Archivio tag: Lavoro

Occupazione, Contratti di lavoro


Dal 2017 molti lavoratori e lavoratrici a partita iva in Italia possono beneficiare di importanti tutele relative alla malattia, agli infortuni e al percepimento dell’indennità di maternità.

Tutti i lavoratori e le lavoratrici che versano i contributi alla gestione separata INPS non iscritti ad ordini professionali, possono godere di queste importanti tutele senza dover pagare nulla e senza entrare in conflitto con le eventuali assicurazioni private stipulate in proprio.
Per esercitare tali diritti, e usufruire di queste tutele, puoi rivolgerti al patronato Inca Cgil per avere assistenza e consulenza dall’inizio alla fine del percorso.  Qui potete accedere a tutte le tutele e servizi. 

Vi aspettiamo a Impact Hub Reggio Emilia, Via Statuto,3 Giovedì 11 Ottobre alle 18.30 per informare tutte le partite iva di Reggio Emilia dei diritti e delle tutele a cui hanno diritto, come malattia, infortunio, maternità. 

Sarà presente Silvano Cavalletti – responsabile Formazione e consulenza Inca Reggio Emilia – per spiegare qauli le tutele di cui si dispone per legge.  Seguirà aperitivo offerto dalla CGIL Reggio Emilia.

L’evento è gratuito ti chiediamo però di dare conferma cliccando qui o mandando un messaggio what’s app al 3384623474 o scrivendo una mail a re_precari@er.cgil.it

La finalità principale di questo documento è quella di salvaguardare i piccoli sistemi produttivi consolidati da tradizioni locali, mettendo a disposizione dei cittadini e delle microimprese di Reggio Emilia un laboratorio di trasformazione vegetale e animale al fine di poter ottenere una pluralità di prodotti destinati al mercato locale in spazi limitati e con modesti investimenti e così facendo sostenere l’economia. LEGGI IL DOCUMENTO

I prodotti alimentari locali, soprattutto biologici, stanno conoscendo un’espansione e un successo ineguagliabili. Dopo i Gruppi di Acquisto Solidale e la prolificazione degli orti urbani e a Km 0, il settore ortofrutticolo e non solo della filiera corta sta conoscendo una nuova ed esaltante fase di sviluppo.  Un laboratorio di trasformazione alimentare può offrire una combinazione infinita di prodotti, proponendo la preparazione di ricette tipiche della tradizione emiliana ma anche dando la possibilità ai cittadini di preparare alimenti di cucina straniera.

Tale locale può essere destinato alla:

  • macellazione aziendale di avicoli e cunicoli e piccola selvaggina allevati nell’azienda agricola
  • lavorazione delle carni
  • produzione di conserve vegetali
  • smielatura
  • produzione di derivati del latte
  • lavorazione di altre piccole produzioni a partire da materie prime aziendali

In linea di massima, non sono richieste conoscenze tecniche particolari. Il vantaggio di questa attività artigianale risiede nel fatto che, oltre alla vendita diretta ai consumatori finali, fra i propri clienti sarà possibile annoverare anche i negozi di prodotti tipici e biologici della zona, i punti vendita di prodotti di alta qualità  ma anche agriturismi e ristoranti in cerca di prodotti non paragonabili a quelli delle lavorazioni industriali.

Tale laboratorio ha come finalità quella di garantire la sicurezza degli alimenti lungo tutta la filiera alimentare a partire dalla produzione primaria. Così che i prodotti trasformati seguano il metodo HACCP e un corretto smaltimento dei rifiuti. I vantaggi sono:

  • Si permettono le lavorazioni di più prodotti in un unico locale.
  • Non si richiedono onerosi investimenti per strutture ed attrezzature.
  • Si consente la vendita di piccoli quantitativi prodotti ottenuti in ambito locale anche al dettaglio.

La Regione Emilia Romagna, con la Legge  4/2009, ha provveduto a normare le attività agrituristiche; con successiva deliberazione della Giunta regionale 987/2011  ha approvato la norme operative della legge medesima che prevedono:

  • possibilità di macellazioni in locali a requisiti ridotti;
  • possibilità di utilizzare la cucina agrituristica nei giorni di chiusura per lavorazioni e trasformazioni a basso rischio igienico sanitario;
  • possibilità di prevedere un laboratorio pluriuso per la lavorazione dei prodotti agricoli.

Il quadro normativo vigente nella nostra realtà consente quindi, da diversi anni a questa parte, di effettuare in un unico locale adeguatamente attrezzato più lavorazioni che, seguendo le singole normative di settore, richiederebbero autorizzazioni e locali specifici.

Il programma regionale di sviluppo rurale 2014 – 2020 concede finanziamenti a favore delle attività agrituristiche nell’ambito del tipo di operazione 6.4.01 “Creazione e sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche”. Nei primi mesi del 2019 è prevista la pubblicazione di un ulteriore bando – l’ultimo dell’attuale periodo di programmazione – con una disponibilità prevista di circa 4 milioni di euro.

Questo documento impegna il Sindaco e la Giunta Comunale:

  • A inserire nel DUP “Documento Unico di Programmazione” del Comune di Reggio Emilia l’obiettivo di realizzare un laboratorio di trasformazione alimentare a Reggio Emilia.
  • A contattare le associazioni di categoria del settore agroalimentare e dello sviluppo economico del territorio che potranno contribuire e collaborare al progetto. A contattare altresì istituti superiori agrari, come l’Istituto Antonio Zanelli e l’Istituto Angelo Motti, l’Università di Reggio Emilia, la facoltà di Agraria, e il C.R.P.A. “Centro Ricerche Produzioni Animali” per creare sinergie .
  • A convocare entro tre mesi dell’approvazione di questo documento una commissione consigliare per trattare i progressi di tale proposta e aggiornarsi sui lavori da svolgere.

LEGGI LA MOZIONE PER CREARE UN LABORATORIO DI TRASFORMAZIONE ALIMENTARE A REGGIO EMILIA 

ciclofattorini rider reggio emiliaDopo la notizia che la multinazionale di consegna del cibo Uber Eats è arrivata a Reggio Emilia e la richiesta della CGIL di intervenire per dare tutele ai lavoratori con altri consiglieri comunali ho depositato un documento per arrivare alla carta dei rider sull’esempio di Bologna.

 

C’è chi pedala in sella a una bicicletta o sfreccia col motorino per consegnare pizze e pasti pronti, ma anche chi si occupa di servizi cloud, come l’elaborazione dati. O chi si rivolge a servizi più tradizionali di babysitting o di pulizie per chi affitta casa su Airbnb. Il pianeta della “gig economy” in Italia occupa tra 700mila e un milione di giovani addetti.

La prima fotografia sui nuovi lavori “on demand’” che si offrono e si scambiano su app e piattaforme web, è stata scattata dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti con una indagine ad hoc. I primi risultati sono stati presentati al Festival dell’Economia di Trento, che ha messo al centro del dibattito proprio il rapporto tra lavoro, tecnologia e diritti. I rider sono appena il 10% di questa nuova galassia di lavoratori e di questi sono circa 10mila quelli che lavorano per le piattaforme di food delivery. Nella ricerca della Fondazione solo un 45% si dichiara tra soddisfatto e molto soddisfatto del suo lavoro che rimane comunque in gran parte occasionale, visto che il 50% dei gig worker lo fa per 1-4 ore a settimana e il 20% tra 5 e 9 ore.

Circa la metà di chi fa questi lavori è donna, con livelli di studio elevato. Solo per 150mila, lo 0,4% dell’intera popolazione, si tratta dell’unico lavoro. Gli immigrati rappresentano il 3 per cento. Questi lavoratori vengono contrattualizzati nel 10% dei casi come cococo, mentre il 50% con collaborazione occasionale a ritenuta d’acconto. Più del 50% viene pagato a consegna, mentre meno del 20% è pagato a ora. Il guadagno medio si attesta sugli 839 euro per chi lo fa come lavoro principale e 343 euro per chi lo fa come lavoretto (in media circa 12 euro lordi l’ora).

In Italia i rider sono circa 10mila. E sono soprattutto giovani o giovanissimi, che arrotondano, magari durante il percorso di studi, incassando in media circa 12,5/12,8 euro lordi l’ora.

I riders non godono di basilari e importanti tutele come l’assicurazione sanitaria, un monte ore settimanale, i contributi per la manutenzione dei mezzi, un’indennità per le condizioni meteo avverse e per i turni festivi, un limite di chilometri per le distanze da percorrere in bicicletta, la malattia, l’infortunio, la maternità e tanto altro.

Costretti a tempi e turni massacranti e sempre monitorati dal servizio i rider hanno spesso gravi incidenti, ed esempio un 28enne di “Just eat” che il 17 maggio scorso, durante una consegna, è rimasto incastrato fra due tram in via Montegani a Milano oppure il 21 Marzo a Bologna un rider è rimasto investito in Via Marconi da un autobus.

Sul territorio nazionale sono attivi esempi locali di amministrazioni virtuose: la Regione Lazio ha recentemente concluso, il 14 Giugno 2018, una consultazione per scrivere con i cittadini una nuova legge regionale a tutela dei rider mentre a Bologna è stata firmata, giovedì 31 maggio 2018, la “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano”, tra i firmatari della Carta c’è il Comune di Bologna, i Riders Union Bologna, i segretari generali Cgil, Cisl e Uil e i vertici di Sgnam e Mymenu, marchi della nuova società Meal srl. 

In attesa che il Governo approvi una legge da troppo tempo attesa, il Consiglio Comunale di Reggio Emilia esprime

Adesione e sostegno alle legittime rivendicazioni di tutela dei lavoratori della gig economy, in particolare a inquadrare meglio in favore del lavoratore il rapporto di lavoro con la piattaforma digitale.
Impegna il Sindaco e la Giunta

  • A contattare le aziende, i sindacati e le associazioni del territorio per arrivare alla firma di un documento che riprende lo spirito e la vocazione de la Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano di Bologna.
  •  A convocare entro tre mesi, dalla approvazione di questa mozione comunale, una commissione consigliare per trattare i progressi di tale proposta e aggiornarsi sui lavori da svolgere.
  • A mandare il documento alla Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna per realizzare un percorso analogo a quello della Regione Lazio per arrivare entro fine legislatura (Novembre 2019) ad approvare una carta regionale per dare le tutele ai rider.
  • A inviare questo documento ai parlamentari reggiani e al Ministero del Lavoro.

PDF-Logo

 

Leggi la proposta per la carta dei rider di Reggio Emilia

 

nidil refactory 10 maggio 2018

Giovedì 17 Maggio abbiamo organizzato un incontro allo spazio coworking ReFactory per conoscerci tra p.iva e presentare le nuove tutele di cui disponiamo. 

NIdiL CGIL invita tutte le partita iva di Reggio Emilia a un evento organizzato dagli amici dello Spazio Coworking ReFactory in Via Lelio Corsi 3f (dietro la Camera del Lavoro) Giovedì 17 Maggio alle 18.00 per informare i lavoratori autonomi dei diritti e tutele che esistono, non regalate ma pagate dai contributi che versano all’INPS. In particolare parleremo della MALATTIA, INFORTUNIO e MATERNITA’. Seguirà un aperitivo offerto a tutti i partecipanti.

Facciamo un esempio che riguarda ‘indennità economica di maternità: è pari all’80% di 1/365 del reddito percepito negli stessi 12 mesi presi a riferimento per l’accertamento del requisito contributivo. Facciamo un esempio: una lavoratrice a p.iva con un reddito di 15.000€ percepirà dall’INPS 4.964,88€ di indennità di maternità. Oppure per la malattia dal quarto giorno viene riconosciuta una indennità calcolata sul massimale contributivo diviso per 365 giorni ed é dovuta per ogni giornata di degenza nella misura dell’8% 12% e 16% in virtù della contribuzione versata, può variare dai 21,99€ ai 43,98€ giornalieri nel caso massimo.

QUI TROVATE MAGGIORI INFORMAZIONI SULL’EVENTO E PER PARTECIPARE

 

EX_Associazione Donne Migranti Italia-Somalia, Copertina FB Sahib

Come le esperienze positive di cooperazione internazionale possono migliorare la vita delle persone in Africa? Un esempio è il progetto MIDA Youth finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri che ha creato lavoro per venti ragazzi e ragazze somale under 35 a Kismayo.

76

 

 

 

 

 

La cooperativa è già attiva e si occupa di informatica e stampa con ottimi successi, finanziata per 60.000€ ha coinvolto partner somali come SAAB Foundation e italiani come Filef e l’associazione Donne Migranti Italia-Somalia in Emilia Romagna guidata dalla Dottoressa Layla Yusuf che presenterà il progetto Venerdì 18 Maggio alle 17.30 in Comune a Reggio Emilia, Piazza Prampolini 1, all’evento SAHIB (L’amicizia) tra Italia e Somalia che coinvolgerà relatori importanti equalificati tra cui Laura Salsi, presidente di FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie) e Luca Bosi, presidente di Boorea Cooperativa, due associazioni che da anni promuovono progetti di solidarietà per lo sviluppo umano e la lotta alle diseguaglianze.

Da questo esempio concreto realizzato dalla collaborazione i relatori parleranno di temi compressi come la cooperazione allo sviluppo per far crescere i paesi del terzo mondo e il benessere delle persone per frenare l’emigrazione economica. Sarà anche il momento per interloquire sulla situazione oggi della Somalia e del Corno d’Africa. Infatti tra i relatori sarà presente anche Don Paolo Cugini, parroco presso l’ unità pastorale 5 “Santa Maria degli Angeli” a Reggio Emilia e missionario “fidei donum” in Brasile per lungo tempo dal 1998 al 2013 e  Mario Raffaelli già Sottosegretario agli Affari Esteri e inviato speciale del Governo per il Corno d’Africa per il Governo Italiano e ora Presidente di Amref ItaliaL’Assessore alla città internazionale Serena Foracchia del Comune di Reggio Emilia coordinerà l’importante evento. 

 

 

1 2 3 8