Oggi la Gazzetta di Reggio (che ringrazio) riprende la proposta per una piazza ai giovani a Reggio Emilia. Dobbiamo interiorizzare due direttrici sulla questione del vivere il centro storico alla sera: premiare le soluzioni coraggiose di lungo periodo e condividere il progetto tra tutte le parti sociali coinvolte. Se facciamo questo vinciamo tutti, residenti, commercianti, avventori del centro storico.

 

dario, gazzetta di reggio 25 febbraio 2013

A  Reggio Emilia  c’è un problema di sicurezza dicono alcuni  ma secondo me c’è un problema di vitalità e vivacità dei luoghi.

I giovani e non solo, richiedono spazi per potersi  incontrare partendo dai luoghi comuni , quali piazze parchi e strade. al di fuori della logica delle distese da aperitivo e degli eventi comandati. E’ evidente che, mentre per commercianti e residenti è semplice essere rappresentati, per i fruitori del centro storico è un compito quasi impossibile. Le parole, in questo quadro , sono quanto mai importanti. “Movida” e “popolo della notte” inducono una campagna criminalizzante di devastazione e vandalismo se non talvolta degenerazioni quali violenza e pericolosità. Chi esce la sera con gli amici non è portatore di devianza. Non si fermano i portatori di comportamenti scorretti a suon di ordinanze generiche da sceriffi che colpiscono tutti. Una città viva è una città più sicura, partiamo dai luoghi.

In altre città italiane e europee (chi ha viaggiato un minimo lo ha visto) i ragazzi semplicemente si siedono in una piazza e passano le serate insieme organizzandosi loro stessi gli intrattenimenti. Non arriviamo impreparati alla stagione estiva, scegliamo una piazza dove sedersi e vivere il centro storico è possibile, il costo di attivazione di questo progetto è zero euro, possiamo permettercelo.

 

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Mi metto avanti e rispondo subito ai possibili oppositori alla proposta.
Se comunichiamo e condividiamo bene il progetto, dotiamo la piazza di bidoni per l’indifferenziata e di servizi igienici, non ci saranno problemi di educazione civica e rispetto dei luoghi. Se pensate che il ritrovarsi di giovani in una piazza sia motivo di pericolo, mettete di servizio una volante della forza pubblica (che magari permette di fare gratuitamente l’alcool test), vedrete che non ci saranno problemi di ordine pubblico.

Ieri con l’amico Andrea Davoli ho aderito alla campagna “Non Serve essere un panda per essere del WWF” promossa da Arcigay Reggio Emilia.
In un pomeriggio si sono tesserate all’associazione 20 persone eterosessuali, questo dimostra che i reggiani sono aperti e interessanti alla causa.
Ho rinnovato la mia tessera, sono iscritto da secoli, perché non ho mai tollerato le ingiustizie di genere, l’omofobia e le stupide contrapposizioni morali e religiose sulla questione LGBT.
E poi, metti che tra qualche anno mi nasce un figlio o figlia gay?
Il lassismo per me non è mai una buona scelta, vi invito a tesserarvi e magari aiutare il comitato arcigay presente nella vostra città.

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foto profilo_CVUn contributo dell’amica Graziana Bonvicini sul tema della città e della sua riqualificazione. Graziana è una geografa ma si occupa per amministrazioni e privati di progetti di coinvolgimento attivo della cittadinanza. Un contributo di chi ha a che fare con amministratori, parti sociali e cittadini da un punto di vista non fazioso. Per superare la conflittualità e rilanciare Reggio Emilia propone la città-laboratorio.

Reggio è una città viva, ogni giorno si condividono idee e progetti sulle politiche della città e sulle nuove forme di partecipazione cittadina. Reggio è pronta per accogliere questo cambiamento? Chiudo gli occhi e inizio a vederla sotto una luce diversa, sperimentale e nuova. Una città-laboratorio.

Si potrebbe orientare l’attenzione agli spazi pubblici della città, per riappropriarci fisicamente e mentalmente di queste aree, per stimolare un dibattito, per favorire la nascita di nuovi progetti. Sarebbe interessante individuare alcuni spazi inutilizzati all’interno del contesto urbano e avviare workshop di progettazione e confronto. Considerata la mia età, partirei coinvolgendo i giovani, ma insieme ad esperti di innovazione sociale e ad imprenditori, agli architetti e chiunque sia interessato al tema. Sedersi ad un tavolo, promuovere nuove collaborazioni, favorire la nascita di nuove start-up, individuare le risorse necessarie.

Alla base di questi workshop immagino tre elementi: spazi, reti e risorse.

Gli spazi sono i luoghi sfitti e inutilizzati, pubblici e privati, aree e edifici al momento abbandonati, anche in buono stato e perciò dall’alto potenziale, ma totalmente inespresso a causa del mercato economico e di proprietari che spesso preferiscono mantenere un locale sfitto rispetto a formule come l’affitto concordato.

Le reti invece sono le comunità che si potrebbero creare attorno a questi luoghi, comunità fisiche e virtuali, comunità interculturali, intergenerazionali, accomunate da bisogni comuni e animate dagli stessi valori e progetti.

Le risorse vanno intercettate a partire dai molti fondi pubblici e privati erogati a bando, sia a fondo perduto sia in co-finanziamento, ma di cui si sa sempre troppo poco (Risorse comunitarie, statali e regionali, ma anche di Fondazioni e Imprese private per il Terzo settore). Occorre dare più visibilità a tali opportunità e adottare meccanismi premiali di selezione e aggiudicazione (puntando su criteri di merito, di innovazione e replicabilità, di capacità gestionale, di ridistribuzione del credito) così da favorire realmente il libero mercato, la concorrenza e creare opportunità d’impresa per chi ha idee e capacità.

Reggio è pronta per accogliere questo cambiamento? Assolutamente sì. Ecco da dove si potrebbe partire.

logo_anpiTempo fa accennavo ad alcuni di voi una iniziativa antifascista ampia e forte sul territorio. Con l’A.N.P.I  come capofila parte un coordinamento di tutte le realtà antifasciste del territorio. Assemblee aperte a tutti gli antifascisti, nessuno escluso. Proponiamo un antifascismo non retorico e classico ma mirato a fermare l’avanzata dei partiti neofascisti e delle nuove destre populiste con tutto il bagaglio culturale e ideologico che si portano dietro. Chiederemo a tutti i candidati sindaci, di qualsiasi colore, di sottoscrivere questo impegno e di inserirlo nel proprio programma. Anche il Partito Democratico starà sul pezzo, ognuno di noi con la propria associazione o come singolo ci stia.

Per adesioni contattare l’A.N.P.I. di Reggio Emilia al numero di telefono 0522 432991 oppure sull’ indirizzo e-mail info@anpireggioemilia.it

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