C’è una sostanziale insostenibilità economica da parte di chiunque per aprire nuovi spazi di aggregazione, di cultura, di divertimento. Dalla discoteca, al bar, al circolo. Stessa cosa per gli eventi e i festival. E questo perchè le norme di sicurezza, i permessi infiniti, le burocrazie, il comitato di sorveglianza, la SIAE (il moloch della musica italiana), l’Arpa… sono processi costosi sia economicamente che in termini di tempo, quindi spesso insostenibili.

E dunque in questa situazione chi può attivarsi? Solo chi può permettersi di spendere 100 per guadagnare 50. E chi può farlo? Solo i soggetti consolidati o peggio chi ricicla denaro. Quindi il crimine organizzato.
Già questa non sarebbe una buona ragione per abbattere la complessità delle norme? Sportello unico del pubblico spettacolo e semplificazione burocratica.

Un luogo fisico e online dove espletare tutte le pratiche, ma anche un luogo dove trovare un accompagnamento per facilitare la creazione di eventi. A Reggio abbiamo già molti servizi con sportello unico e online, ad esempio esiste lo Sportello Unico Attività Produttive SUAP, perché non quello per il pubblico spettacolo?

Moltiplichiamo e coordiniamo gli eventi culturali e di intrattenimento per la Città, che sarà sempre più viva, aperta e attrattiva, una città che sviluppa cultura anche come motore di occupazione e di economia, dove i protagonisti possono essere anche soggetti non professionisti.

PDF-LogoSPORTELLO UNICO PUBBLICO SPETTACOLO -mozione per Comune di Reggio Emilia

Dalla prossima settimana incomincerò a incontrare i figli di compagni e amici che hanno votato o hanno intenzione di votare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Casaleggio, voglio ascoltare e avere con loro un confronto aperto. Voglio un confronto dialettico, non pretendo di convertire nessuno, voglio ascoltare, capire e confrontarmi.
I M5S saranno i nostri principali sfidanti alle future elezioni amministrative qui a Reggio Emilia e in molti altri comuni in tutta Italia, se i miei coetanei, figli di genitori che hanno sempre votato PCI-PDS-DS-PD, votano M5S c’è innanzitutto tutto un deficit nostro come PD che va capito e affrontato.

Attivati anche tu per il soccorso rosso: parla con tuo fratello o sorella, ai tuoi amici, al diciottenne che andrà per la prima volta al voto, creiamo confronti. Se invece avete bisogno io e altri amici siamo pronti, mandate una mail a deluciadario@gmail.com

Ieri il segretario del Partito Democratico Renzi ha incontrato il criminale (frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita) Silvio Berlusconi. Hanno discusso della trasformazione del Senato in una camera delle autonomie, della riforma del Titolo V, delle indennità dei consiglieri regionali e naturalmente della legge elettorale. Tutto perfetto, tranne un passaggio fondamentale: non vai a patti con un criminale, al limite ti assicuri che abbia la giusta pena.

Noi siamo consapevoli di vivere in un paese che non ha un centrodestra civile di stampo europeo e Berlusconi è proprio l’anomalia. Dobbiamo decidere se continuare a dialogare con questa politica, oppure se proporre un’alternativa.  Renzi poteva incontrare tutte le altre forze politiche, magari in delegazione, magari prima SEL, poi Scelta Civica e NCD e perfino il M5S, che presto tardi dovrà assumersi delle responsabilità di questa ingovernabilità.
Questo è un copione già visto, Renzi qui non è dissimile da Veltroni e D’Alema.
Nè D’Alema né Veltroni osarono rompere l’ultimo tabù, ricevere il Cavaliere a Botteghe Oscure. Renzi invece ha incontrato Berlusconi al Nazareno. Per alcuni è solo una questione di logistica, per un militante e elettore di centrosinistra già provato dal governo di larghe intese e dai 101 traditori, è un sonoro schiaffo. Speriamo ne valga la pena davvero.

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Reggio Emilia perde la proposta del dj reggiano di fama internazionale Benny Benassi.
Il Benny Benassi and Friends va a Bologna. A Reggio mancano spazi per i concerti ma soprattutto manca la predisposizione dell’amministrazione e della città a ospitare grandi eventi musicali organizzati da privati. La città perde una bella occasione e molti soldi.
Uno scatto di mentalità sarebbe la soluzione, concerti e giovani non sono sinonimi di disagio. Il Comune dovrebbe essere almeno accogliente e capire che queste sono opportunità che generano dell’indotto per tutta la città.
Reggio Emilia negli anni 80-90 era la capitale regionale (e una delle capitali nazionali) dei grandi eventi rock, a Reggio hanno suonato i Police, i Ramones e perfino i Clash.

Non possiamo concentrarci solo sugli eventi creati ad hoc una volta all’anno e finanziati dall’amministrazione, come Fotografia Europea, e non serve l’arena concerti al Campovolo, ennesima cattedrale che soffrirebbe in partenza rispetto all’offerta di strutture di Bologna e Milano e non tiene conto che il settore dei concerti è in crisi.
Specializziamoci nell’ospitare eventi di contesto medio, 1.000-6.000 persone, le piazze del centro storico, i chiostri di San Pietro, le fiere, lo stadio Mirabello, il palazzetto di Via Guasco e il Palahockey Fanticini. Prima di tutto però serve il famoso scatto di mentalità altrimenti Reggio rimane provinciale.

Appunti sullo stato della cultura a Reggio Emilia, discussione fiume con l’amico e compagno Andrea Bonacini ieri sera al Circolo Gardenia.

  • Valorizzare le proprie eccellenze locali (persone e luoghi) non è male.
  • Non potendo competere sul livello nazionale con le grandi realtà, curiamo le nicchie e le nuove forme artistiche.
  • Più semplicità per chi si occupa di eventi, serve lo sportello unico per i permessi e la modulistica.
  • A Reggio Emilia serve un’area eventi, non c’è bisogno di crearne una mastodontica al Campovolo, definiamo che destinazione d’uso vogliamo dare al centro storico per contesti più contenuti.
  • Per le forme d’arte giovanili valorizziamo lo Spazio Gerra e l’Officina delle Arti.
  • Il Comune non deve creare cultura, deve coadiuvare e indirizzare l’offerta dei privati.
  • Superiamo i monopoli e le gelosie, l’argomento riguarda tutti. Serve una rete tra i poli della cultura reggiani.
  • Qualsiasi iniziativa se non è integrata al territorio e sentita dai cittadini è destinata a fallire, alla base di tutto ci deve essere la condivisione.
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