smart-city-index-433x240Reggio Emilia prima smart city tra le città medie.
Al vertice della classifica dello Smart City Index, che misura: sanità, educazione, mobilità sostenibile, smart government, smart mobiliti, energie rinnovabili, efficienza energetica, risorse naturali.

Scarica il report sui 116 comuni capoluogo italiani e confronta i dati.

PDF-Logo Report 2013 Smart City Index

istoreco_100A Maggio 2014 con i volenterosi amici di Istoreco inizieremo un ciclo di iniziative sulla storia di Reggio Emilia nel chiostro dell’Istituto storico (Via Dante Alighieri 11,RE). Vogliamo rifuggire dalla classica iniziativa tradizionale e avvicinare i giovani a conoscere la storia del proprio territorio. Le serate saranno impostate come aperitivi conviviali dove si incroceranno e sperimenteranno nuove forme di conoscenza per tramandare i sapere: dal reading, al visual, al concerto…

Cerchiamo quattro giovani che presentino la propria tesi di laurea.

Deve riguardare la storia di Reggio Emilia ma può spaziare a 360 gradi, nessun argomento escluso. Se siete interessate mandate un mail all’amico e compagno Andrea Montanari a andrea.montanari@hotmail.com

Ci ha lasciato ieri Roberto “Freak” Antoni, lo storico leader degli Skiantos.
Le sue canzoni hanno accompagnato la mia adolescenza ed era un grande amico di Festareggio. L’ultima iniziativa-concerto dove ero venuto a sentirti con gli amici era a fine Novembre 2013 alle Cucine del Popolo di Massenzatico ed eri stato grandioso come sempre.

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montanari-andrea132Da tempo a Reggio si parla di un museo del Novecento, ma non ci siamo mai accorti che ne abbiamo uno proprio intorno a noi. Una proposta dell’amico e compagno Andrea Montanari, storico, giornalista, compagno d’avventure a concerti, bevute e escursioni a convegni e mostre dove siamo sempre i più giovani.

 

Partiamo da due presupposti: il primo è che Reggio Emilia è un grande museo del Novecento a cielo aperto. Il secondo: in tempi come questi le soluzioni culturali devono per forza essere economiche e “agili” (non per questo prive di contenuti e poco significative). Potremmo aggiungere un terzo presupposto, a questo punto: l’approccio alla storia della nostra città deve essere laico innanzitutto, e non orientato all’avanguardismo a tutti i costi.

Come coniugare questi elementi e “fare storia” per tutti nella nostra città? Una soluzione interessante nel campo della didattica della Shoah, ma espandibile a tutti i campi, l’ha creata l’artsita tedesco Gunter Demnig con le sue “Pietre d’inciampo”, ormai diffusissime anche in Italia: piccole targhe di ottone di 10×10 cm poste in terra davanti al luogo in cui abitava un ebreo poi deportato che ne raccontano brevemente la vicenda

Le spese di installazione, si capirà, sono veramente esigue. Perché non realizzare un’operazione simile anche in città? Pensiamo a un tour delle pietre d’inciampo da offrire ai turisti di passaggio. Ripeto e sottolineo, le targhe di ottone possono essere legate a qualsiasi evento storico, tramandandone il ricordo e riempiendo “il luogo” fisico in cui la storia si è compiuta. Monaco di Baviera ha una app gratuita che offre un percorso storico legato a queste targhe commemorative.

La “didattica dei luoghi” rimane l’unica strada percorribile se poi pensiamo alla crisi delle “vecchie” sedi museali che siamo abituati a conoscere e che facciamo così fatica a ripensare.

pietreinciampoapp

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