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legalizziamo proposta di legge popolare

Depositata in Comune a Reggio Emilia la mozione per supportare l’attività dell’Intergruppo Parlamentare Cannabis Legale e la raccolta firme della proposta di legge popolare Legalizziamo! Domenica 6 Novembre al Circolo Gardenia vi aspetto all’incontro con il Senatore Benedetto Della Vedova. 

Siamo partiti come gruppo di maggioranza PD-Sel da due valutazoni contenute nella relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia:  il 32% degli italiani ha consumato cannabis, ben 4 milioni nell’ultimo anno, ma soprattuto che la stessa direzione nazionale antimafia ha denunciato il totale fallimento dell’azione repressiva.

Decenni di proibizionismo sulle sostanze stupefacenti hanno fatto aumentare la produzione, i traffici, i consumatori. Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali.

Le droghe sono più diffuse ed economiche che mai. Circolano ovunque, dalle scuole alle carceri passando per i vicoli e dal web. Solo in Italia il giro d’affari della narcomafie è stimato intorno ai 30 miliardi euro.  Le Nazioni Unite confermano che il fenomeno riguarda oltre il 5% della popolazione mondiale.

La guerra alla droga ha consegnato un problema socio-sanitario al diritto penale, facendolo diventare una questione di ordine pubblico e, in certi casi, di sicurezza nazionale. Milioni di persone sono in carcere per reati di droga. Reati che non fanno vittime. La corruzione e la violenza, in particolare nei Paesi produttori e di transito, mettono in pericolo le democrazie. Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono per questa guerra.

La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate ha anche imposto enormi limitazioni alle ricerca scientifica pura e a quella applicata allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie, bloccando il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.

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Dal 2015 lavora l’Intergruppo parlamentare Cannabis Legale di cui fanno parte oltre 100 onorevoli tra deputati e senatori di tutti gli schieramenti politici (PD, M5S, Forza Italia, Sinistra Italiana, Misto e altri).

 

COSA DICE L’INTERGRUPPO CANNABIS LEGALE. La legge in discussione alla Camera dei Deputati, si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

È possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. È altresì consentita la detenzione del prodotto ottenuto dalle piante coltivate. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato. È possibile iniziare a coltivare decorsi trenta giorni dall’invio della comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. Anche in questo caso le comunicazioni sono protette dalle norme previste per i “dati sensibili” dal Codice Privacy.

È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Per queste attività sono autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. Per le attività soggette a monopolio sono previsti principi (tracciabilità del processo produttivo, divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento, ecc. ecc.), la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.

Sono previste norme per semplificare la modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale. Sono inoltre semplificate le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis. L’obiettivo è quello di migliorare una situazione, come quella attuale, in cui il diritto a curarsi con i derivati della cannabis è formalmente previsto, ma sostanzialmente impedito da vincoli burocratici, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati.

Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish  in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.

Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetraidrocannabinolo (THC) che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto “drogante”.

I proventi derivanti per lo Stato dalla legalizzazione del mercato della cannabis sono destinati per il 5% del totale annuo al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione/detenzione di cannabis, sono interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti.

LA PROPOSTA LEGALIZZIAMO! Nella stessa direzione della legge di intergruppo va la proposta di legge popolare Legalizziamo!  promossa da Associazione Luca Coscioni, Antigone, Radicali Italiani, Coalizione Italiana, Forum Droghe, La società della Ragione, A Buon Diritto, La Piantiamo, Coalizione per la Legalizzazione e Possibile.
I1 maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ‘ricreativo’, cioè per fumarsela: 15 grammi a casa, 5 grammi fuori casa. Divieto assoluto invece per i minorenni. La marijuana si potrà coltivare a casa (fino a un massimo di 5 piante), ma il raccolto non potrà essere venduto. In arrivo, poi, i Cannabis social club: agli over 18 residenti in Italia sarà consentita la coltivazione in forma associata in enti senza fini di lucro (fino a 50 membri).

Regole precise anche per quanto riguarda la vendita: previa autorizzazione si potrà coltivarla e lavorarla e la vendita al dettaglio avverrà in negozi dedicati, forniti di licenza dei Monopoli. Vietate invece importazione ed esportazione. Il progetto di legge consente l’auto-coltivazione per fini terapeutici e saranno più semplici le modalità di prescrizione dei farmaci a base di cannabis. Rimangono i divieti di fumo nei luoghi pubblici (compresi i parchi) e di guida se in stato di alterazione. Il 5% dei proventi che lo Stato incasserà nelle procedure di autorizzazione e vendita verranno utilizzate per iniziative di lotta alla droga.

LA POSIZIONE DELLA DNA  Nella sua ultima Relazione annuale, la Direzione Nazionale Antimafia (DNA) ha denunciato apertamente, a proposito dell’azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis, “il totale fallimento dell’azione repressiva” e “la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi”. D’altra parte, aggiunge la DNA, dirottare ulteriori risorse su questo fronte ridurrebbe l’efficacia dell’azione repressiva su “emergenze criminali virulente, quali quelle rappresentate da criminalità di tipo mafioso, estorsioni, traffico di essere umani e di rifiuti, corruzione, ecc.” e sul “contrasto al traffico delle (letali) droghe ‘pesanti’”.

In questo quadro, è proprio la DNA a proporre politiche di depenalizzazione che potrebbero dare buoni risultati “in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite”.

La proposta della DNA è tutt’altro che teorica, vista l’evoluzione della politica e della legislazione sulle droghe leggere nel Paese, che è stato per decenni un guardiano e un garante inflessibile dell’ordine proibizionista. Negli USA, infatti, cresce rapidamente il numero degli Stati che hanno legalizzato la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo. Colorado, Washington, Oregon, Alaska e District of Columbia segnano una tendenza che è destinata a consolidarsi e che la Presidenza Obama non intende minimamente avversare. A questi si aggiungono l’Uruguay nonché altri Paesi, anche europei, che stanno sperimentando strategie più o meno esplicite di depenalizzazione.

 

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LEGGI LA MOZIONE A FAVORE DELLA LEGALIZZIONE 

 

 

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Vi aspetto Domenica 6 Novembre alle 18.00 al Circolo Arci Gardenia, viale Regina Elena 14 a Reggio Emilia, per l’incontro che abbiamo organizzato con il Circolo Darwin insieme agli amici di Canapaio Ducale ParmaModererò il dibatto tra il Senatore Benedetto della Vedova, presidente dell’Intergruppo Cannabis Legale, che ci presenterà la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis ora in discussione in parlamento e Luca Marola di Canapaio Ducale che ci parlerà di processi di legalizzione vincenti realizzati nel mondo.

Qui trovate tutte le informazioni.