Archivio tag: antifascismo

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Saluti romani in pubblico, gadget fascisti e nazisti, dai calendari ai vini. Un problema che si ripresenta ciclicamente, e le numerose denunce fatte in molte città ad oggi non hanno risolto il problema.  Altrettanto importante è l’aggravante di pena derivante dall’aver commesso il fatto attraverso strumenti telematici o informatici: non c’è dubbio, infatti, che la propaganda di determinate condotte ha ormai trovato un terreno privilegiato attraverso le nuove tecnologie che consentono con pochi click di veicolare messaggi, immagini o simboli a una platea di destinatari certamente sconosciuta ai tempi in cui fu approvata la legge Scelba del 1952, la legge che vieta l’apologia di fascismo.

Non si può ricondurre a un fatto di folklore la complessa attività commerciale che ruota intorno alla vendita e al commercio di gadget che riproducono immagini, simboli o slogan esplicitamente rievocativi dell’ideologia del regime fascista o nazifascista. È necessario studiare e informare ma anche fermare a livello di legge questa banalizzazione dei crimini nazifascisti.

Emanuele Fiano è promotore in parlamento della proposta di legge 3343 che chiede un’integrazione al Codice penale relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazista. Nella pratica si chiede l’introduzione di un nuovo reato attualmente non inserito nel Codice penale, introducendo l’articolo 293-bis.Si introduce un nuovo comma all’articolo 4, che stabilisca che chiunque produce, distribuisce, diffonde o vende direttamente o attraverso qualsiasi modalità, anche telematica, beni mobili raffiguranti immagini o simbologie che si richiamano all’ideologia fascista o nazi-fascista commette reato di apologia di fascismo, ed è assoggettato alla stessa pena prevista dal comma 1 per questo reato, ossia la reclusione da sei mesi a due anni e alla multa da 206 a 516 euro.

Nella direzione di vietare i gadget fascisti e nazisti si era mossa anche la Regione Emilia Romagna con una risoluzione portata avanti da PD, Sel e Altra Emilia Romagna.

E’ doveroso applicare una normativa nazionale valida sia per i negozi che per i mercati e fiere in tutta Italia e anche qui a Reggio Emilia, in questa direzione va la mozione che discuteremo domani in Sala del Tricolore. 

PDF-Logo Leggi la mozione per vietare la vendita dei gadget fascisti

 

 

 

I detrattori di questa proposta, in buona o cattiva fede, muoveranno argomentazioni di questo tipo a cui voglio rispondere subito:

i problemi sono altri 

il benaltrimo serve proprio a non voler affrontare le questioni scomode per alcuni.

dei commercianti falliranno

confido che un commerciante capace avrà ragione anche vendendo altre ambiti merceologici che non richiamino il fascismo e nazismo.

vengono venduti gadget di ispirazione comunista

Ogni Stato ha la sua storia, in Polonia vige il reato di apologia comunista ad esempio, in Italia abbiamo avuto oltre 20 anni di dittatura fascista che ha portato milioni di morti.
Consiglio di leggere come è regolata l’apologia di nazismo in Germania.

si limita la libertà di espressione

Ogni democrazia ha delle salvaguardie e dei limiti, per questo esistono le leggi. Comprare mazze con scritte fasciste e fare il saluto romano ledono queste salvaguardie e offendono la nostra storia. Consiglio di ascoltare il Presidente Pertini in questa sua analisi su fascismo e libertà di espressione che ho sempre trovato illuminante.

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Saluti romani in pubblico, gadget fascisti e nazisti, dai calendari ai vini. Un problema che si ripresenta ciclicamente, e le numerose denunce fatte in molte città ad oggi non hanno risolto il problema.  Altrettanto importante è l’aggravante di pena derivante dall’aver commesso il fatto attraverso strumenti telematici o informatici: non c’è dubbio, infatti, che la propaganda di determinate condotte ha ormai trovato un terreno privilegiato attraverso le nuove tecnologie che consentono con pochi click di veicolare messaggi, immagini o simboli a una platea di destinatari certamente sconosciuta ai tempi in cui fu approvata la legge Scelba del 1952, la legge che vieta l’apologia di fascismo.

 

Non si può ricondurre a un fatto di folklore la complessa attività commerciale che ruota intorno alla vendita e al commercio di gadget che riproducono immagini, simboli o slogan esplicitamente rievocativi dell’ideologia del regime fascista o nazifascista. È necessario studiare e informare ma anche fermare questa banalizzazione dei crimini nazifascisti.
Di questo tema si parlerà sabato 23 gennaio in un incontro in programma alle 17.00 alla sinagoga di via dell’Aquila a Reggio Emilia, organizzato da Istoreco in collaborazione con il Coordinamento Provinciale Antifascista. Vi invito a partecipare.

 

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Sarà l’occasione per ragionare insieme al parlamentare Emanuele Fiano, promotore di una proposta di legge 3343 che chiede un’integrazione al Codice penale relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazista. Nella pratica si chiede l’introduzione di un nuovo reato attualmente non inserito nel Codice penale, introducendo l’articolo 293-bis.Si introduce un nuovo comma all’articolo 4, che stabilisca che chiunque produce, distribuisce, diffonde o vende direttamente o attraverso qualsiasi modalità, anche telematica, beni mobili raffiguranti immagini o simbologie che si richiamano all’ideologia fascista o nazi-fascista commette reato di apologia di fascismo, ed è assoggettato alla stessa pena prevista dal comma 1 per questo reato, ossia la reclusione da sei mesi a due anni e alla multa da 206 a 516 euro.

Nella direzione di vietare i gadget fascisti e nazisti si era mossa anche la Regione Emilia Romagna con una risoluzione portata avanti da PD, Sel e Altra Emilia Romagna.

Fatti i dovuti passaggi è doveroso applicare una normativa valida sia per i negozi che per i mercati e fiere in tutta Italia e anche qui a Reggio Emilia.

I detrattori di questa proposta, in buona o cattiva fede, muoveranno argomentazioni di questo tipo a cui voglio rispondere subito:

i problemi sono altri 

il benaltrimo serve proprio a non voler affrontare le questioni scomode per alcuni.

dei commercianti falliranno

confido che un commerciante capace avrà ragione anche vendendo altre ambiti merceologici che non richiamino il fascismo e nazismo.

vengono venduti gadget di ispirazione comunista

Ogni Stato ha la sua storia, in Polonia vige il reato di apologia comunista ad esempio, in Italia abbiamo avuto oltre 20 anni di dittatura fascista che ha portato milioni di morti.
Consiglio di leggere come è regolata l’apologia di nazismo in Germania.

si limita la libertà di espressione

Ogni democrazia ha delle salvaguardie e dei limiti, per questo esistono le leggi. Comprare mazze con scritte fasciste e fare il saluto romano ledono queste salvaguardie e offendono la nostra storia. Consiglio di ascoltare il Presidente Pertini in questa sua analisi su fascismo e libertà di espressione che ho sempre trovato illuminante.

casapoundroseinbocca

Domenica c’è stata un’aggressione fascista contro il Centro Sociale Dordoni di Cremona. 
In 60 contro 7 hanno assaltano la struttura. La vita di Emilio, colpito dalle spranghe dei militanti di CasaPound, è appesa a un filo. Se siete laici sperate, se credete pregate.

Espressa la solidarietà, emergono due considerazioni: la prima legata all’uso della violenza come mezzo di azione politica e la seconda legata al neofascismo in Italia.

Il primo è un problema complesso che riguarda associazioni di diverso colore, che intendono una militanza totale e quindi anche fisica. Il metodo democratico presuppone tutti gli strumenti per cambiare la società, mentre la politica delle avanguardie di alzare il livello dello scontro sociale non ha mai funzionato. Ogni azione violenta allontana da chi la compie le persone e l’opinione pubblica. L’uso alle violenza è controproducente anche perché non si combattano i fascisti con i metodi dei fascisti, bisogna essere superiori.

Il secondo invece è molto più semplice: da antifascisti e democratici non dobbiamo permettere che associazioni e partiti politici di stampo fascista siano legittimate.
CasaPound Italia deve cessare di esistere. CasaPound va chiusa non solo per questo fatto specifico, ma per la lunga lista di eventi simili registrati in questi anni, che fanno di questa associazione un pericolo per la democrazia.

Sono numerosi i fatti di cronaca violenta che riguardano questa associazione. Riprendo ad esempio quello degli scontri di Piazza Navona a Roma nel 2008 dove vengono malmenati gli studenti delle scuole superiori di Roma in protesta contro la Riforma Gelmini, episodio che ha portato all’occupazione da parte di Casa Pound della sede RAI di Via Teulada. Questi sono i metodi degli autodefiniti “Fascisti del terzo millennio”.

casapoundCasa Pound è un movimento politico fondato a Roma a seguito di un’occupazione di uno stabile nel quartiere Esquilino, poi diventata associazione di promozione sociale, stessa categoria associativa dell’Arci per intenderci, nel 2008. Pensate a Cas Pound come a un centro sociale autogestito però di destra e molto ben organizzato. Attraggono i giovani delle periferie proponendo i classici modelli fascisti (obbedienza, Duce, culto del corpo, patria, famiglia) mischiati a elementi di solidarietà alla povertà e forme del movimentismo no global.

L’attenzione è massima, già dal 2009 qui a Reggio Emilia c’erano stati fatti di cronaca gravi. All’epoca avevamo raccontato la nascita di CasaPound sul territorio reggiano e in Italia con un documentario promosso dai Giovani Democratici.

Per ovviare alla tipica interpretazione letteraria e sbagliata del principio di Voltaire “Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”, che in questa epoca di politica pop potrebbe far passare i fascisti come ragazzi che alla fine amano la politica, riprendo il grande presidente della Repubblica (e partigiano) Sandro Pertini.
Parlando di democrazia e libertà, ha espresso un pensiero cardine per approcciarci ai movimenti di ispirazione fascista: “Dico ai miei avversari: io combatto la tua fede perché è contraria alla mia. Ma sono pronto a battermi sino al prezzo della vita perché tu possa esprimere liberamente i tuoi pensieri. Il fascismo invece per me non può essere considerato una fede politica, è l’antitesi delle fedi politiche, perché il fascismo opprime le fedi altrui”.

Istituzioni, forze politiche, associazioni, sindacati e cittadini: siate tutti antifasciti, non più solo il 25 Aprile o per le commemorazioni comandate ma prendete posizione quotidianamente sul tema del fascimo, non sottovalutatelo. Nei contesti di crisi economica questi movimenti trovano terreno fertile per raccogliere adesioni e spazi per le proprie azioni (vedi Alba Dorata in Grecia). La questione della deriva neofascista riguarda tutti, non possiamo aspettare la prossima testa spaccata per indignarci.