PoliticheU30_martedì 18 Febbraio 2014

Continuano gli incontri #reggiogiovani dedicati agli under 30 e agli operatori culturali che vivono,lavorano e investono in Centro Storico e nella Città. Il tema di questa volta sarà l’università, le scuole superiori e i giovani. Invitiamo quindi studenti, fuorisede universitari, insegnati a partecipare. Ci troviamo Martedì 18 Febbraio alle ore 19.30 alla Brasserie Des Amis (Via Toschi 42, RE) per parlare davanti a un bicchiere di birra.

Ricordo che tutti gli interventi serviranno alla stesura del programma del centrosinistra alle amministrative di Maggio 2014, puntiamo a definire 4 punti chiari per le politiche giovanili da inserire nel programma. Se ci sarà volontà da parte vostra, seguiranno altri incontri con cadenza mensile. Si potrà intervenire 5 minuti in modo libero, ci sarà Andrea Montanari in veste di moderatore e Graziana Bonvicini stenderà il report, qui sotto potete scaricare e consultare il resoconto del primo incontro.

PDF-LogoREPORT #REGGIOGIOVANI_1° incontro

Il bilancio di FestaReggio, la più grande e popolare kermesse di Reggio Emilia, si è chiuso con un utile di 40.000 €. E’ poco per un bilancio da oltre 2 milioni di Euro ma questo è sicuramente un dato positivo e non scontato in questi tempi di crisi.
Le feste democratiche, ex feste de l’Unità, hanno un modello rimasto costante da circa 30 anni, le forme associative e le richieste del pubblico sono cambiate, noi meno.
Dobbiamo assolutamente innovarle e differenziarle nell’offerta, nella gestione e anche nelle persone pena la scomparsa delle feste stesse. Se non avremo il coraggio di fare dei cambiamenti ora, potremmo vedere l’esplosione (in negativo) di questo tipo di kermesse, di vitale importanza per le nostre finanze e per la nostra azione politica.

Sul sito del PD Reggio Emilia potete visionare il bilancio consultivo in piena trasparenza (anche questa è una piccola conquista). Per i militanti, volontari e chi lo vorrà ci vediamo Martedì 4 Febbraio alle ore 20.30 al Circolo Pigal  (via Petrella 2 – RE) all’assemblea dove analizzeremo il bilancio 2013 e discuteremo dell’impostazione per il  2014. Parliamone in assemblea e poi nei gruppi, ognuno dia il suo contributo per migliorare questa grande kermesse.

In questa settimana mi sono chiesto e ho chiesto cosa potrebbe agevolare il lavoro nel nostro territorio. Sulla base dei molti e pareri raccolti, sono arrivato alla conclusione che il contributo del pubblico per il lavoro giovanile si basa sulla continua formazione (ci sono bandi regionali destinati ai “giovani” fino ai 35 anni!) e all’assegnazione di contributi economici che arrivano molto tempo dopo la stesura del complicato bando. Sono strumenti comunque utili e positivi anche se di vecchio stile (da rivedere), ma non risolvono la questione della disoccupazione giovanile. Meglio quindi lavorare sul contesto esistente e concentrarsi su opere tangibili che creano relazione con il territorio e abbassano i costi di impresa per chi ha voglia di mettersi in gioco, soprattutto in fase di start up.

Vi riporto la chiacchierata avuta con l’amico Lorenzo Notari. L’idea è semplice, fattibile ed esistono già esempi realizzati interamente dai Comuni o in formula privato-pubblico, si tratta del COWORKING.  Già presente a Bologna con Leggere Strutture, Art Factory T3LAB e BAM, a Parma con Officina ON/OFF, a Modena con Well_B_Lab, quest’ultimo realizzato con l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Per spiegarvi meglio di cosa si tratta vi riporto l’esempio dello Spazio Grisù di Ferrara che ho visitato personalmente nel 2013. E’ una ex caserma dei Vigili del Fuoco in disuso, costruita negli anni ’30 e di proprietà della Provincia di Ferrara, in cui viene agevolata l’espansione di realtà imprenditoriali avviate da poco, ma potenzialmente in crescita e di start up di imprese creative, dando gli spazi in gratuità. Un acceleratore e incubatore di vecchia e nuova manifattura e creatività: sono ospitati editori di fumetti, fotografi, designers di mobili, prototipatori 3D, imprese aeronautiche (!), architetti, sviluppatori web, ingegneri, riparatori di bici, redazioni di magazine culturali, ecc.

L’ottica del coworking per Reggio Emilia può essere riassunta in “qualsiasi idea, qualsiasi età, qualsiasi lavoro”. Un luogo dove per accedervi non devo passare per interminabili bandi e burocrazie comunali ma dove invece posso partire a lavorare da subito. Semplice, dove i costi di affitto sono equi e quelli di gestione sono bassi, necessaria però una connessione a internet veloce e un locale comune,  dove possono trovare casa i progetti di giovani start up (e magari qui possiamo mandare i professionisti a seguirli) ma anche dove anche liberi professionisti che hanno visto ridursi il proprio giro d’affari possono andare per tagliare qualche costo e ripartire con la propria attività.
In questo luogo si creano anche rapporti di lavoro, si crea la famosa sinergia che genera un quid in più. Attenzione, uno spazio di coworking è un passaggio, non è una meta, ci deve essere turnazione di persone e esperienze in questi luoghi.

Abbiamo innumerevoli locali di proprietà del Comune sfitti pronti a essere riconverti a spazi di coworkig con una spesa contenutissima, abbiamo una Università dove si formano ragazzi e ragazze, ma soprattutto abbiamo un Tecnopolo ad oggi non utilizzato. Questo dovrebbe diventare nel futuro sede di studi di ricerca delle imprese e delle università, perché non collegarci il tessuto imprenditoriale e dei servizi reggiano? Come le filiere di una volta ma 2.0, semplice no?

Dimenticavo: Le realtà dove si sono realizzate esperienze di coworking hanno riqualificato la zona e quartiere dove sono site.

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C’è una sostanziale insostenibilità economica da parte di chiunque per aprire nuovi spazi di aggregazione, di cultura, di divertimento. Dalla discoteca, al bar, al circolo. Stessa cosa per gli eventi e i festival. E questo perchè le norme di sicurezza, i permessi infiniti, le burocrazie, il comitato di sorveglianza, la SIAE (il moloch della musica italiana), l’Arpa… sono processi costosi sia economicamente che in termini di tempo, quindi spesso insostenibili.

E dunque in questa situazione chi può attivarsi? Solo chi può permettersi di spendere 100 per guadagnare 50. E chi può farlo? Solo i soggetti consolidati o peggio chi ricicla denaro. Quindi il crimine organizzato.
Già questa non sarebbe una buona ragione per abbattere la complessità delle norme? Sportello unico del pubblico spettacolo e semplificazione burocratica.

Un luogo fisico e online dove espletare tutte le pratiche, ma anche un luogo dove trovare un accompagnamento per facilitare la creazione di eventi. A Reggio abbiamo già molti servizi con sportello unico e online, ad esempio esiste lo Sportello Unico Attività Produttive SUAP, perché non quello per il pubblico spettacolo?

Moltiplichiamo e coordiniamo gli eventi culturali e di intrattenimento per la Città, che sarà sempre più viva, aperta e attrattiva, una città che sviluppa cultura anche come motore di occupazione e di economia, dove i protagonisti possono essere anche soggetti non professionisti.

PDF-LogoSPORTELLO UNICO PUBBLICO SPETTACOLO -mozione per Comune di Reggio Emilia

Dalla prossima settimana incomincerò a incontrare i figli di compagni e amici che hanno votato o hanno intenzione di votare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Casaleggio, voglio ascoltare e avere con loro un confronto aperto. Voglio un confronto dialettico, non pretendo di convertire nessuno, voglio ascoltare, capire e confrontarmi.
I M5S saranno i nostri principali sfidanti alle future elezioni amministrative qui a Reggio Emilia e in molti altri comuni in tutta Italia, se i miei coetanei, figli di genitori che hanno sempre votato PCI-PDS-DS-PD, votano M5S c’è innanzitutto tutto un deficit nostro come PD che va capito e affrontato.

Attivati anche tu per il soccorso rosso: parla con tuo fratello o sorella, ai tuoi amici, al diciottenne che andrà per la prima volta al voto, creiamo confronti. Se invece avete bisogno io e altri amici siamo pronti, mandate una mail a deluciadario@gmail.com

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