanti dalla percentuale degli oneri di U2 attraverso modalità di evidenza pubblica.

Laddove infatti il contributo delle comunità ed associazioni si dimostri rilevante per rafforzare il sistema di welfare, culturale e di coesione sociale cittadino in virtù dell’esistenza di azioni di integrazione e sostegno alle fasce più deboli della comunità, è intenzione dell’amministrazione riconoscere queste realtà come autori di progetti di interesse pubblico e collettivo e in tal senso dare loro la possibilità di partecipare alla presentazione di proposte per l’ottenimento di contributi derivati dalla quota degli oneri di urbanizzazione destinati ai luoghi di culto.

Il contributo potrà riguardare quota parte di interventi, conformi agli strumenti urbanistici vigenti, relativi a nuove opere, attrezzature ed impianti di urbanizzazione secondaria, nonché il restauro, il ripristino, la ristrutturazione, la conservazione, l’ampliamento, l’adeguamento e la messa a norma di quelle già esistenti, in un’ottica di rispetto del pluralismo religioso e di valorizzazione culturale.

I criteri di selezione delle proposte dovranno valutare:

  • la tipologia di interventi per il recupero del valore culturale e storicoartistico del bene da ristrutturare;
  • l’urgenza dell’intervento per l’incolumità pubblica;
  • l’abbattimento di barriere architettoniche;
  • il potenziamento e qualificazione di luoghi volti alla aggregazione sociale;
  • il numero delle persone ed attività svolte;
  • la connessione fra il progetto presentato e il rafforzamento del il sistema di welfare, culturale e di coesione sociale cittadino in virtù dell’esistenza di azioni di integrazione e sostegno alle fasce più marginali della comunità.
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La scuola FISM Santa Teresa


Giovedì 29 Giugno alle 18.30 in
Comune di Reggio nell’Emilia parliamo dei contributi alle scuole FISM, in particolare di un contributo per 250.000€ messo a bilancio per il 2018 dal Comune alla scuola privata Santa Teresa.

 
Il bilancio dell’Istituzioni nidi e scuole del Comune di Reggio Emilia prevede manutenzioni straordinarie per il 2017 di 200mila euro e un contributo di 100mila euro alla scuola FISM (Federazione italiana scuole materne) don Primo Carretti. Per il 2018, invece, è previsto un contributo per manutenzione straordinaria di 80mila euro per le scuole e nidi infanzia del Comune di Reggio e di 250mila euro per la scuola Santa Teresa (che è in centro storico in via Braghiroli, ndr).
 
La Primo Carretti nel 2017 deve rifare il tetto e mi sta bene, ma non si capisce perché vengono dati questi soldi alla Santa Teresa. A me risulta che la Santa Teresa farà un ampliamento di una sezione. Che senso ha? Quella scuola è in centro storico dove da tempo ci sono meno iscrizioni e diminuzione di bambini. Non c’è quindi nessun motivo di allestire una nuova sezione. Non capisco perché abbiano bisogno di fondi straordinari oltre quelli ordinari che già gli diamo come Comune. Qui si fa una differenza fra le scuole comunali e non.
 
In Sala del Tricolore è stato detto che questo è un accordo stipulato per motivi politici. Non è che se dobbiamo tenerci buono un pezzo di Fism dobbiamo spendere 250mila euro.
 
Giovedì avremo modo in commissione pubblica aperta a tutti i cittadini reggiani di buona volontà di affrontare il tema di questo finanziamento e vedere se è davvero necessario o no. Non trovate sia più sensato mettere quei 250.000 per la manutenzione delle scuole comunali? Tutte le scuole pubbliche comunali riceveranno solo 80.000€ nel 2017 mentre una sola scuola di proprietà privata 250.000€, lo trovo davvero ingiusto e voi?Giovedì 29 Giugno in commissione pubblica ascolteremo le motivazioni della presidentessa della Fism di Reggio Emilia, Sandra Rompianesi, che è anche la direttrice della scuola Santa Teresa.

Grazie a tutte quelle persone, omosessuali o eterosessuali, che nel presente nel proprio quotidiano non hanno problemi a esporsi e a rispondere a quelle forze della reazione e dell’oscurantismo che per fortuna stanno diventando sempre più residuali. Il 3 Giugno eravamo più di 10.000 persone in piazza per il gay pride ed è stata una grande giornata che ha visto molte persone, nella propria città, trovare gratificazione e riscatto sociale. Stiamo vivendo un passaggio storico che riguarda moltissime persone della nostra comunità e di tutta Italia. Il 2016 con l’approvazione della legge Cirinnà è stato il raggiungimento di un punto fermo per i diritti civili da cui non si tornerà più indietro ma da cui andremo solo in avanti.  Questa legge assicura quello che in alcune Costituzioni è scritto come il diritto alla felicità.

E non scordiamoci che tutto quello che stiamo facendo oggi per migliorare la società lo facciamo soprattutto per quelli che verranno dopo di noi. Io sono sicuro nella mia vita di avere un bambino ma non posso sapere se a un certo momento quel bambino mi dirà: “Papà io sono gay”. Allora io dirò a lui “Bimbo mio io ti voglio bene qualunque sia il tuo percorso e ti sarò spalla e scudo sempre”. Ma questo non basta, perché una persona non può essere felice solo all’interno delle quattro mura di casa e qui entrate in gioco tutti voi. Noi dobbiamo fare in modo che quel bambino abbia davvero assicurato il suo diritto alla felicità, nessuno è solo.

Il Pride ha aiutato tanti ragazzi e adulti a fare coming out in famiglia e al lavoro da una posizione di forza (tanti sono stati i messaggi arrivati a Arcigay). Oltre a questo si è creato un  terreno comune con molte associazioni, enti, sindacati e  movimenti sui temi della piattaforma del Pride come il matrimonio egualitario e la legge contro l’omotransfobia e a livello locale la creazione di una casa di accoglienza per persone LGBTI.

130 volontari sul campo, 39 amministrazioni e 74 associazioni aderenti, 13.000 persone in corteo, 20 iniziative pre Pride, 1 progetto universitario di ricerca, questi sono i numeri del REmilia Pride – Sì, lo vogliamo! il primo gay pride dei territori di Reggio Emilia, Modena, Parma, Piacenza e Mantova svoltosi a Reggio Emilia il 3 Giugno 2017. Questo è stato un evento voluto dalla città, grazie alle associazioni, commercianti e cittadini che sono stati con noi. Ammonta a oltre 29.404 euro il totale dei guadagni, mentre è di 2.460 euro l’utile ricavato a fronte del saldo complessivo delle spese, il cui importo è di 26.944 euro. I soldi rimanenti dal Pride saranno utilizzati da Arcigay Gioconda per le attività sul territorio, per attività nelle scuole, per la prevenzione e il supporto alle persone, a vantaggio di tutta la città. Aspettiamo tutti i volontari del Pride e tutti i cittadini che credono nei diritti civili alla grande festa per i volontari del Pride Venerdì 30 Giugno dalle 19.30 alla Gargotta del Popol Giost.

LEGGI IL BILANCIO DEL REMILIA PRIDE 

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