Coffrini non può continuare a fare il sindaco di Brescello

Sul caso Coffrini, il sindaco di Brescello che rilasciò imbarazzanti dichiarazioni sulla mafia nell’inchiesta di Cortocircuito​ e che strinse la mano al condannato per mafia Francesco Grande Aracri, si pronuncia oggi anche Rosy Bindi​, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e Don Luigi Ciotti​, il fondatore di Libera che chiedono la rimozione. Qualche giorno fa Claudio Fava​, il vicepresidente della commissione antimafia avevo chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella la destituzione di Coffrini.
Fin dal primo momento, ben prima di Aemilia, con il sindaco di Castelnuovo Enrico Bini​ abbiamo chiesto un atto forte su questo sindaco. Ora si sono aggiunti personaggi dell’antimafia di rilievo nazionale e altri sindaci reggiani. Possiamo quindi con coraggio riaffrontare la questione come Partito Democratico di Reggio Emilia?
Mi sembra chiaro che non siamo di fronte a fatti come quelli di Pagliani di Forza Italia ma c’è un danno di immagine che supera i confini di Brescello e Reggio Emilia e porta ombre su tutta la comunità politica democratica locale. Serve un messaggio più forte di una tirata di orecchie.
Non abbiamo il potere di farlo dimettere ma possiamo esprimerci pubblicamente per la sua rimozione da Sindaco. Non serve aspettare Roma, possiamo farlo anche subito qui a Reggio Emilia come Partito Democratico.

CIRCOLO DARWIN – L'evoluzione della politica

 
 
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Venerdì 13 Marzo inaugura il Circolo Darwin con Dino Amenduni di Proforma, classe 1984, l’uomo delle campagne di Renzi e Vendola per intenderci. Sarà intervistato da Diego Oneda di Prima Pagina Reggio, parleremo con lui di comunicazione, l’innovazione e politica.
Il Dawin nasce dall’esigenza di fare elaborazione politica. Con altri iscritti PD e non sentiamo l’esigenza di concentrarci con oggettività e merito su proposte nazionali e locali fuori dalle faziosità e dai cerimoniali.
Serve un luogo aperto e vivo che supera le divisioni interne e esterne ai partiti, nel quale tutti possono esprimersi e contribuire, valorizzando di volta in volta le singole competenze, capacità e caratteristiche per elaborazione politica e culturale per il centrosinistra e Reggio Emilia. Si lavora per obiettivi a scadenza in gruppi di lavoro, non si ha per scelta una sede perché si gira sul territorio dove si è ospitati, per partecipare ai lavori è richiesta una tessera, quella dell’associazione di politica Darwin. Si usano social e web per far conoscere e promuovere quello che si realizza in uno scambio e confronto diretto.
Dalle 19.30 aperitivo con presentazione del Circolo, alle 21.15 inizio evento con Dino Amenduni. Saremo ospitati dal Circolo Il Locomotore di Viale Eritrea (zona stazione).
Qui trovate tutte l’evento FB con tutte le informazioni.


 

Iscritto a chi?

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Il Partito Democratico oggi ha 366.641 iscritti manca all’appello solo la Sardegna che chiude il tesseramento 2014 nel 2015, fatto strano. Nel 2013 raccoglieva 539.354 e nel 2012 500.163. Solo 6 anni fa, nel 2009, il partito annuncia 831.042 iscritti. Il Partito Comunista tra il 1946 e il 1956 contava oltre 2 milioni di iscritti, la Democrazia si attestava su il milione di tesserati.
Chiaro che c’è poco da gioire perché abbiamo perso in un anno quasi 150.000 iscritti però penso anche che parlare di iscritti in termini assoluti ha poco senso, altri devono essere i ragionamenti per il PD. Sarebbe interessante sapere quante sono le nuove tessere e quanti i rinnovi (e perché nel caso non hanno rinnovato la tessera), quanti circoli abbiamo veramente attivi sul territorio e cosa fanno e soprattutto come meglio mettere in rete queste esperienze. Gli iscritti servono solo per organizzare primarie, portare voti agli amministratori e per i conteggi con la FIOM o ha un altro valore l’affiliazione alla comunità democratica?
Secondo me la domanda è come coinvolgere questi iscritti. Bisogna darsi un metodo di lavoro che per me è quello che dai territori va a Roma alla sede di Sant’Andrea delle Fratte e a Palazzo Chigi.

Scelta Civica, il PD e la porta girevole

Riporto una riflessione condivisibile dell’amico Riccardo Bedogni.
Il PD non può essere una porta girevole, dove le persone entrano ed escono a proprio piacimento. Ichino, Lanzillotta e altri parlamentari avevano deciso di uscire dal PD per candidarsi con Scelta Civica alle elezioni politiche del 2013. Ora, però, non possono essere riaccolti nel nostro partito, come se nulla fosse accaduto in questi due anni.

In Liguria non voterei PD

Ha ragione il saggio Andrea Ranieri, a queste condizioni di gioco alle larghe intese e di brogli con la destra non dobbiamo assolutamente starci. In Liguria non voterei PD.
Alle primarie per il candidato della regione Liguria ha vinto Raffaella Paita su Sergio Cofferati ma questo  ha portato 13 seggi di voto annullati e in 2 di questi sta indagando la magistratura. C’è un problema politico enorme di presentabilità e di progetto di governo per la regione a noi vicina.  Scrivo questo non perché sono un supporter di Sergio Cofferati, anzi, ma perché al voto di scambio con la destra e alle alleanze discutibili non dobbiamo strizzare l’occhio.

Regione: taglio stipendi per fondo povertà

In regione Emilia Romagna la maggioranza PD – Sel ha proposto un taglio su stipendi dei consiglieri e spese dei gruppi.  Una operazione di sobrietà che mira a recuperare la credibilità persa dopo le indagini sulle spese pazze di questa estate.
Oltre 7 Milioni di Euro risparmiati che dalla politica saranno messi su fondi per azioni specifiche su politiche del lavoro e sulle nuove povertà.
La settimana scorsa scrivevo che in Regione dovevano occuparsi delle nuove povertà e hanno iniziato a farlo dando il buon esempio: decidendo di ridursi l’alto stipendio, sono molto soddisfatto.