gay pride reggio emilia

REMILIA PRIDE: IL PRIMO GAY PRIDE DELLA CITTA’ DI REGGIO EMILIA.
SABATO 3 GIUGNO 2017 LA CITTÀ SI TINGE DI ARCOBALENO PER MANIFESTARE A FAVORE DEI MATRIMONI EGUALITARI.COME SARA’ IL PRIDE E PERCHE’ LO FACCIAMO.

 

Era uno degli obiettivi che mi ero dato con voi per la città, alzare l’asticella sul tema dei diritti civili con un gay pride qui a Reggio Emilia. Con i ragazzi e ragazze di Arcigay Gioconda ci stiamo lavorando da Novembre 2016 e finalmente siamo pronti.

Reggio Emilia si prepara a festeggiare il primo gay pride dell’area mediopadana: sabato 3 giugno le strade e le piazze reggiane si tingono di arcobaleno per il REmilia Pride, la manifestazione per l’orgoglio Lgbti, realizzata da Arcigay Gioconda in collaborazione con i comitati arcigay di Bologna, Parma, Piacenza, Modena e Mantova, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia.

Per la prima volta queste sei città scenderanno in piazza insieme per gridare forte e con orgoglio “Sì, lo vogliamo!” in nome dei matrimoni egualitari. Il prossimo 3 giugno sarà una grande festa, alla quale parteciperanno migliaia di persone, ma soprattutto un momento per ribadire la necessità di intraprendere un percorso giuridico e legislativo che porti all’estensione del matrimonio, con i suoi diritti e doveri, alle coppie omosessuali. Dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, che ha colmato uno spazio per troppo tempo lasciato vuoto, è necessario fare un passo in avanti come già accaduto in altri paesi come Inghilterra, Francia e Spagna, per garantire pari dignità a tutte le persone, nessuno escluso.

Quello di Reggio Emilia sarà il primo pride di tutto il Nord-Italia. Nato da un percorso intrapreso da un’ampia rete di associazioni, ciascuna con storie diverse alle spalle, REmilia Pride sarà un grande evento che coinvolgerà l’area mediopadana e la Regione Emilia-Romagna, anticipato da tante iniziative culturali e politiche in programma da marzo fino al corteo del 3 giugno.

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La conferenza stampa di lancio del REmilia Pride

 

IL DOCUMENTO POLITICO - Reggio Emilia, città del Tricolore e della prima unione civile italiana, si fa portavoce del bisogno di diritti civili che oggi vede nell’Italia un paese di serie B, in Europa e nel mondo. Il Pride è una manifestazione di orgoglio e consapevolezza, una festa in cui ognuno nella propria identità si unisce agli altri per il bene di tutte le persone. Non importa se si è etero, gay, transgender, cattolici, laici, di sinistra, di destra, giovani o anziani: i diritti e la libertà valgono per chiunque.

Tutti insieme per un momento di festa, dunque, ma soprattutto per avanzare proposte politiche e fare ascoltare la propria voce, chiedendo maggiori diritti e tutele per le persone Lgbti, a cominciare dal matrimonio egualitario. Oltre a questa, la piattaforma rivendicativa – una sorta di road map utile a condividere, con le istituzioni, percorsi ed obbiettivi – rilancia a livello locale, regionale e nazionale, alcune delle battaglie storiche del movimento Lgbti, come l’aggiornamento della legge 164 per consentire il cambio anagrafico di nome e genere senza l’obbligo dell’intervento chirurgico, il rafforzamento delle azioni e dei progetti contro l’omotransfobia e il bisogno di una legge vera contro le discriminazioni per orientamento sessuale e di genere. LEGGI IL MANIFESTO DEL PRIDE

 

LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI – Per affrontare l’onere delle spese connesse all’organizzazione del REmilia Pride, è partita una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Eppela, utilizzando lo strumento del crowdfunding. Sarà possibile donare direttamente collegandosi all’indirizzo https://www.eppela.com/it/projects/12847-remilia-pride, devolvendo una quota, anche piccola, a sostegno dell’iniziativa. L’obiettivo è raggiungere il traguardo di 4.000 euro di donazioni in 40 giorni, per finanziare parte delle iniziative in programma sabato 3 giugno.

Non sarà solo uno strumento di raccolta fondi, ma anche un modo per fare conoscere la nostra attività e promuovere tutto il percorso intorno al gay pride. Contribuire è semplice: basta registrarsi sul sito www.eppela.com, inserendo nome, cognome ed email. A questo punto basta scegliere il progetto REmilia pPide, cliccare sul tasto  “Contribuisci” o selezionare direttamente una ricompensa fra quelle proposte.

 

IL 3 GIUGNO E GLI EVENTI DI ANTICIPAZIONE – Sabato 3 giugno un grande corteo arcobaleno, riunito sotto lo slogan “Sì, lo vogliamo!”, attraverserà le vie e le piazze di Reggio Emilia, dalla stazione centrale fino a piazza della Vittoria, dove arriverà la manifestazione. Qui sono in programma una serie di interventi e testimonianze legate al tema conduttore del REmilia Pride, il matrimonio egualitario: sul palco si alterneranno rappresentanti delle Famiglie arcobaleno, testimonial Lgbti, musicisti e molto altro ancora. La serata si chiuderà con una grande festa e un concerto. Tutta la piazza della Vittoria sarà allestita con bandiere arcobaleno e punti informativi a cura delle diverse associazioni che aderiscono a REmilia Pride: tra questi, uno spazio a cura di Uisp Reggio Emilia, stand informativi e un punto dove potere eseguire il test per l’Hiv, in collaborazione con Ausl Reggio Emilia.

Ma il corteo sarà solo la tappa finale di un calendario ricco di eventi, che comprende presentazioni, incontri, eventi culturali, ludici e conviviali da metà marzo fino al Remilia Pride. Tre mesi di preparazione al 3 giugno, durante i quali saranno toccati i vari ambiti di interesse per cui si batte il movimento Lgbti, tra cui i rapporto tra omosessualità e handicap, l’accesso al mondo del lavoro, le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, la difficile questione dei migranti omosessuali.

Tanti saranno gli ospiti che si alterneranno in questi mesi, a cominciare dal giornalista e scrittore Piergiorgio Paterlini, ospite di una serata in programma il prossimo 24 marzo  alla Ghirba -Biosteria di via Roma, a Reggio Emilia. È poi in programma per il 20 maggio un pranzo con Monica Cirinnà e lo sceneggiatore e scrittore Ivan Cotroneo, mentre si svolgerà ad aprile il Drag Queen Bingo al Circolo Arci Pigal. Ci saranno spazi per i temi legati al rapporto tra omosessualità e handicap o al diritto al lavoro delle persone Lgbti: uno in particolare sarà dedicato alla questione dell’accoglienza ai migranti Lgbti, con la partecipazione di Giorgio Dell’Amico, referente nazionale Arcigay.

Il comitato promotore collabora già con: Comune di Reggio Emilia, Cassero Lgbti center di Bologna, Gruppo Jump, Polis, Agedo, Arci – Comitato territoriale di Reggio Emilia, Circolo Arci Fuori Orario, Cgil Reggio Emilia, Ausl Reggio Emilia, Farmacie Comunali Riunite, Ghirba-Biosteria della Gabella, Uisp, Circolo arci Kessel, Iniziativa laica, Ottavo colore, Arci lesbica, Amnesty international gruppo giovani Parma, NovaRES, Tutti i mondi Parma, Ostello della Ghiara, Circolo Arci Pigal, Coop Alleanza 3.0, Legacoop, Assicop – Unipol, Boorea.

Se volete darci una mano oltre alla donazione per le spese potete diventare volontari del Pride.
Stiamo facendo qualcosa di stupendo e abbiamo bisogno dell’impegno di tutti i progressisti.

Gay Pride_ Gazzetta di Reggio_10 Marzo 2017

 

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Io sono felice di scioperare oggi 8 Marzo con mia madre, mia sorella e per la bambina che un giorno crescerò ma credo che l’odio verso le donne debba essere fermato nel nostro presente.

Io ti auguro e mi impegno perché tu non debba camminare per strada e dover fingere di stare al telefono, di poter percepire uno stipendio al pari dei colleghi maschi, di non essere vittima di stalking o nella grave semplicità delle cose, di essere solo vittima. Ti auguro assorbenti e anticoncezionali considerati dallo Stato come beni necessari, di essere tutelata nelle tue scelte mediche, qualunque esse siano. Ti auguro un mondo senza body shaming, senza dita puntate contro le parti del tuo corpo, senza dover cercare la perfezione nei giudizi altrui. Ti auguro di essere orgogliosa, fiera e di farti valere sempre. Perché purtroppo viviamo ancora in un paese in cui le donne vengono uccise per amore, licenziate per la maternità e sfruttate per ogni genere di cose.

Violenza verbale in televisione, sui giornali e nella pubblicità; violenza domestica che porta, solo in Italia, a 117 donne uccise nel 2016; disparità di condizioni lavorative e salariali; differenti diritti in campo sanitario; cultura populista e degradante che spesso vede la donna come corpo riproduttore e non essere indipendente. Non lontano da noi ma in un Paese come l’Italia in cui la parità di genere è articolo costituzionale (art. 3 e art. 51).

Le parole delle colleghe di Btwofactory e dell’amica Chiara Ugosetti sono per me quelle più giuste per questo 8 marzo. Ci riconosciamo nella resistenza delle donne e degli uomini che oggi vogliono difendersi da una cultura di genere per la libertà e l’autodeterminazione di tutti. Se siete di Reggio Emilia vi aspetto oggi pomeriggio alle 17.30 in Piazza Martiri del 7 Luglio per la manifestazione di Non Una Di Meno – Reggio Emilia.

dario de lucia perchè rimanere nel PD e cosa fare

Oggi la Gazzetta di Reggio, che ringrazio, ha pubblicato il mio intervento sulla situazione difficile che stiamo vivendo come iscritti al Partito Democratico. Molte persone a me vicine mi hanno chiesto di prendere posizione e di “fare qualcosa”. Qui di seguito trovare il mio pensiero e delle proposte di contenuto politico su cosa dovremmo fare come Partito Democratico, sul che fare invece vi invito Giovedì 9 Marzo alle 21.00 al Circolo Arci Gardenia all’assemblea che abbiamo organizzato come Circolo Darwin.

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Sono tempi difficili per la mia famiglia. Il Partito Democratico vive una divisione storica dove compagni hanno preso altri cammini. Quando dalla propria casa famigliari e amici ci lasciano, rimane nel cuore una pesantezza che valica il confine politico e tocca  il livello umano. A loro dico che per me saranno sempre persone con le quali avere confronti politici sinceri e una dialettica costante aperta ai temi delle amministrazioni per la nostra cara Reggio Emilia.
Le responsabilità di questo abbandono vengono da lontano passano dal voto al referendum costituzionale, alla sconfitte delle amministrative, al malcontento sulle riforme sul lavoro, fino all’affluenza bassissima alle regionali del 2014. Questi sono tutti segnali che il nostro popolo del centrosinistra ci ha dato, sono scontenti di questo Partito Democratico. Il cambiamento di rotta tanto voluto non è stato capito e non c’è stato, non criminalizzo quindi chi per avventura sincera o per calcolo ci lascia.

Rimane però in noi democratici progressisti e di sinistra del Partito Democratico l’interrogativo forte: che fare? Che fare quando il nemico, quello vero, usa il razzismo e il populismo come normale dialettica e sembra più forte che mai? Che fare quando il giovane non vede la politica come mezzo per risolvere i suoi problemi e ci volta le spalle? Che fare quando veniamo identificati come il problema e non come la soluzione per i problemi che affliggono le persone che vogliono solo stare bene in una comunità tranquilla.

Siamo dei sopravvissuti che verranno spazzati via dalla corrente così che resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi? Non penso dobbiamo contare sulla buona sorte ma trovarci, confrontarci, organizzarci, agitarci nel fare politica, non tanto per noi ma per gli altri e per chi decidiamo di rappresentare.

Vogliamo una comunità politica che non ha timore a parlare chiaro e che ammette le proprie responsabilità senza timore di dire: “abbiamo sbagliato, chiediamo scusa, ora abbiamo capito i nostri errori e siamo pronti a cambiare rotta”.

Non dovevamo abolire l’articolare 18 e ampliare l’uso dei voucher, i giovani meritano un lavoro e delle tutele decorose come hanno conosciuto i loro padri, non useremo quindi più i voucher nelle amministrazioni che governiamo. Sui richiedenti asilo del nostro territorio non vogliamo che siano gestiti da una sola impresa che persegue fini di lucro ma pensiamo che i comuni debbiano essere intermediari con la Prefettura usando il programma SPRAR. Ai figli di genitori immigrati promettiamo che i temi della Lega Nord non avranno mai ragione per noi e che approveremo nel più breve tempo possibile la legge “Italia sono anche io” perché chi nasce in Italia è italiano. Ci avviciniamo all’otto marzo e quasi quarant’anni dalla legge 194 diciamo a chi ha deciso di fare il ginecologo e di esercitare nel pubblico che  l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) e un diritto della donna e uno dei servizi che la legge garantisce, il dottore se non lo vuole fare si deve trovare un altro lavoro.

A te iscritto al partito democratico deluso e scoraggiato che ti rivedi in un centrosinistra amplio e plurale, non autoreferenziale schiacciato nelle correnti e nei gruppi di potere, dico che non c’è nulla di male se hai tasca anche la tessera degli amici dell’ANPI e della CGIL con i quali dobbiamo ricostruire un rapporto dopo il referendum e che le larghe intese con la destra, quel famoso progetto di partito della nazione, ha fallito ed è stato solo un grande errore dei nostri dirigenti nazionali.

Ai laici, progressisti, innovatori, popolo del centrosinistra noi a Marzo ci incontreremo a Reggio Emilia, il viaggio continua.

dario de lucia archiviazione causa savini lega nord

Come diceva Nanni Moretti nel film Palombella Rossa “le parole sono importanti” , Definire e riconoscere le cose e le persone con il loro nome è il primo passo per affrontare i problemi.
Come era successo all’europarlamentare Cécile Kyenge, il Giudice del Tribunale di Trento ha deciso di procedere per l’archiviazione rispetto alla denuncia di Matteo Salvini, Segretario della Lega Nord, dopo che avevo definito Gianluca Buonanno un razzista, xenofobo e guerrafondaio. 
Non potendo controbattere e smentire politicamente, la Lega Nord (come Berlusconi dei tempi d’oro) denuncia a chi non può rispondere con la dialettica. 
Ma abbiamo vinto, se scrivete di un leghista che è un razzista, xenofobo e guerrafondaio anche il tribunale vi darà ragione perché è quello che sono. Ci tengo a ringraziare l’amico e avvocato Marco Scarpati che mi ha seguito in questa avventura padana con professionalità e dedizione.

Se scrivete di un leghista che è un razzista, xenofobo e guerrafondaio anche il tribunale vi darà ragione. 

Buonanno, in vita, si è contraddistinto per le sue sparate contro rom, immigrati, omosessuali, meridionali e donne. Tra i suoi show, quella volta che si presentò in tv con una pistola, al Parlamento con una spigola, a Bruxelles con un burqa. Insultava la Mogherini, mostrava il sedere a Renzi, si faceva ritrarre armato di kalashnikov in Libia.

Quando si trovò a dover parlare di unioni civili, propose di “schedare le coppie omosessuali” e regalar loro una banana o, in alternativa, “un’insalata di finocchio”, invocando un trattamento sanitario obbligatorio per quanti gli avrebbero chiesto di sposarli. Chiamò, senza mezzi termini, il figlio di Nichi Vendola,”figlio di puttana. Sinistra Ecologia e Libertà , tra l’altro, era stata da lui ribattezzata “Sodomia e libertà”.

Recentemente era stato condannato per aver definito i rom “feccia della società”.

Contro gli immigrati propose di fare “esattamente come si fa con i cinghiali, filo spinato con l’energia elettrica”, per tenerli lontani e, a fronte di richieste di cibo dignitoso, fargli fare la fame, concedendogli soltanto l’acqua.

Rispetto lo meritavano anche i profughi che fuggivano da guerre e venivano definiti da Buonanno “vigliacchi”. Rispetto lo meritavano i morti in mare, per i quali il popolo leghista esultava. Rispetto lo meritavano i gay a cui voleva “tirare un calcio nei coglioni”. Rispetto lo meritavano anche i meridionali, che non mancò di insultare più volte.


Chi sparge odio deve capire che questo paese non lo tollera, vi invito sempre a rispondere senza timore ai razzisti.

È importante stabilire che noi siamo la maggioranza, mentre i razzisti in questo paese sono la minoranza. Serve una rivolta della gente per bene. Se durante una conversazione verbale o online vi capita un commento, anche se stupido o populista, che contiene razzismo o omofobia vi chiedo di fare il vostro dovere civico e rispondete al razzista di turno.

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Ho aderito alla campagna http://primailcongresso.it , raccogliamo le firme tra gli iscritti al Partito Democratico per richiedere il referendum deliberativo, art. 27 dello Statuto, che sarà aperto alla partecipazione di tutti gli elettori. Sono due i quesiti hanno come obiettivo che il Congresso del PD si svolga prima delle elezioni politiche, riaprire un confronto ampio con tutti gli iscritti e con il Paese e capire, prima dei nomi, quale sia il programma con cui intendiamo presentarci agli italiani. Basta al dibattito sulle correnti e Matteo Renzi, dobbiamo concentrarci sui problemi concreti del paese come la disoccupazione giovanile e dare lavoro alle persone.
 
Quesito 1
“sei d’accordo che il Partito Democratico debba svolgere il Congresso prima delle Elezioni Politiche per determinare il proprio Programma politico e le alleanze?”
 
Quesito 2
“sei d’accordo che il PD, aprendo una discussione politica nel paese, decida il programma elettorale nazionale attraverso un processo partecipativo tra gli iscritti e gli elettori consistente nello svolgimento di un congresso programmatico?”
 
Se siete iscritti al Partito Democratico di Reggio Emilia e provincia vi chiedo di contattarmi qui su facebook o per mail deluciadario@gmail.com così possiamo incontrarci per un caffè.
Io e altri iscritti siamo attivi per raccogliere la vostra sottoscrizione alla proposta referendaria (se non siete iscritti possiamo fare la tessera) e abbiamo piacere a confrontarci con te.
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