La questione morale nel PD, da che parte stanno i cattolici?

Sulla Gazzetta trovate un mio intervento sul tema del voto etico. Un tema stringente più che mai dopo i fatti di Verona dove la capogruppo del PD ha votato una mozione con la Lega contro l’interruzione di gravidanza e le parole del Papa che paragona una donna che abortisce a un assassino sicario. In questi tempi bui dobbiamo sapere da che parte del fosso staranno i cattolici del PD, se asseconderanno la reazione di destra sui diritti civili, se useranno la scappatoia del “voto etico” o se staranno con noi progressisti a difendere i diritti civili di donne e omosessuali. 

Non esiste solo Carla Padovani. La capogruppo del PD in consiglio comunale a Verona si è resa complice insieme alla peggior destra dell’approvazione di una mozione a Verona che attenta sempre di più alla legge 194, alla nostra vita, alla libertà di scelta delle donne di cosa fare del proprio corpo. Ma la signora capogruppo non è nuova alle cronache, essendosi distinta per anni nella sua lotta contro le unioni civili e a favore dell’omofobia. C’é una questione morale da affrontare da sempre nel PD che riguarda il voto dei cattolici rispetto alle questioni sui diritti civili delle donne e omosessuali.

Senza andare troppo lontano in Regione Emilia Romagna da più di una legislatura è ferma la Legge Mori contro l’omofobia per via della minoranza cattolica del PD (il PD da solo ha i numeri per approvare qualsiasi legge). La consigliera reggiana Ottavia Soncini che già nel 2015 aveva fatto una crociata contro la campagna di educazione all’affettività “W l’amore” considerata troppo forte per i bambini perché si parlava di omosessualità e quindi considerata gender (il complotto che vede una presunta lobby gay cercare di omosessualizzare il mondo partendo dai bambini). Così come l’eurodeputato di Cesena Damiano Zoffoli che al Parlamento Europeo ha votato contro le unioni civili e ha partecipato alla manifestazione omofoba del Family Day. Questi sono i cattodem, la corrente che ha al suo interno anche il reggiano Graziano Delrio e che ha come padre politico Pierluigi Castagnetti. La legge sulle unioni civili di Monica Cirinnà che conosciamo non è quella originale perché trenta parlamentari del PD di area renziana minacciavano di defilarsi dalla scelta del gruppo per “voto etico”, così non è passata ad esempio la norma sul riconoscimento dei figli delle coppie omosessuali (stepchild adoption) che avrebbe tutelato i bambini delle famiglie arcobaleno. 
Io stesso nel 2015 ho avuto la sfiducia in Sala del Tricolore richiesta della destra e votata dal PD perché avevo detto pubblicamente l’ovvio, che il vescovo Massimo Camisasca, ideologo di Comunione e Liberazione, supporta la teoria del gender e che questa è una teoria falsa che propaganda odio e falsità.  Ma il Vescovo anche se omofobo è conservatore non si tocca, neanche se poi si scopre che a Reggio Emilia sono attivi dal 2015 con il benestare dalla Diocesi i corsi di rieducazione dall’omosessualità dei fanatici di Courage.

Ce lo siamo detti per anni che è bello che il PD sia un partito plurale, ma esiste una linea e non credo che chi si batte a favore dei diritti delle donne o degli omosessuali e chi si batte contro di questi possa coesistere all’interno di uno stesso partito. Il richiamo al “voto etico” per mascherare queste schifezze e la sudditanza ideologica, vera o faziosa per ricercare i voti, a certi gruppi antitempo della chiesa cattolica é una questione morale che riguarda da sempre i cattolici del PD.

Nel 2005 Romano Prodi si definisce un “cattolico adulto” e chiarisce che andrà a votare quando ci sono in ballo diversi referendum proposti dai radicali tra cui il referendum sulla Legge 40 riguardante la fecondazione assistita che, se avessero vinto i sì, avrebbe liberalizzato completamente questa pratica. Sì sa che le religioni rispetto alla ricerca medica hanno sempre avuto qualche difficoltà.  La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è l’assemblea permanente dei vescovi italiani, capeggiata da Camillo Ruini già ex vescovo a Reggio Emilia, era chiaramente contraria alla fecondazione assistita e invitava all’astensione. Come si sa, quando un referendum non è votato da almeno il 50% degli aventi diritto, viene annullato qualunque sia il risultato del voto espresso, la Legge 40 è ben lontana dal ricalcare l’insegnamento della Chiesa in materia, ma l’approvazione del referendum l’avrebbe peggiorata di molto: troppo rischioso andare a votare, meglio farlo fallire per mancanza di votanti. Prodi, e con lui altri politici cattolici decisero invece di andare a votare sfidando apertamente i vescovi e gli ultraconservatori.

Non dovrebbero esserlo tutti nel PD, “cattolici adulti”? Cattolici che si sentono pienamente tali pur non sottostando al Magistero della Chiesa Cattolica, è un tema quanto mai forte soprattutto per chi ha posizioni nelle istituzioni e deve decidere per la collettività.
Non so chi sarà il futuro segretario del Partito Democratico ma a chiunque avrà l’onore di diventarlo dovrà fare chiarezza sulle posizioni che riguardano il corpo delle donne e i diritti delle persone LGBTI.  Perché il “voto etico” o peggio il salto di schieramento a destra spesso serve a far saltare le maggioranze e non far approvare leggi che migliorano la vita delle persone.

Soprattutto ora che abbiamo una ondata reazionaria e medioevale senza precedenti, in Parlamento è nato un gruppo “Vita, famiglia e libertà” composto da ben 150 parlamentari, in prima fila il senatore leghista Pillon che ha recentemente promesso: “impediremo alle donne di abortire”, che ha come scopo togliere l’interruzione di gravidanza e le unioni civili. Dobbiamo sapere da che parte del fosso staranno i cattolici del PD, se asseconderanno la reazione di destra sui diritti civili con la scappatoia del “voto etico” o se staranno con noi progressisti.

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