richiedenti asilo ronde

Alcuni comitati di Reggio Emilia hanno richiesto l’impiego dei richiedenti asilo del territorio per fare ronde in zona stazione. Parto dal postulato che le ronde non sono la risposta che una amministrazione di centrosinistra deve prendere in considerazione per dare una risposta al tema della sicurezza. I richiedenti asilo utilizzati come uomini delle ronde? Non è questo l’esempio di integrazione che la città deve mettere in campo. Assieme a cittadini di buonsenso chiedo da tempo che questi uomini e donne abbiano più ore di corsi di italiano e abbiano tutti la possibilità di fare corsi di avviamento al lavoro e attività di integrazione sul territorio, i soldi, dati dalla prefettura, ci sono per tutti i richiedenti asilo, il Comune e Dimora d’Abramo lo sanno bene.
 
La risposta non sono le squadre di cittadini che si sostituiscono alle forze dell’ordine, la risposta sono i cittadini che collaborano con le forze dell’ordine, e con loro le istituzioni per garantire la sicurezza di tutti. Sulla prostituzione di strada oltre a segnalare le situazioni non legali alle forze dell’ordine, dobbiamo lavorare a fianco degli operatori della Papa Giovanni e degli assistenti sociali del Comune di Reggio nell’Emilia, a cui va tutto il mio ringraziamento per il lavoro di prossimità che svolgono ogni giorno.
 
Le forze dell’ordine devono presidiare, le amministrazioni devono rendere città e quartieri più vivibili, le comunità devono ritrovare momenti di solidarietà, recuperare la prassi del buon vicinato: è un esempio, ma spesso quando succedono furti in un’abitazione i vicini di casa non sanno nulla, e invece con l’aiuto reciproco si può aumentare la sicurezza.
gazzetta di reggio emilia dimora d'abramoDa oltre un mese ho chiesto come consigliere comunale un incontro con i vertici della coop. sociale Dimora d’Abramo per avere i resoconti di spesa dei fondi pubblici che riceve per occuparsi della gestione dei richiedenti asilo a Reggio Emilia e provincia. Dopo 1 mese di chiamate e mail alla fine il Presidente di Dimora d’Abramo Luigi Codeluppi non ha accettato di incontrarmi così ho pensato che sarebbe stato cortese invitare lui a casa mia, in una seduta pubblica aperta a tutti i cittadini in Comune a Reggio Emilia.
 
Le persone vengono prima del capitale, è necessario che si occupa dei richiedenti asilo investa i fondi pubblici sulle attività per i richiedenti asilo (corsi di italiano, integrazione, avviamento al lavoro) e non per generare utili milionari. L’utile che Dimora di Abramo ha conseguito nel 2015 è pari a 900mila euro (su un fatturato complessivo di 7,8 milioni), lievitato e di fatto più che quintuplicato rispetto al 2014 (era di 170mila euro). Dopo un incontro mesi fa in Prefettura, l’ente erogatore dei fondi pubblici per la gestione dei richiedenti asilo, ho capito che i resoconti di spesa per la gestione dei richiedenti asilo politico non vengono richiesti.
Tema che avevo posto in seduta di bilancio in comune proponendo una diversa gestione dei richiedenti asilo con controllo pubblico come avviene per i programmi SPRAR, LEGGI QUI. 
 
Se ci sono utili importanti vogliamo capire come consiglieri comunali che hanno a cuore il benessere di tutte le persone della nostra comunità, perché non sono stati investi per i richiedenti asilo o per assumere più operatori o per migliorare le condizioni salariali degli operatori già al lavoro. La commissione pubblica che si svolgerà in Comune di Reggio nell’Emilia, invito tutti i cittadini a partecipare, permetterà di chiarire molti punti sulla gestione dei richiedenti asilo in città e di fare trasparenza. Vi terrò aggiornati. 
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LEGGI LA RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE 

Sabato 3 giugno a Reggio Emilia ci sarà il primo gay pride del Nord Italia. Questa mattina sono stato a  Buongiorno Reggio su Telereggio, in studio con Susanna Ferrari con Stefano Campani, direttore di Boorea, una delle realtà del territorio che sostiene il Pride, abbiamo parlato dell’organizzazione e degli eventi che anticipano la manifestazione.

Ottima fin qui la risposta della città. Su internet è stato raggiunto l’obiettivo di raccogliere 4 mila euro, e anche la risposta dei volontari ha sorpreso gli organizzatori.

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Sulla gestione dei richiedenti asilo è necessaria una presa di posizione e un ruolo maggiore del pubblico per offrire maggiori criteri di trasparenza e permettere che tutte le risorse pubbliche ministeriali siano impiegate per le persone.

Per il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari richiedenti la protezione internazionale sono presenti sul territorio di Reggio Emilia e Provincia quasi 1.400 beneficiari del Progetto Mare Nostrum sostenuto dal Fondo Europeo per i Rifugiati della Commissione Europea. Tutti i beneficiari del Progetto hanno effettuato il primo Screening Sanitario.  Tutti hanno effettuato il primo accesso presso Centro Salute della Famiglia Straniera.  Tutte le persone possiedono il tesserino sanitario PSU.

L’azienda ASP “REGGIO EMILIA – Città delle Persone è nata il 1° Gennaio 2016 e trae origine dalla unificazione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona “RETE – Reggio Emilia Terza Età” e “O.S.E.A. – Opere di Servizi Educativi Assistenziali” , aziende che hanno risposto, nei secoli, ai bisogni sociali delle popolazioni reggiane, dall’ospitalità fornita ai pellegrini al ricovero dei mendicanti, all’assistenza ad anziani, disabili e minorenni. L’azienda è di proprietà al 96,9% del Comune di Reggio Emilia.

La finalità ASP “REGGIO EMILIA – Città delle Persone”  è l’organizzazione ed erogazione di servizi sociali, socio-sanitari, socio-educativi ed educativi rivolti a persone minorenni, a persone adulte in difficoltà, a persone con disabilità, a persone anziane, ed in particolare a quelle in stato di non autosufficienza fisica e/o psichica. Tutti gli interventi sono realizzati avendo a riferimento non solo le persone indicate ma anche le loro famiglie e i rispettivi contesti di vita e le loro comunità.

Considerato che il Comune ha ritenuto strategica la gestione pubblica dei servizi socio educativi e socio sanitari, tramite la costituzione della nuova ASP unificata; e che tra gli obiettivi dell’ASP c’è quello di migliorare, in integrazione con il Servizio Sociale, la gestione delle situazioni complesse riferite a minori in comunità educativa, oltre a quello del pieno utilizzo del personale e delle strutture della azienda. La nostra ASP non è estranea all’accoglienza dei rifugiati, sono già attivi progetti di ospitalità sui minori, per esempio.

Per il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari richiedenti la protezione internazionale sono presenti sul territorio di Reggio Emilia e Provincia oltre 1000 beneficiari del Progetto Mare Nostrum sostenuto dal Fondo Europeo per i Rifugiati della Commissione Europea. Tutti i beneficiari del Progetto hanno effettuato il primo Screening Sanitario.  Tutti hanno effettuato il primo accesso presso Centro Salute della Famiglia Straniera.  Tutte le persone possiedono il tesserino sanitario PSU.

Il ruolo dell’ASP potrebbe essere in compartecipazione e non in totale sostituzione al privato sociale, come avviene in altre città come Bologna e Ravenna, esercitando un ruolo di supporto per le attività non di prima ma di seconda accoglienza in particolare per gli aspetti dove è più preparata e può migliorare il servizio.

Oltre a questo avremo un soggetto pubblico all’interno della gestione che permetterà di realizzare un gestione più per le persone dei fondi pubblici e di migliorare la relazione tra prefettura e comune sul tema, per chi non lo sapesse per i programmi CAS la relazione è diretta tra Prefettura e ente gestore non come avviene per i programmi SPRAR che coinvolgono prefettura, comune e ente gestore.

 

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Vedendo la più che positiva crescita dei bilanci della cooperativa sociale Dimora d’Abramo, la capofila della rete di imprese private che gestiscono i richiedenti asilo sul nostro territorio, non capivo se i fondi pubblici assegnati (i famosi 35€ al giorno per persona) sono spesi interamente sui servizi per le persone oppure generano un utile.

Un utile di oltre 900mila euro (su un fatturato complessivo di 7,8 milioni), quintuplicato nel 2015 rispetto al 2014 (era di 170mila euro) grazie soprattutto alla gestione dei rifugiati, soldi che, a mio vedere, poco hanno a che vedere con una economia di gestione e che invece dovrebbero essere impiegati per le persone e non ad esempio per investimenti per oltre 50.000€ nella sanità privata (Centro 3C Salute).

Temi già sollevati pubblicamente dall’ex direttore e fondatore della cooperativa Giuliano Iotti più volte e dai sacerdoti don Daniele Simonazzi, don Eugenio Morlini e don Giuseppe Dossetti che in passato hanno mostrato perplessità verso la gestione.

Dopo un incontro in Prefettura ho capito che i resoconti di spesa per la gestione dei richiedenti asilo non vengono richiesti, ho così chiesto un incontro con la presidenza di Dimora d’Abramo ma a distanza di due settimane, dopo numerose chiamate e mail, ancora non ho ricevuto risposta se questo incontro, che ho chiesto come amministratore pubblico della comunità, ci sarà o no.  

Sono 1.400 persone gestite interamente da una rete temporanea di imprese (RTI) che fa capo a una cooperativa sociale che persegue fini di business. E’ come se l’intera comunità di Busana fosse gestita da un ente con fini di lucro pagato con fondi ministeriali, per intenderci.

Ho potuto vedere e apprezzare come lavorano i dipendenti di Dimora d’Abramo (percepiscono 1.100€ al mese con contratti precari e fanno turni massacranti) e conosco bene come si muove il Comune e l’associazionismo del territorio verso i richiedenti asilo,  a loro va il mio più grande ringraziamento per il lavoro costante e ottimo che svolgono. Così come le strutture e il mangiare dato ai richiedenti asilo è di buona qualità, sono però sicuro che potremmo utilizzare tutti i fondi pubblici per migliorare il benessere e i servizi per l’integrazione (avviamento al lavoro, corsi di italiano, attività sociali e culturali con il territorio) dei richiedenti asilo.

Con questo indirizzo Lunedì 10 Aprile presenterò in consiglio comunale un ordine del giorno in discussione di bilancio per indirizzare il Comune a occuparsi del tema. Chi pensa che la situazione sui richiedenti asilo ad oggi vada bene sarà contrario al documento, chi pensa invece che serva un maggiore indirizzo e controllo pubblico per garantire trasparenza e migliori servizi voterà invece a favore. Per me le persone verranno sempre prima del capitale.

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LEGGI L’ORDINE DEL GIORNO PER LA GESTIONE DEI RICHIEDENTI ASILO 

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Il 30 Aprile gli iscritti e i cittadini italiani saranno chiamati a decidere il segretario del Partito Democratico. Un congresso in corsa in appena due mesi non è la soluzione migliore per sviluppare un dibattito e un confronto produttivo sui temi del paese e del Partito Democratico. Odio però gli ignavi e penso che, come in consiglio comunale a Reggio Emilia, in politica bisogna prendere delle decisioni e scegliere tra le forze in campo.

Per una scelta sincera e ponderata consiglio a tutti di leggere le mozioni congressuali e guardare la storia e come si sono posti i vari candidati sui temi del lavoro, diritti civili e di cittadinanza, giovani e scuola, ambiente e ruolo del partito nella società.

Qui trovate il programma di Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano.

Mi trovo lontano per storia e per modi dalle posizioni di Michele Emiliano e lo stesso vale per Matteo Renzi. Il Segretario in questi quattro anni non si è occupato del partito democratico, il calo degli iscritti è reale, e ha attuato molte politiche, in primis quelle sul lavoro dall’abolizione dell’art.18 all’uso improprio dei voucher, che non hanno trovato il consenso degli italiani e anche degli stessi iscritti al Partito Democratico. I pessimi risultati al voto del referendum e delle amministrative 2016 sono un esempio, la politica delle larghe intese con la destra non ha portato vantaggi e anzi ha minato completamente i rapporti con le associazioni del mondo del centrosinistra (sindacati, Anpi e altri partiti di sinistra per citarne alcune). Nella mozione congressuale Matteo Renzi propone contributi per i redditi inferiori e un ruolo più attivo degli iscritti attraverso consultazioni, formazione e investimento nella comunicazione e nell’albo degli elettori. Tutto ottimo, ma in questi quattro anni dov’era e cosa ha fatto da Segretario e da Premier?

Andrea Orlando e la sua squadra non sono il progressismo e l’innovazione a cui faccio riferimento. Bisogna però riconoscere il fatto che il programma ha elementi concreti di contrasto alla povertà come il redditto di inclusione, la lotta alle disuguaglianze con la progressività dell’imposizione delle tasse in base al reddito e rivedere la disciplina dei licenziamenti collettivi e disciplinari, dei voucher e degli appalti. Poi approvo la revisione della riforma scolastica “Buona Scuola” che ha creato disuguaglianze e buchi neri tra i docenti, la legge per regolare i rapporti tra lobby e politica e sulla trasparenza delle fondazioni politiche. Trovo necessario il passo in avanti sui diritti civili approvando leggi che da troppo tempo sono ferme in Parlamento come quella sul fine vita, la cittadinanza sullo ius soli e l’inserimento del reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano. Sul versante della vita del Partito Democratico approvo la distinzione tra il ruolo del presidente del consiglio e quello di segretario nazionale e la fine dei doppi e tripli incarichi ma soprattutto il richiamo alla nuova creazione del centrosinistra iniziando nuovamente il dialogo con quei mondi che da noi si sono allontanati o peggio ora ci sono avversari.

Qui trovate una sintesi della mozione congressuale di Andrea Orlando con i punti più rilevanti.

Per i più pigri, qui di seguito trovate un video di Formiche che spiega i contenuti del programma di Andrea Orlando in pochi minuti.

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