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Il partito che vogliamo, Circoli, Finanziamento pubblico ai partiti, Feste.

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Sabato 13 Gennaio vi aspetto al Catomes Tot alle 17.00 parleremo di campagne elettorali e comunicazione con il professore Cristopher Cepernich, una iniziativa di alto livello e contenuto dove vi invito a fare domande e interventi.  

L’appuntamento alle urne per il Parlamento è il 4 Marzo, in meno di due mesi il Partito Democratico deve impostare una strategia elettorale capace di convincere le persone che il centrosinistra è la scelta migliore per il paese rispetto ai populismo di destra. Il tema di come presentarci e come comunicare al meglio le nostre proposte e temi diventa sempre più fondamentale.

Con i circoli PD Darwin e “Renzo Bonazzi” proponiamo una iniziativa di alto livello con il prof. Cristopher Cepernich per parlare di campagne elettorali dove presenterà il suo ultimo libro “Le campagne elettorali al tempo della network politics”.

Al tavolo con il prof. Cepernich ci sarà Damiano Razzoli, professore del Dipartimento Comunicazione ed Economia de l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e segretario Circolo PD Centro Storico. Introdurrà l’evento Francesca Perlini, segretaria del Circolo Darwin.
A me spetterà il compito di moderare l’iniziativa.

Sabato 13 Gennaio l’appuntamento è alle 17.00 al Centro sociale Catomes Tot in Via Panciroli 12,  vi invitiamo a intervenire e fare domande.

Cepernich libro
Che cosa sono le campagne elettorali digitali? In che cosa sono diverse dalle campagne online? Quali forme ha assunto negli ultimi anni la mobilitazione degli elettori da parte della politica? Come si rinnovano le strategie ora che sono disponibili tecnologie avanzate e analisi dei big data? Il libro che i democratici presenteranno sabato con l’autore è utile a orientarsi in un panorama – quello della comunicazione politica ed elettorale – che ha subìto in breve tempo trasformazioni radicali.

 

 

 

Cepernich


Cristopher Cepernich
è sociologo dei media e dei fenomeni politici all’Università di Torino. Dirige l’Osservatorio sulla Comunicazione politica del dipartimento di Culture, Politica e Società. È caporedattore della rivista Comunicazione Politica (il Mulino). Nel 2016 è stato responsabile scientifico del primo TEDxUniTo. È direttore scientifico di Election Days, il workshop di strategia elettorale e comunicazione politica di Università di Torino e di Quorum. Svolge attività di ricerca nel campo delle campagne elettorali e del giornalismo.

 

 

Tornato da Frascati (Roma), ringrazio l’associazione Frascati Porte Aperte, da una partecipata e ricca presentazione che ha coinvolto oltre 80 persone per 3,40h di dibattito. Vi propongo con piacere un video dove presento il libro DAL PCI AL PD. Questa è la trentesima iniziativa in sei mesi, dopo aver girato l’Italia e l’Europa (Berlino, Wolfsburg, Amsterdam, Lussemburgo) farò ancora qualche mese di presentazioni per poi andare a integrare il saggio con un nuovo corposo capitolo relazionando tutto quel che di interessante, propositivo o critico è emerso dalla assemblee del PD per migliorare e innovare le forme del fare politica.

Non  smettete di inviarmi contenuti, riflessioni e analisi, leggo e rispondo alla mail deluciadario@gmail.com 

Potete acquistare il libro su amazon, ibs oppure dalla vostra libreria di fiducia.

 

Qui di seguito trovate anche l’intervento dell’On. Pierluigi Castagnetti, già vicepresidente della Camera e segretario del Partito Popolare, sulla democrazia e partecipazione alla politica partendo dall’analisi del mio libro, dove ha curato la prefazione. 

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Il 30 Aprile gli iscritti e i cittadini italiani saranno chiamati a decidere il segretario del Partito Democratico. Un congresso in corsa in appena due mesi non è la soluzione migliore per sviluppare un dibattito e un confronto produttivo sui temi del paese e del Partito Democratico. Odio però gli ignavi e penso che, come in consiglio comunale a Reggio Emilia, in politica bisogna prendere delle decisioni e scegliere tra le forze in campo.

Per una scelta sincera e ponderata consiglio a tutti di leggere le mozioni congressuali e guardare la storia e come si sono posti i vari candidati sui temi del lavoro, diritti civili e di cittadinanza, giovani e scuola, ambiente e ruolo del partito nella società.

Qui trovate il programma di Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano.

Mi trovo lontano per storia e per modi dalle posizioni di Michele Emiliano e lo stesso vale per Matteo Renzi. Il Segretario in questi quattro anni non si è occupato del partito democratico, il calo degli iscritti è reale, e ha attuato molte politiche, in primis quelle sul lavoro dall’abolizione dell’art.18 all’uso improprio dei voucher, che non hanno trovato il consenso degli italiani e anche degli stessi iscritti al Partito Democratico. I pessimi risultati al voto del referendum e delle amministrative 2016 sono un esempio, la politica delle larghe intese con la destra non ha portato vantaggi e anzi ha minato completamente i rapporti con le associazioni del mondo del centrosinistra (sindacati, Anpi e altri partiti di sinistra per citarne alcune). Nella mozione congressuale Matteo Renzi propone contributi per i redditi inferiori e un ruolo più attivo degli iscritti attraverso consultazioni, formazione e investimento nella comunicazione e nell’albo degli elettori. Tutto ottimo, ma in questi quattro anni dov’era e cosa ha fatto da Segretario e da Premier?

Andrea Orlando e la sua squadra non sono il progressismo e l’innovazione a cui faccio riferimento. Bisogna però riconoscere il fatto che il programma ha elementi concreti di contrasto alla povertà come il redditto di inclusione, la lotta alle disuguaglianze con la progressività dell’imposizione delle tasse in base al reddito e rivedere la disciplina dei licenziamenti collettivi e disciplinari, dei voucher e degli appalti. Poi approvo la revisione della riforma scolastica “Buona Scuola” che ha creato disuguaglianze e buchi neri tra i docenti, la legge per regolare i rapporti tra lobby e politica e sulla trasparenza delle fondazioni politiche. Trovo necessario il passo in avanti sui diritti civili approvando leggi che da troppo tempo sono ferme in Parlamento come quella sul fine vita, la cittadinanza sullo ius soli e l’inserimento del reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano. Sul versante della vita del Partito Democratico approvo la distinzione tra il ruolo del presidente del consiglio e quello di segretario nazionale e la fine dei doppi e tripli incarichi ma soprattutto il richiamo alla nuova creazione del centrosinistra iniziando nuovamente il dialogo con quei mondi che da noi si sono allontanati o peggio ora ci sono avversari.

Qui trovate una sintesi della mozione congressuale di Andrea Orlando con i punti più rilevanti.

Per i più pigri, qui di seguito trovate un video di Formiche che spiega i contenuti del programma di Andrea Orlando in pochi minuti.

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“Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre.” (Tratto dal discorso sulla luna di J.F.K. Alla Rice University)

Anche noi abbiamo la nostra Luna.

La nostra luna è il matrimonio egualitario e diritti condivisi per tutti.
Non abbiamo intenzione di rimandare o di tirarci indietro in questa sfida.

E come in ogni famiglia, anche noi del Circolo Darwin chiediamo al Partito Democratico di Reggio Emilia e a tutto il centrosinistra di scendere in piazza con noi il 3 Giugno.

dario de lucia perchè rimanere nel PD e cosa fare

Oggi la Gazzetta di Reggio, che ringrazio, ha pubblicato il mio intervento sulla situazione difficile che stiamo vivendo come iscritti al Partito Democratico. Molte persone a me vicine mi hanno chiesto di prendere posizione e di “fare qualcosa”. Qui di seguito trovare il mio pensiero e delle proposte di contenuto politico su cosa dovremmo fare come Partito Democratico, sul che fare invece vi invito Giovedì 9 Marzo alle 21.00 al Circolo Arci Gardenia all’assemblea che abbiamo organizzato come Circolo Darwin.

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Sono tempi difficili per la mia famiglia. Il Partito Democratico vive una divisione storica dove compagni hanno preso altri cammini. Quando dalla propria casa famigliari e amici ci lasciano, rimane nel cuore una pesantezza che valica il confine politico e tocca  il livello umano. A loro dico che per me saranno sempre persone con le quali avere confronti politici sinceri e una dialettica costante aperta ai temi delle amministrazioni per la nostra cara Reggio Emilia.
Le responsabilità di questo abbandono vengono da lontano passano dal voto al referendum costituzionale, alla sconfitte delle amministrative, al malcontento sulle riforme sul lavoro, fino all’affluenza bassissima alle regionali del 2014. Questi sono tutti segnali che il nostro popolo del centrosinistra ci ha dato, sono scontenti di questo Partito Democratico. Il cambiamento di rotta tanto voluto non è stato capito e non c’è stato, non criminalizzo quindi chi per avventura sincera o per calcolo ci lascia.

Rimane però in noi democratici progressisti e di sinistra del Partito Democratico l’interrogativo forte: che fare? Che fare quando il nemico, quello vero, usa il razzismo e il populismo come normale dialettica e sembra più forte che mai? Che fare quando il giovane non vede la politica come mezzo per risolvere i suoi problemi e ci volta le spalle? Che fare quando veniamo identificati come il problema e non come la soluzione per i problemi che affliggono le persone che vogliono solo stare bene in una comunità tranquilla.

Siamo dei sopravvissuti che verranno spazzati via dalla corrente così che resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi? Non penso dobbiamo contare sulla buona sorte ma trovarci, confrontarci, organizzarci, agitarci nel fare politica, non tanto per noi ma per gli altri e per chi decidiamo di rappresentare.

Vogliamo una comunità politica che non ha timore a parlare chiaro e che ammette le proprie responsabilità senza timore di dire: “abbiamo sbagliato, chiediamo scusa, ora abbiamo capito i nostri errori e siamo pronti a cambiare rotta”.

Non dovevamo abolire l’articolare 18 e ampliare l’uso dei voucher, i giovani meritano un lavoro e delle tutele decorose come hanno conosciuto i loro padri, non useremo quindi più i voucher nelle amministrazioni che governiamo. Sui richiedenti asilo del nostro territorio non vogliamo che siano gestiti da una sola impresa che persegue fini di lucro ma pensiamo che i comuni debbiano essere intermediari con la Prefettura usando il programma SPRAR. Ai figli di genitori immigrati promettiamo che i temi della Lega Nord non avranno mai ragione per noi e che approveremo nel più breve tempo possibile la legge “Italia sono anche io” perché chi nasce in Italia è italiano. Ci avviciniamo all’otto marzo e quasi quarant’anni dalla legge 194 diciamo a chi ha deciso di fare il ginecologo e di esercitare nel pubblico che  l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg) e un diritto della donna e uno dei servizi che la legge garantisce, il dottore se non lo vuole fare si deve trovare un altro lavoro.

A te iscritto al partito democratico deluso e scoraggiato che ti rivedi in un centrosinistra amplio e plurale, non autoreferenziale schiacciato nelle correnti e nei gruppi di potere, dico che non c’è nulla di male se hai tasca anche la tessera degli amici dell’ANPI e della CGIL con i quali dobbiamo ricostruire un rapporto dopo il referendum e che le larghe intese con la destra, quel famoso progetto di partito della nazione, ha fallito ed è stato solo un grande errore dei nostri dirigenti nazionali.

Ai laici, progressisti, innovatori, popolo del centrosinistra noi a Marzo ci incontreremo a Reggio Emilia, il viaggio continua.

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