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Un contributo dell’amico e compagno Stefano Morselli, giornalista de l’Unità.

Nel 1953 la maggioranza parlamentare imperniata sulla Dc approvò una legge elettorale che passò alla storia come “legge truffa”. Assegnava un premio di maggioranza del 15% alla coalizione che avesse ottenuto il 50% più uno dei voti. Avete letto bene: il 50% più uno dei voti, Cioè la maggioranza assoluta.

Roba che, a proporla oggi, sembrerebbe una stravagante esagerazione in senso opposto. Altro che legge truffa: ci si attirerebbe l’accusa di ostacolare le magnifiche sorti e progressive del bipolarismo, l’efficienza delle istituzioni, la certezza del governo e bla, bla, bla. Oggi, infatti, la legge elettorale Renzi-Berlusconi ci racconta che, per avere il premio di maggioranza del 16% , basta e avanza il 37%. Talchè – ha argutamente osservato qualcuno – si dovrebbe più appropriatamente parlare di premio di minoranza. E va già di lusso che è stata leggermente ritoccato la precedente “profonda sintonia” sulla proposta del 35%.

Contro la “legge truffa” la sinistra (Pci e Psi) condusse all’epoca un’aspra battaglia. Dapprima persa, perché la legge fu approvata, ma poi vinta, perché alle elezioni del 1953 la maggioranza ottenne “solo” il 49,8% e il premio non scattò. E l’anno successivo, quella legge fu abrogata. Oggi anche il segretario del PD conduce un’aspra battaglia, però a favore di una legge al cui confronto la “truffa” buonanima appare un eccesso di democrazia.


Lo scrittore e giornalista Corrado Augias ieri sera alla “Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi su LA7 con pacatezza e determinazione demolisce il MoVimento 5 Stelle in meno di dieci minuti. “E’ più pericoloso un fascista inconsapevole rispetto a un fascista convinto come Storace o La Russa”.

Il comportamento di questi giorni del M5S in Parlamento è stato inqualificabile.

 

Torno ai fondamentali per ripartire. Dobbiamo riattivare e modernizzare l’intuizione novecentesca delle case del popolo originarie, ci servono luoghi di incontro che si possono sovrapporre ai circoli e li trasformano, esaltando la dimensione dello stare insieme. La vecchia distinzione tra la sezione, luogo serio di lavoro politico e la casa del popolo o il circolo ricreativo, luogo di intrattenimento, non ha più senso.
Non tanto lontano da qui, a Carpi, c’è il Circolo Giliberti. Questo riunisce varie esperienze che vanno dalle attività per i bambini, ai corsi di ballo, alla presentazione di libri, al club per la musica dal vivo Circolo ARCI Kalinka, alla ginnastica per anziani. Tutto in uno stesso stabile. Una vera Casa del Popolo, sopravvissuta alla caduta del muro di Berlino che si è saputa rinnovare e adattare ai tempi. In cui tutti hanno il proprio spazio e mansione, dove coesistono e si impegnano per un obiettivo comune di socialità, è poi l’esempio che abbiamo preso e riadattato per il Circolo Arci Gardenia.
Questo sentimento di appartenenza, pur logorato, consente ancora di attivare un quid di crescita tra politica e agire sociale. Mettiamo dentro ai circoli ARCI un ufficio del Partito Democratico oppure dove è possibile rendiamo i nostri circoli PD delle case del popolo 2.0 . I circoli di partito oggi non sono attrattivi, avremo modo di intervenire in un contesto più variegato. Così facendo generiamo una sinergia (e risparmiamo). Agire su questa sfera è fondamentale.

Ci hanno insegnato che la politica è mediazione. E’ Falso.
Alla base di tutto c’è la scelta non la mediazione, si può scegliere di mediare o di mantenere una posizione ferma e spiegare le proprie ragioni ad avversari e cittadini.
La mediazione è una possibilità ma non è sempre la soluzione, ci sono questioni che devono essere capisaldi fermi, ad esempio l’antifascismo, laicità, lotta al pauperismo, diritti LGBT, diritti donne e bambini…

Valutare i fatti con oggettività, riconoscere le ingiustizie, mettere al centro la questione politica, e non la convenienza politica, permette di mantenersi lucidi e integri.

PoliticheU30_martedì 18 Febbraio 2014

Continuano gli incontri #reggiogiovani dedicati agli under 30 e agli operatori culturali che vivono,lavorano e investono in Centro Storico e nella Città. Il tema di questa volta sarà l’università, le scuole superiori e i giovani. Invitiamo quindi studenti, fuorisede universitari, insegnati a partecipare. Ci troviamo Martedì 18 Febbraio alle ore 19.30 alla Brasserie Des Amis (Via Toschi 42, RE) per parlare davanti a un bicchiere di birra.

Ricordo che tutti gli interventi serviranno alla stesura del programma del centrosinistra alle amministrative di Maggio 2014, puntiamo a definire 4 punti chiari per le politiche giovanili da inserire nel programma. Se ci sarà volontà da parte vostra, seguiranno altri incontri con cadenza mensile. Si potrà intervenire 5 minuti in modo libero, ci sarà Andrea Montanari in veste di moderatore e Graziana Bonvicini stenderà il report, qui sotto potete scaricare e consultare il resoconto del primo incontro.

PDF-LogoREPORT #REGGIOGIOVANI_1° incontro

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