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Occupazione, Contratti di lavoro

RES-ImmagineIn Regione Emilia-Romagna il tasso di povertà relativa è  passato negli anni della crisi economica dal 2,2% del 2009 al 4,5% del 2016. Secondo i calcoli del Servizio statistico della Regione, si tratta di circa 200mila persone che hanno difficoltà a procurarsi beni e servizi. Sono invece 65mila le famiglie (3,3% in Emilia-Romagna, 6% in Italia) al di sotto della soglia di povertà assoluta, ovvero che non hanno reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali: per lo più persone sotto i 35 anni o tra i 35 e i 49 anni con minori a carico. A questo si somma il dato dell’emarginazione adulta che, secondo le stime dell’Istat rielaborate dall’Università di Modena e Reggio Emilia, riguarda oltre 4.000 senza fissa dimora.
In Emilia-Romagna, nei primi due mesi si sono registrate 6.059 domande per ottenere il Reddito di solidarietà. Partito a metà settembre, quasi 2.000 richieste hanno già ottenuto il via libera dall’Inps, che ne ha giudicate 1.692 idonee al finanziamento del Res e 225 al Sia (Sostegno all’inclusione attiva), la misura nazionale riservata a nuclei familiari con minori. Sulle restanti 4.000 domande sono tuttora in corso i controlli. In sostanza, senza il Reddito di solidarietà voluto dalla Regione sarebbero state poco più di un decimo le persone ad aver avuto un sostegno contro la povertà.

I richiedenti si dividono pressoché alla pari fra uomini (50,6%) e donne (49,4%), persone con più di 45 anni (65,7%) e nella gran parte dei casi (69%) senza minori a carico. E’ la fotografia di chi è stato ammesso al Res, persone che vivono in situazione di grave povertà, che faticano ad arrivare a fine mese, spesso con in comune il dramma della disoccupazione.
A livello territoriale, le richieste arrivate ai Servizi sociali sono state: 1.556 per la provincia di Bologna, 912 a Modena, 591 a Rimini, 573 a Ravenna, 571 a Reggio Emilia, 514 a Ferrara, 497 a Parma, 477 a Forlì-Cesena e 368 a Piacenza.

REDDITO DI SOLIDARIETA' REGGIO EMILIA
A CHI SI RIVOLGE IL REDDITO DI SOLIDARIETA’?

Destinatari della misura sono i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 3 mila euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi.
Oltre alla componente economica mensile, che oscilla tra gli 80 euro per le persone sole e i 400 per le famiglie, il Reddito di solidarietà si concentra sull’inserimento sociale e lavorativo delle persone che lo chiedono; prevede infatti progetti personalizzati di attivazione e inclusione sociale e lavorativa, predisposti con la regia dei Servizi sociali e finalizzati all’affrancamento dalla condizione di povertà. Il Reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne fare nuovamente richiesta, devono passare almeno 6 mesi.

FAI DOMANDA A REGGIO EMILIA PER OTTENERE IL REDDITO DI SOLIDARIETA’ 

voucher-inps

Ho appreso che in un Comune della Provincia, Cavriago, è stato pubblicato un bando per due posizioni di lavoro per “attività relativa al funzionamento dell’Ufficio Tributi (aggiornamento banche dati, bonifica)” a due giovani ragazze pagate con i voucher lavoro.
Non voglio entrare nella dinamiche locali, sono sicuro che l’unità si ritroverà presto, ma da questo piccolo caso voglio fare un punto politico da militante del Partito Democratico e da amministratore.

La Legge Fornero ha introdotto i voucher lavoro e Il Jobs Act ha semplificato di molto l’uso. Nel 2015, se ne sono venduti 114.921.574 per oltre un miliardo di euro di compensi erogati. Un boom del 66,6% rispetto ai 69.172.879 dell’anno precedente. Si tratta di un metodo di pagamento da sfruttare per tutte le prestazioni non regolamentate da un contratto poiché svolte in modo occasionale o discontinuo. Dal voucher sono escluse importanti salvaguardie lavorative come la maternità, la malattia e gli assegni per il nucleo familiare. Il voucher è inoltre la forma più estrema di precarizzazione del lavoro e colpisce particolarmente i giovani. Anche io sono stato pagato in voucher e non credo sia la formula migliore che dobbiamo proporre a chi si affaccia sul mondo del lavoro. Non è un caso che la CGIL ha raccolto 34 mila firme a Reggio Emilia (3,3 milioni di firme In Italia) per l’abrogazione dei voucher.

Avevo già affrontato il tema dei voucher lavoro portando in Sala del Tricolore una interpellanza che chiedeva conto dei lavoratori pagati con i voucher nel Comune di Reggio Emilia (questa formula di pagamento nel capoluogo è esclusa). Dei voucher esistono vari tagli: 10€, 20€, 50 euro. Possono essere usati anche in combinazione tra di loro per determinare l’importo lordo del corrispettivo. Dal valore nominale del voucher si deve detrarre il 25% destinato per il 13% alla copertura previdenziale in favore della gestione separata Inps, il 7% in favore dell’Inail e il 5% per la gestione del servizio. Si tratta di contributi interamente a carico del lavoratore. Pertanto, il valore reale del voucher da 10€ è di 7,5€. Con riferimento a ciascun committente il compenso, nel corso di un anno solare, non può superare oggi i 7000€ netti, 9333€ lordi.

Le amministrazioni pubbliche, inizialmente escluse dalla possibilità di ricorrere al lavoro occasionale, sono state in seguito incluse dalla legge 33/2009, con una formula tanto ampia che consente loro di ricorrere al lavoro occasionale anche per lo svolgimento di attività istituzionali. Si tratta con tutta evidenza di un ampliamento non condivisibile delle finalità attribuite a questo tipo di prestazione che concorre a peggiorare ulteriormente la condizione dei lavoratori.

Il  voucher  tutela male e non pienamente il lavoratore, i Comuni del centrosinistra hanno la possibilità e il dovere di offrire alternative a questa formula di pagamento. La direzione e l’esempio che dobbiamo dare ai giovani è di un lavoro decoroso e tutelato.

Coop Alleanza 3 lavoro notturno FILCAMS

Coop Alleanza 3.0 ha modificato la gestione delle promozioni negli ipermercati. Tale modifica organizzativa ha fatto sì che nelle giornate deputate al cambio delle offerte, il mercoledì e il sabato, a distanza di 10 o 11 giorni, ai lavoratori verrà richiesto di fermarsi sino alle ore 24.00 del giorno precedente l’avvio delle offerte e che si cominci a lavorare alle 5.00 del mattino nel giorno di avvio delle stesse, nonostante il contratto integrativo ancora in vigore preveda che la normale attività lavorativa debba essere svolta tra le 6.00 e le 22.00.

Sono concorde con le richieste della CGIL di Reggio Emilia e delle altre organizzazioni sindacali, un lavoratore che percepisce 700 – 800 euro netti al mese non può essere privato della possibilità di mettere a letto i suoi figli. I lavoratori del commercio sono già stati vessati in questi ultimi da liberalizzazioni selvagge. Oggi l’80% dei lavoratori del commercio (circa 2 milioni di persone) è costretto a lavorare la domenica o nei giorni di festa, mentre il resto delle persone e delle loro famiglie è di riposo. Tema che avevo portato a più riprese anche in Consiglio Comunale a Reggio Emilia. LEGGI QUI

Oggi abbiamo affrontato il tema dei voucher lavoro in Sala del Tricolore.

L’Assessore con delega al personale Natalia Maramotti ha risposto che questo strumento per pagare i lavoratori non è utilizzato dal Comune di Reggio Emilia ma che ad oggi non è possibile sapere che se le ditte che hanno vinto appalti utilizzano o meno voucher. Per il futuro propone controlli conosciuti

Nella risposta finale ho detto che serve compiere la scelta politica di inserire nei capitolati d’appalto l’esclusione del voucher come forma di pagamento ai lavoratori.

Il voucher è inoltre la forma più estrema di precarizzazione del lavoro, sono escluse importanti salvaguardie lavorative come la maternità, la malattia, la disoccupazione, gli assegni per il nucleo familiare e tanto altro. Inoltre sì è creato un paradosso perché anziché combattere il lavoro nero, i voucher lo creano. Se ad esempio un ispettore del lavoro va a fare un controllo in una impresa i datori di lavoro possono mostrare i buoni, magari da due ore, e dire che quel dipendente è lì solo per quel tempo. Salvo poi trattenerlo magari nove o dieci ore e le altre pagargliele in nero. Con il problema che dimostrare l’illecito diventa ancora più difficile rispetto alla situazione precedente al voucher.

E’ un punto su cui tornerò per il nuovo codice appalti del Comune di Reggio Emilia a cui stiamo lavorando.

LEGGI QUI IL TESTO DELLA MOZIONE SUI VOUCHER PRESENTATA IN COMUNE A REGGIO EMILIA 

Voucher Dario De Lucia comune reggio emilia

L’articolo della Gazzetta di Reggio che ringrazio

iren 30 maggio 2016 cgil cisl picchetto

Stamattina Lunedì 30 Maggio sono stato al picchetto sindacale di CGIL e Cisl  alle sede di Iren di Reggio Emilia. Da 30 mesi i lavoratori sono in contrattazione per il rinnovo del contratto, la dirigenza della quotata pubblica vuole togliere i distaccamenti sindacali facendo perdere la rappresentanza in azienda ai lavoratori. E’ inaccettabile, i lavoratori hanno ragione.

Nella mattina abbiamo raccolto anche le firme per i referendum contro i licenziamenti illegittimi, abolizione voucher e ripristino responsabilità committente negli appalti e per la carta universale dei diritti del lavoro. Passate a firmare queste proposte, trovate qui la lista dei banchetti a Reggio Emilia e Provincia.

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