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Su richiesta della Unione degli Universitari (Udu), il sindacato degli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e in tandem con il Comune di Modena abbiamo approvato in Consiglio Comunale a Reggio Emilia un documento che si occupa del tema affitti e spazi e orari per lo studio per gli studenti, leggi qui il documento.

Sono tanti gli studenti fuori sede iscritti all’università di Modena e Reggio Emilia, e altrettanti i casi di necessità di trovare un alloggio (o quantomeno una camera) in affitto, possibilmente nelle vicinanze del dipartimento. È necessario mettersi nei loro panni per capire, almeno in parte, quante siano le variabili da prendere in considerazione prima di firmare un contratto d’affitto.

Premesso che:

  • Reggio Emilia è sede dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, che nel 2017 è stato classificato, per la numerosità dei propri iscritti, tra gli Atenei di grandi dimensioni;
  • l’attrattività dell’offerta formativa del nostro Ateneo, che in particolare per le materie tecnico-scientifiche e di indirizzo sociale è fortemente intrecciata con il tessuto sociale e la forte crescita economica, innanzitutto del settore industriale – artigianale manifatturiero del nostro territorio, ha portato ad una crescita media dei neo-immatricolati superiore al 10% negli ultimi tre anni;
  • le recenti politiche Accademiche hanno permesso di avviare diversi corsi a forte connotazione internazionale (quali le Laurea Magistrali in Advanced Automotive Engineering, in Innovation Design o in Management Internazionale), che stanno aumentando il numero di iscritti e frequentanti da tutto il mondo e concorrono a rendere l’Università di Modena e Reggio Emilia, e Reggio Emilia come territorio, sempre più internazionali;
  • il Comune di Reggio Emilia e l’Università di Modena e Reggio Emilia hanno firmato nel 2016 un accordo quadro per condividere con l’Università un approccio comune sulla crescita di valore intellettuale tramite l’educazione, su tutti i livelli di istruzione anche universitario, è uno degli obiettivi principali del Patto per una Città Educante. Attraverso il nuovo accordo fra le due organizzazioni.
  • In particolare nell’ambito della riqualificazione dellarea del San Lazzaro, che si sviluppa nel rispetto di obiettivi di carattere conservativo volti al recupero degli edifici, del parco storico e degli spazi aperti dell’Area, sta sorgendo il Campus Universitario dell’Università di Modena e Reggio. La realizzazione del Polo Universitario, che è destinata ad occupare quasi tutta l’area, è risultata essere un’appropriata riconversione funzionale sia per gli edifici esistenti che per il contesto urbanistico ed ambientale della zona; in tal senso si sta operando, con i mezzi attualmente a disposizione, per dotare il complesso di servizi ed infrastrutture funzionali al Campus, in un’ottica di futuro progressivo potenziamento. In particolare il 21 febbraio 2015 è stato inaugurato lo studentato universitario ricavato in una parte della dismessa Villa Marchi.
  • è innegabile che tale sinergia sia alla base della metamorfosi della nostra città che tuttavia è importante si interfacci con la Regione Emilia-Romagna, effettiva responsabile del servizio di diritto allo studio;

Considerato che:

  • Reggio Emilia Città Universitaria deve diventare asse strategico delle politiche di sviluppo economico e sociale per l’intera città e significa che occorre innervare di questo obiettivo tutti servizi che ruotano attorno alle esigenze degli studenti: va ripensato il modo di intendere gli spazi aggregativi, la mobilità, gli alloggi, ragionando con progettualità a lungo termine, per rendere la città a misura di studente;
  • stando ad un sondaggio creato dalla Conferenza degli Studenti, sottoposto a tutti gli studenti di UNIMORE, è emersa la necessità di potenziare e creare tutta una serie di servizi ed infrastrutture che diano alla comunità studentesca la possibilità di integrarsi pienamente nel tessuto socio-economico cittadino. Il centro storico e i poli universitari sono, di norma, le zone più vissute dagli studenti e pertanto, si evince dal sondaggio, vanno ripensati per essere più fruibili in termini di servizi per la comunità studentesca. Inoltre, lo sviluppo economico-sociale di una comunità è imprescindibile da quello culturale, motivo per cui vi è una forte richiesta da parte degli studenti di un potenziamento degli spazi studio utilizzati e il prolungamento degli orari;
  • il Centro Storico ha e avrà, per gli studenti, sempre di più un ruolo fondamentale in termini di attrattività culturale e vitalità sociale ed economica e come tale dovrà dotarsi di servizi adeguati e di residenze ad hoc, tenendo conto delle esigenze dei giovani;

Valuta positivamente:

  • l’impegno del Comune di Reggio Emilia a farsi promotore di un sistema unico che incroci domanda e offerta di case in locazione per studenti;


Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia invita il Sindaco e la Giunta:

  1. prevedere incontri periodici e lo strumento organizzativo migliore per dare alla rappresentanza studentesca universitaria un luogo formale di confronto e condivisione delle scelte nonché puntuali aggiornamenti delle azioni avviate in consiglio comunale;
  2. proseguire per garantire il rispetto delle regole nell’affitto di appartamenti tramite controlli sempre più serrati, convenzioni con i privati, e proseguire negli investimenti atti a potenziare la rete infrastrutturale di Reggio Emilia città universitaria;
  3. investire nelle aree, e nei quartieri ormai dismessi, con l’intento di renderli fruibili agli studenti, in modo tale da dare una nuova vita a tali strutture consentendone una rivalutazione da parte della cittadinanza tutta;
  4. favorire la nascita di luoghi dove giovani e studenti possano vivere e fruire la città, esprimendo forme artistiche e culturali;
  5. valutare la possibilità di un periodico prolungamento dell’orario pomeridiano della biblioteca Panizzi oltre le ore 20.00 e garantire almeno l’accessibilità alle sale studio attraverso cicliche aperture domenicali.
  6. valutare la possibilità di ricercare forme sostenibili di mobilità notturna, tenendo conto delle necessità della popolazione studentesca e consultando in maniera regolare i rappresentanti degli studenti;
  7. incentivare il potenziamento della rete WI-FI cittadina, concentrandosi sui luoghi maggiormente frequentati sia per questioni di studio che ludiche, in modo da consentirne l’uso non solo alla comunità studentesca, ma alla cittadinanza tutta, in linea con quanto accade nella maggior parte di città italiane ed europee;
  8. favorire una semplificazione nell’accesso alle informazioni, dove gli studenti, sia fuori sede che “in sede”, possano avere tutte le informazioni utili per vivere pienamente la città;
  9. farsi promotore con l’Università di Modena e Reggio Emilia per favorire azioni che sostengano gli studenti stranieri in entrata e che migliorino i servizi d’accoglienza;
  10. a promuovere, in collaborazione con UNIMORE, anche attraverso Acer, sul modello dei patti concordati tra proprietari e sindacati, forme contrattuali legali e regolati tra studenti, italiani e stranieri e proprietari di case o società di gestione di alloggi.

 

LEGGI IL DOCUMENTO PER REGGIO EMILIA CITTA’ UNIVERSITARIA

Dal 2015 la residenza universitaria di Villa Marchi è attiva con 46 posti letto. Il secondo stralcio dei lavori prevede altri 75 posti letto, un auditorium per seminari, conferenze e convegni, sale per lo studio e punti di ristoro. Nella direzione di offrire più servizi agli studenti universitari e incentivare la presenza di studenti fuori sede il Comune di Reggio nell’Emilia ha sottoscritto l’accordo con l’Universita’ di Modena E Reggio Emilia per lo sviluppo del Campus dell’Ex San Lazzaro dove Villa Marchi si trova.

Per incentivare e creare nuova economia abbiamo bisogno che Reggio Emilia diventi una città universitaria. Questo ci permetterà di attrarre giovani che per il periodo degli studi vivranno (e consumeranno) sul territorio ma soprattutto dobbiamo essere bravi a non lasciare andare via i ragazzi una volta laureati, dobbiamo fare in modo che si mettano in gioco lavorando qui sul territorio. Pensiamo anche al beneficio culturale per la città, uno sede universitaria viva e attraente porta contaminazioni e nuove energie al circuito locale. Possiamo fare lo scatto e passare da città di provincia post industriale a città del sapere conosciuta in Italia e in Europa non solo per il Parmigiano Reggiano e la Pallacanestro Reggiana.

Se sei uno studente in cerca di un alloggio per l’Università Villa Marchi è situata nelle immediate vicinanze della sede dei corsi di Scienze Infermieristiche, Ingegneria, Scienze e tecnologie Agrarie degli Alimenti, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica e Controllo e Sicurezza degli Alimenti.

LEGGI QUI IL PROGETTO DI RIQUALIFICA DELLA AREA DELL’EX SAN LAZZARO

villa marchi

Oggi sulla Gazzetta di Reggio parlo delle nuove povertà. Il dato di Save the Children è allarmante: in Emilia Romagna abbiamo 65.000 bambini che vivono in povertà assoluta, in Italia sono 1,4 milioni. Chiedo ai nuovi consiglieri regionali di attivarsi nel contrasto a tutte le povertà, prima che sulle opere chiedo di investire sulle persone.

Gazzetta di Reggio, 5 Gennaio 2015 Povertà Save the Children

save the children

Il 17,7% degli abitanti dell’Emilia Romagna sono a rischio povertà.
Save the Children nel rapporto “Atlante dell’infanzia” scrive di 65 mila bambini e adolescenti nella nostra regione, il 9,5% del totale degli under 18, che vive in regime di povertà assoluta. Povertà non solo materiale ma anche culturale, 1 bambino su 3 ad esempio non ha letto un libro nell’anno.

L’Emilia Romagna è tra le più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti. Una “ricchezza” che perde però di smalto al confronto con l’Europa: nessuna regione italiana e’ in linea con alcuni obiettivi europei quali, per esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% in regione e siamo i capofila in Italia.

Chiedo ai nuovi eletti in Regione di partire proprio da questo aspetto: il contrasto a tutte le povertà. Prima che sulle opere chiedo di investire sulle persone.

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Altante dell’Infanzia 2014 di Save The Children

In vista delle prossime elezioni amministrative di primavera la Libera Università Popolare (LUP) di Reggio Emilia propone un percorso formativo che intende contribuire al rinnovamento della cultura politica del governo locale. Un un corso-laboratorio sul governo locale rivolto in particolar modo a quanti, soprattutto ai giovani, intendono offrire il proprio contributo al governo della cosa pubblica sia quali aspiranti amministratori o consiglieri comunali, sia in quanto semplici cittadini in una prospettiva di partecipazione attiva ai processi di governance. Il corso prevede un ciclo di sei incontri condotti dal Prof. Carlo Baccetti dell’Università di Firenze, con la presenza in ogni lezione di testimoni locali.

La LUP, è una associazione di professori e studenti dell’Università di Modena e Reggio che offre a studenti e a tutta la cittadinanza momenti di formazione accademici a un prezzo sostenibile. Frequento questi corsi da tre anni, non ne ho mancato uno, e vi confesso che sono stati per me molto utili. Sono stati importanti per crescere. Dal 2013 poi da semplice uditore sono passato dall’altra parte e sono membro dello staff organizzativo, trovarsi alla pari nelle discussioni con un proprio docente è una strana ma bella esperienza.

Si parte Lunedì 20 Gennaio e si prosegue fino a Lunedì 31 Marzo, una lezione ogni 15 giorni. Le lezioni si terranno presso l’aula D1.4 al I piano della sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia in Viale Allegri, 9 a Reggio Emilia dalle 17,30 alle 19,30.

Il Partito Democratico di Reggio Emilia ha iniziato una collaborazione con la LUP per un investimento sulla formazione degli iscritti. Diamo la possibilità di partecipare gratuitamente a 20 tesserati, se le richieste saranno superiori invece provvederemo ad abbassare il contributo per tutti a 15€ (invece che 25€). Sara comunque necessaria la tessera arci, che è possibile fare anche in loco alle lezioni (come l’iscrizione al corso).

Torniamo a fare quello che si faceva una volta nei partiti politici, formazione seria.
Le scuole di partito oggi costano e sono faziose perché legate a fondazioni o singoli leader, in attesa che a Roma si decidano a investire in una fondazione di studio di tutto il Pd (come la Stiftung della Spd tedesca) meglio puntare a una formazione di qualità legata agli ambienti universitari estranei alla nostra faziosità e propaganda interna. Così prepariamo davvero amministratori e militanti capaci e competenti, a vantaggio di tutti.

Per partecipare a questo corso basta compilare il modulo e inviarlo a lup.re@libero.it , se sei tesserato al PD mandalo invece a organizzazione@pdreggioemilia.it locandina lup

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