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Scuola, Università, insegnanti, saperi

Dal 2015 la residenza universitaria di Villa Marchi è attiva con 46 posti letto. Il secondo stralcio dei lavori prevede altri 75 posti letto, un auditorium per seminari, conferenze e convegni, sale per lo studio e punti di ristoro. Nella direzione di offrire più servizi agli studenti universitari e incentivare la presenza di studenti fuori sede il Comune di Reggio nell’Emilia ha sottoscritto l’accordo con l’Universita’ di Modena E Reggio Emilia per lo sviluppo del Campus dell’Ex San Lazzaro dove Villa Marchi si trova.

Per incentivare e creare nuova economia abbiamo bisogno che Reggio Emilia diventi una città universitaria. Questo ci permetterà di attrarre giovani che per il periodo degli studi vivranno (e consumeranno) sul territorio ma soprattutto dobbiamo essere bravi a non lasciare andare via i ragazzi una volta laureati, dobbiamo fare in modo che si mettano in gioco lavorando qui sul territorio. Pensiamo anche al beneficio culturale per la città, uno sede universitaria viva e attraente porta contaminazioni e nuove energie al circuito locale. Possiamo fare lo scatto e passare da città di provincia post industriale a città del sapere conosciuta in Italia e in Europa non solo per il Parmigiano Reggiano e la Pallacanestro Reggiana.

Se sei uno studente in cerca di un alloggio per l’Università Villa Marchi è situata nelle immediate vicinanze della sede dei corsi di Scienze Infermieristiche, Ingegneria, Scienze e tecnologie Agrarie degli Alimenti, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica e Controllo e Sicurezza degli Alimenti.

LEGGI QUI IL PROGETTO DI RIQUALIFICA DELLA AREA DELL’EX SAN LAZZARO

villa marchi

Oggi sulla Gazzetta di Reggio parlo delle nuove povertà. Il dato di Save the Children è allarmante: in Emilia Romagna abbiamo 65.000 bambini che vivono in povertà assoluta, in Italia sono 1,4 milioni. Chiedo ai nuovi consiglieri regionali di attivarsi nel contrasto a tutte le povertà, prima che sulle opere chiedo di investire sulle persone.

Gazzetta di Reggio, 5 Gennaio 2015 Povertà Save the Children

save the children

Il 17,7% degli abitanti dell’Emilia Romagna sono a rischio povertà.
Save the Children nel rapporto “Atlante dell’infanzia” scrive di 65 mila bambini e adolescenti nella nostra regione, il 9,5% del totale degli under 18, che vive in regime di povertà assoluta. Povertà non solo materiale ma anche culturale, 1 bambino su 3 ad esempio non ha letto un libro nell’anno.

L’Emilia Romagna è tra le più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti. Una “ricchezza” che perde però di smalto al confronto con l’Europa: nessuna regione italiana e’ in linea con alcuni obiettivi europei quali, per esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% in regione e siamo i capofila in Italia.

Chiedo ai nuovi eletti in Regione di partire proprio da questo aspetto: il contrasto a tutte le povertà. Prima che sulle opere chiedo di investire sulle persone.

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Altante dell’Infanzia 2014 di Save The Children

In vista delle prossime elezioni amministrative di primavera la Libera Università Popolare (LUP) di Reggio Emilia propone un percorso formativo che intende contribuire al rinnovamento della cultura politica del governo locale. Un un corso-laboratorio sul governo locale rivolto in particolar modo a quanti, soprattutto ai giovani, intendono offrire il proprio contributo al governo della cosa pubblica sia quali aspiranti amministratori o consiglieri comunali, sia in quanto semplici cittadini in una prospettiva di partecipazione attiva ai processi di governance. Il corso prevede un ciclo di sei incontri condotti dal Prof. Carlo Baccetti dell’Università di Firenze, con la presenza in ogni lezione di testimoni locali.

La LUP, è una associazione di professori e studenti dell’Università di Modena e Reggio che offre a studenti e a tutta la cittadinanza momenti di formazione accademici a un prezzo sostenibile. Frequento questi corsi da tre anni, non ne ho mancato uno, e vi confesso che sono stati per me molto utili. Sono stati importanti per crescere. Dal 2013 poi da semplice uditore sono passato dall’altra parte e sono membro dello staff organizzativo, trovarsi alla pari nelle discussioni con un proprio docente è una strana ma bella esperienza.

Si parte Lunedì 20 Gennaio e si prosegue fino a Lunedì 31 Marzo, una lezione ogni 15 giorni. Le lezioni si terranno presso l’aula D1.4 al I piano della sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia in Viale Allegri, 9 a Reggio Emilia dalle 17,30 alle 19,30.

Il Partito Democratico di Reggio Emilia ha iniziato una collaborazione con la LUP per un investimento sulla formazione degli iscritti. Diamo la possibilità di partecipare gratuitamente a 20 tesserati, se le richieste saranno superiori invece provvederemo ad abbassare il contributo per tutti a 15€ (invece che 25€). Sara comunque necessaria la tessera arci, che è possibile fare anche in loco alle lezioni (come l’iscrizione al corso).

Torniamo a fare quello che si faceva una volta nei partiti politici, formazione seria.
Le scuole di partito oggi costano e sono faziose perché legate a fondazioni o singoli leader, in attesa che a Roma si decidano a investire in una fondazione di studio di tutto il Pd (come la Stiftung della Spd tedesca) meglio puntare a una formazione di qualità legata agli ambienti universitari estranei alla nostra faziosità e propaganda interna. Così prepariamo davvero amministratori e militanti capaci e competenti, a vantaggio di tutti.

Per partecipare a questo corso basta compilare il modulo e inviarlo a lup.re@libero.it , se sei tesserato al PD mandalo invece a organizzazione@pdreggioemilia.it locandina lup

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Siamo ultimi tra i Paesi OCSE nei finanziamenti per scuola e università. Siamo al penultimo posto (davanti alla disastrata Grecia) nella spesa per l’istruzione: l’8,5% Pil con il 10,9% dell’Unione europea. Bisogna stare parecchio attenti perché a scuola si muore anche, è successo a Lecce proprio ieri ad Andrea, anni 17,  per un cartello di pericolo mancato e per una edilizia fatiscente.


Lo stato degli edifici scolastici italiani lo illustra bene il rapporto di Legambiente “Ecosistema scuola 2013″. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti 5.301 plessi che ospitano le scuole delle città capoluogo italiane: il 40% degli edifici scolastici italiani è privo del certificato di agibilità, mentre il 37,6% necessita di manutenzione. Il 60%, invece, è stato costruito prima del 1974. La panoramica negativa è completata dal 38,4% che si trova in aree a elevato rischio sismico e dal 60% che non ha il certificato di prevenzione incendi.

Bene invece l’Emilia Romagna che con quattro città tra le prime dieci in classifica,  guida la graduatoria sulla qualità  dell’edilizia scolastica e dei servizi. Reggio Emilia è al 5° posto della classifica generale e al 4° posto della classica delle “buone pratiche” (disponibilità del servizio di scuolabus, attivazione pedibus, biblioteche per ragazzi, finanziamenti per attività educative delle scuole e progetti rivolti agli under 14, sicurezza urbana nelle aree esterne agli edifici scolastici, mense scolastiche e pasti biologici, raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole, utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo, fonti di energia rinnovabile negli edifici scolastici).

PDF-Logo “Ecosistema scuola 2013″, dossier Legambiente